• 01/12/2020
  
ERMES EDUCATION

Capire il cambiamento

Rivista di Pedagogia Ermeneutica Esistenziale
la famiglia

La famiglia nucleo fondamentale della società

La famiglia è comunemente considerata il nucleo fondamentale della società, anche se questo non sembra essere più un concetto comunemente condiviso. E’ vero che nella famiglia crescono i cittadini e qui le persone trovano i primi fondamenti di quelle virtù, che sono il nucleo dello sviluppo della società. Ed è proprio in questo orizzonte di senso che la famiglia si apre alle altre famiglie e alla comunità civile, assolvendo così il proprio compito sociale.

Questa impostazione è fondamentale ed è nella comunione di persone il cui compito è la generatività e la trasmissione dei valori che si costruisce il senso di responsabilità per la comunità.

 

Famiglia ed educazione

Ed è proprio nel come si costruiscono le relazioni familiari, il clima che si riesce a creare, il modo  in cui ci si pone nei confronti del mondo e degli altri che influenza l’atteggiamento dei giovani

Le difficoltà dell’educare è legata soprattutto al come si concepisce l’educazione ed è motivo di  confronto, su cui non è sempre facile convergere.
Le finalità dell’educazione sono determinate dal soggetto dell’educazione e sono quindi legate alle varie antropologie e alle diverse concezioni che si hanno dell’uomo, che può essere visto come “creatura di Dio”, come “persona”, come “essere storico”.

I nuclei fondativi

La domanda che viene spontaneo porsi è quali siano i nuclei fondanti condivisi dell’educazione,  gli strumenti che hanno i genitori per offrire la possibilità di infondere fiducia e coraggio formando i figli ai valori fondamentali della vita umana. I figli devono crescere in libertà, ma anche con la consapevolezza e la responsabilità delle proprie scelte.
Il compito è facilitare l’attivazione di processi di maturazione, di preparazione, di crescita integrale, di autonomia, ma anche di visioni positive, di fiducia nella vita e negli altri.

Ed è in questi tempi così difficili e incerti, in cui la pandemia ha messo a nudo le insicurezze personali e le paure più recondite che si ha la necessità di rifondare alcuni paradigmi valoriali e recuperare il significato dei sentimenti autentici.

Si dovranno “riscrivere” i fondamenti della relazionalità personale e sociale e saper cogliere le opportunità di riflessione.
Riscoprire la gioia della bellezza, nella natura e nelle attività umane, il pensiero e le emozioni codificati nelle opere d’arte può essere una via che apre all’andare oltre

 

La scultura di una famiglia di Gustav Vigeland

Un’opera d’arte  che suscita particolare interesse proprio da questo punto di vista è la rappresentazione della famiglia del parco Vigeland ad Oslo.
E’ una scultura situata all’interno del Parco che prende il nome dallo sculture norvegese, un’area del Frognerparken di Oslo dove sono collocate in esposizione permanente le sue opere.
Il grande spazio verde nel cuore della città, è un museo a cielo aperto, progettato dall’artista anche come architettura del paesaggio, nei primi ani del ‘900. La collezione è formata da più di 200 statue in pietra, bronzo e ghisa.

Il significato delle sculture

Queste sculture rappresentano l’essenza della vita nelle diverse fasi e nell’espressività dei sentimenti: sia gioia che dolore, inquietudine. Vigeland  ha rappresentato tutti  gli aspetti delle emozioni umane, sia a livello di singola persona che di relazioni interpersonali che di comunità. Le situazioni negative e positive della vita sono rappresentate lungo un percorso che si propone al visitatore in un crescendo di immagini semplici e complesse che rimandano continuamente alla riflessione sull’esistenza, anche nei suoi momenti più problematici.

Il gruppo scultoreo della famiglia 

La famiglia rappresentata in questo gruppo scultoreo, mi colpì subito quando la vidi per la prima volta camminando per il parco.
Il primo sguardo fu per la forma, l’inseguirsi di linee curve che ripercorrono i lineamenti delle tre figure, ti avvolge e ti coinvolge in quell’abbraccio tenero e forte, protettivo dei due genitori con il figlio al centro.
Le figure non sono solo grandi, sono possenti, lisce, rotonde, evocano tempi e luoghi sicuri e caldi, dove ci si sente accolti, amati, protetti.

Il messaggio e le rievocazioni

Al di là delle interpretazioni che se ne possono dare a me ha rievocato immediatamente il luogo sicuro dell’abbraccio dei genitori, quello sguardo protettivo che accarezza, ma che può anche rimproverare. Quegli occhi scolpiti sembrano chiusi, come per voler imprimere nella memoria quel momento, per poi poterlo rievocare molte altre volte, quando si sente il bisogno di ritornare fra braccia sicure.
Il contrasto fra il materiale freddo e grigio e la delicatezza dell’abbraccio, suscitano immagini  e parole di tenerezza che vanno oltre il tempo e lo spazio.

L’abbraccio è speranza è un vedersi insieme nella relazione ed anche un riuscire a vedere oltre il momento, a creare nel ricordo lo spazio del pensiero e del cuore dove si custodisce il ben-essere.

 

Bibliografia

C. Palazzini, Per essere famiglia. Appunti di psicopedagogia familiare, LUP, Roma 2010
G. Quinzi – L.Pace, L’imprescindibile esigenza di educare, LAS, Roma 2011.

Immagini

Vigeland, La famiglia, Parco Vigeland Oslo.