La confessione e la comunità penitenziale. Un dibattito sulla “terza forma” del sacramento della penitenza – A. Grillo

Nel clima del Giubileo è giusto che emergano le possibilità, le difficoltà e le proposte innovative che circolano nella comunità ecclesiale in materia di “penitenza” a partire da una esperienza particolarmente ricca e intensa della sua celebrazione comunitaria. Il “sensus fidelium” è capace di scoprire e di vivere “cose antiche e cose nuove”. Da un lato l’esperienza di penitenza è, originariamente e costitutivamente, battesimale ed eucaristica. Dunque è anzitutto comunitaria. Resta aperta la questione se il “recupero di comunione perduta” possa o debba contemplare una strategia necessariamente complessa, in cui percorsi comunitari ed individuali debbano intrecciarsi e illuminarsi a vicenda.

“Sogno di una Chiesa diversa”: un libro di V. Albanesi

Il modello di Chiesa andrebbe ripensato completamente. Da gerarchico, normativo e chiuso dovrebbe diventare spirituale, leggero, aperto. Senza questo ripensamento anche le più nobili esortazioni di un papa come Francesco sono destinate a incidere solo superficialmente.
Da dovei può venire il cambiamento? Non dai soli appelli, ma da un ripensamento profondo dell’idea di Chiesa. E dall’apertura ai laici. Oggi il laico è guardato in fondo con sospetto dalla struttura clericale. Non si capisce che una maggiore presenza dei laici, e un loro maggiore coinvolgimento, garantirebbe al chierico, a tutti i livelli, di limitare il rischio della chiusura e del clericalismo. E’ il laico che apre al mondo. E’ il laico che porta il mondo nella Chiesa, che mette a confronto i mondi, che permette di fare i conti con la realtà.

Femminismo e religione: una possibile riconciliazione

L’idea di una responsabilità delle religioni nella discriminazione verso le donne è molto diffusa negli ambienti femministi. Gli anni 60-70, segnati dalla seconda ondata del femminismo, hanno visto svilupparsi attacchi molto severi all’eredità giudeo-cristiana. Con gli anni 1990-2000 è tornato vivo il problema delle costrizioni imposte alle donne da un’ingiunzione religiosa, questa volta per il velo islamico. Il femminismo della terza ondata, all’inizio del XXI secolo è caratterizzato dalla riflessione sulla laicità, in un periodo in cui le donne dei paesi del Sud del mondo si trovano a confrontarsi con questo problema, a volte in maniera violenta.

4. Educazione e le nuove tecnologie della comunicazione: rischi e opportunità per l’educazione religiosa – R.Romio

Sicuramente le nuove tecnologie della comunicazione digitale aprono un vasto campo per l’azione pastorale della Chiesa. Ormai, la maggioranza delle diocesi, delle parrocchie, delle singole istituzioni ecclesiali, delle associazioni e dei movimenti hanno un proprio sito Internet. Non bisogna dimenticare, però, che l’incontro con Cristo è un incontro personale. Sarebbe un grave errore voler delegare il compito missionario ai soli mezzi tecnologici. Bisogna invece educare – sia nella scuola sia in famiglia – a un utilizzo corretto di questi strumenti. Un’attenzione particolare meritano i giovani – i “nativi digitali” – che sono i più esposti agli influssi della rete, soprattutto per quanto riguarda la dipendenza compulsiva da Internet. Certamente, abbiamo bisogno oggi di un’apposita pastorale delle rete, o meglio di una pastorale del popolo della rete.

Un’altra tappa fondamentale dell’attuazione della Buona Scuola: pubblicati i bandi del nuovo concorso

Sono stati pubblicati i bandi del nuovo concorso per docenti nella scuola. L’attesa è finita e scatta la fase di iscrizione, dal 29 febbraio al 30 marzo. I bandi si possono scaricare qui Per il ministro Stefania Giannini la pubblicazione dei bandi segna “un’altra tappa fondamentale dell’attuazione della Buona Scuola. Rimettere in moto la macchina dei concorsi era essenziale per dare certezza sui tempi delle selezioni a chi vuole entrare in modo stabile nella scuola. Si torna alla Costituzione: avremo un bando ogni tre anni, con cadenza regolare”.

La situazione della Chiesa cattolica nel mondo: i dati dell’Annuario statistico pontificio 2016

I cattolici battezzati nel mondo sono circa 1 miliardo e 272 milioni e crescono ad un ritmo superiore a quello della popolazione mondiale. L’Europa arranca, rispetto ad Africa e Asia, sia nell’incremento dei battezzati che delle nuove vocazioni: è a rischio la sostituibilità generazionale dei sacerdoti. Dal 2005 al 2014 il clero diocesano e religioso è aumentato di quasi 10mila unità ma, negli ultimi tre, è di nuovo in calo. Forte evoluzione per il diaconato permanente, lieve diminuzione per i religiosi fratelli e flessione per le suore. È quanto emerge dall’Annuario Pontificio 2016 e dell’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2014 che registrano il polso della Chiesa cattolica nel mondo e mostrano alcune tendenze in atto.

Le migrazioni circolari: la risposta al problema migrazioni e sviluppo economico

Nel corso del XXI secolo qualsiasi considerazione sul binomio popolazione e sviluppo dovrà mettere in conto la crescente mobilità delle persone in un mondo sempre più interconnesso. Gli scenari che i dati statistici vanno disegnando raccontano di un Sud che ammassa capitale umano e, guarda ai Paesi economicamente più sviluppati in cui le prospettive di regresso numerico e di un crescente invecchiamento mettono in discussione alcuni fondamentali equilibri che tradizionalmente hanno garantito condizioni di generale benessere. La vecchia Europa e la giovane Africa sono chiamate a ricercare una comune strategia che coniughi il problema della crescita zero dell’Europa, con il forte incremento della popolazione dell’Africa destinato a procedere per almeno un altro mezzo secolo.

Il processo di secolarizzazione in Italia: Indagine Istat 2015 sulla frequenza ai riti religiosi

il processo di secolarizzazione che da tempo ha investito il paese continua il suo trend, anche se con toni non dirompenti, anche senza il tracollo che alcuni prefigurano. I luoghi di culto sono sempre più frequentati da persone con i capelli bianchi, e meno da giovani e da adulti alle prese con profondi rivolgimenti nella propria vita. Insomma: la fede accompagna il vissuto, segue gli alti e bassi delle varie esistenze. Non può essere diversamente, in una società in cui è venuta meno la pressione sociale ad andare in chiesa, e chi lo fa vuol vedere una qualche corrispondenza tra ciò che si vive nel proprio intimo e ciò che si manifesta anche pubblicamente.