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“Le competenze. Una mappa per orientarsi”: uno strumento utile per orientarsi della Fondazione Agnelli

Competenza: un concetto ricorrente nel linguaggio comune così come nei dibattiti scientifici, politici, professionali ma finora privo di una codificazione semantica precisa. La Fondazione Agnelli ha impegnato un gruppo multidisciplinare di ricercatori su questo progetto ambizioso: far chiarezza su che cosa si intenda con competenza/competenze, esplorando gli usi e i significati del termine in diversi settori disciplinari, nei sistemi scolastici, in campo manageriale e di gestione delle risorse umane. Uno strumento utile per orientarsi nelle diverse classificazioni e pratiche, e per comprendere meglio tutte le profonde implicazioni di un concetto centrale tanto per il mondo del lavoro quanto per quello dell’istruzione-formazione.

 

Descrizione

Titolo: Le competenze. Una mappa per orientarsi
Autore: Fondazione Agnelli
Curatori:Luciano Benadusi, Stefano Molina
Editrice: Il Mulino
Data uscita:08/02/2018
Pagine:211
Prezzo:15 euro
EAN:9788815274298

 

 

Dibattito sull’educazione: le competenze restano un ‘concetto sfuggente’
Tuttoscuola

“Di che cosa parliamo quando parliamo di competenze?” Per rispondere a questo quesito la Fondazione Giovanni Agnelli ha affidato a un gruppo di lavoro interdisciplinare, coordinato dal sociologo Luciano Benadusi e da Stefano Molina, dirigente di ricerca presso la stessa FGA, il compito di tentare una risposta.

Ne è scaturito uno studio, ora pubblicato nelle edizioni de il Mulinocon il titolo “Le competenze. Una mappa per orientarsi”(Bologna 2018), che si sforza di mettere ordine e di fare un po’ di chiarezza sulla “confusa polisemia dei termini competenza/competenze” (p. 187) e sulla “ipertrofia classificatoria” (che) “rappresenta in effetti una delle derive più frequenti della logica delle competenze” (p. 175-6). Lo sforzo ha avuto successo?

Diremmo di sì dal punto di vista della corretta rappresentazione di una serie di nodi tematici e problematici che caratterizzano la materia, già oggetto di una imponente letteratura da quando, a partire dagli anni ottanta a livello internazionale e novanta in Italia (con le riforme Berlinguer), si è individuato nel concetto di ‘competenza’ la chiave di volta, l’anello di congiunzione in grado di far dialogare i sistemi educativi e il mondo del lavoro.

Ma i nodi, ci sembra, pur bene individuati, sono rimasti tali. La mappa c’è, è ben organizzata, ma non porta al tesoro (la definizione in termini univoci di un concetto applicabile in ambito educativo e lavorativo). Nelle conclusioni gli stessi curatori dello studio riconoscono che “le competenze si presentavano poliedriche e tali sono rimaste” (p. 189-190), e lo stesso Andrea Gavosto, direttore della FGA, committente della ricerca, ammette nella sua introduzione che “non appena si scava in profondità le competenze diventano un concetto sfuggente” e si collocano, in ambito educativo, più sul versante della retorica che su quello della concreta applicazione (p. 7-8). Il suo auspicio è comunque che la ricerca abbia ulteriori sviluppi perché – afferma concludendo – l’idea delle competenze “costituisce sempre più un ponte ideale tra educazione, cittadinanza attiva e lavoro”. Un assunto che però, anche alla luce dei risultati di questo studio, resta tutto da dimostrare.

16 aprile 2018

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