• Italia, Roma
  • 20/06/2019
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Dal buio…. alla luce

 Unità di Apprendimento

Tre anni

 

Fase 1:  Incontro consapevole col buio

 

Una storia per cominciare..

Fioccobianco e i rumori della notte

Fioccobianco era un coniglio tondo e bianco che viveva nella foresta con il suo fratellino.
quando non si muoveva sembrava una palla di neve.
quando correva invece si vedeva che aveva un pelo lungo e morbido.
Era molto socievole e ogni volta che incontrava qualcuno faceva squit-squit.
Siccome era ancora cucciolo, Fioccobianco conosceva poco la foresta; così, quando di notte andava via la luce, lui incominciava ad avere paura.
UntitledUn pò dopo il tramonto il fratellino di Fioccobianco abbassava le orecchie, le sistemava una di qua e una di là intorno al collo, chiudeva gli occhietti e si addormentava immediatamente.
Fioccobianco al contrario, non riusciva a prendere sonno e se ne restava lì sveglio con gli occhietti spalancati.
Invece di abbassare le orecchie e sistemaele intorno al collo come faceva il fratellino, Fioccobianco le orecchie le teneva dritte dritte.
In questo modo sentiva ogni minimo rumore.Sentiva tutti i suoni della foresta, anche quelli leggerissimi e siccome prestava attenzione ad ogni rumore, non c era verso di addormentarsi.
Di giorno invece, quando la luce del sole filtrava tra i rami degli alberi, Fioccobianco non aveva alcuna paura.
Se udiva il qua-qua delle papere, il muuu di una mucca o il fru-fru delle foglie mosse dal vento, si guardava intorno, capiva da dove venivano i rumori e rispondeva col suo saluto: squit-squit amica papera, squit-squit amica mucca, squit-squit amiche foglie.
Di notte questo non lo poteva fare: non c era luce a sufficienza e per quanto strizzasse gli occhietti non riusciva a vedere nulla.
Poteva solo tenere le orecchie dritte.
Ma alcuni rumori erano veramente strani e lo spaventavano.

Una notte Fioccobianco udì un rumore davvero molto strano, che non aveva mai udito prima.
Era uno sfrigolio continuo..
Ogni tanto smetteva, poi ricominciava.
Fri-fri-fri-fri-fri, fri-fri-fri.
Cercò di vedere quale fosse l’animale o la pianta che produceva quello strano suono ma non vide proprio nulla perchè era buio.
Gli venne una grande paura.
Quella notte Fioccobianco dormì male, fece dei brutti sogni e si svegliò all’alba molto prima del suo fratellino.
Il sole stava sorgendo e i primi raggi filtravano tra le foglie.
Siccome aveva un pò di fame, decise di andare a cercare delle foglie di lattuga.
Mentre saltellava tra i cespugli e i tronchi degli alberi, Fioccobianco sentì il suono che aveva udito durante la notte: fri-fri-fri, fri-fri-fri.
Drizzò subito le orecchie: quel suono era proprio accanto a lui.
Con la zampetta scostò una foglia.
Guardò con attenzione in mezzo all’erba.
Seduto al centro di una margherita vide un grillo tutto verde e molto piccolo.
Il grillo voltò la testolina, guardò incuriosito il coniglio bianco, poi fece quel suono: fri-fri-fri, che per i grilli è come un canto.
“Sei proprio un bel coniglietto!” disse poi allargando la bocca in un simpatico sorriso.
Fioccobianco scosse le orecchie e la codina in segno di saluto, fece squit-squit poi, saltellando, andò a svegliare suo fratello per dirgli che aveva fatto una nuova amicizia.
Fiocobianco era molto contento perchè aveva capito che i suoni che si sentono di notte, nel buio, sembrano misteriosi ma in realtà non lo sono.
In più aveva scoperto che i grilli sono animaletti simpatici, che non fanno male a nessuno.
Da quel giorno il coniglio bianco non ebbe più paura del buio perchè quando si sa da dove provengono i rumori, non c è alcun motivo per spaventarsi.

Bibliografia: Anna Oliviero Ferraris, Prova con una storia,Fabbri Editore

 

Spunti di conversazione..

  • Di cosa aveva paura Fioccobianco?
  • Come mai?
  • A voi piace il buio?
  • Di che colore è il buio?
  • Che cosa fai quando è buio?

 

 

 

 

Attività:

Si può far costruire ai bambini Fioccobianco con un piatto di carta

 

Untitled

 

 

 

 

 

 

 

 

SUL TESTOL’immagine di un coniglietto nel bosco,  con lo sguardo impaurito. Il coniglietto è un immagine reale in un contesto in bianco e nero .Attività :

incolla pezzetti di colore nero per colorare il cielo. 

 

Momento del canto:

Chi ha paura del buio, Zecchino d’oro 2014

https://www.youtube.com/watch?v=uxV75UmuHLg

Zecchino d’oro 2014 Chi ha paura del buio?: testo

Che paura, che paura, che paura, che paura,
Che paura, che paura, che paura, che paura!
Chi ha paura del buio? Io no!
Chi ha paura del buio? Io no!
Ne ha paura Carolina, è ancora piccolina e vuole la lucina
Sul comò!
Chi ha paura del buio? Io no!
Chi ha paura del buio? No, io no!
Ne ha paura il cuginetto che guarda sotto il letto oppure nel cassetto
Ma io no!
Sono grande, sono grande e i bambini alla mia età
Non han certo più paura per un po’ di oscurità,
Ma capisco, ma capisco chi è più piccolo di me
E ogni notte si domanda dentro al buio cosa c’è!
Cosa c’è? Cosa c’è?
C’è l’alieno senza un occhio che da Marte arriverà
Basta dargli un pizzicotto e vedrai che scapperò!
C’è la strega tutta nera che i bambini mangerà mangerà, mangerà
La faremo prigioniera finché il giorno tornerà.
Non ho niente più da dire, posso andarmene a dormire?
Chi ha paura del buio?
Io, no!
Che paura, che paura, che paura, che paura,
Che paura, che paura, che paura, che paura!
Chi ha paura del buio? Io no!
Chi ha paura del buio? Io no!
Ne ha paura Ludovica, la mia migliore amica che non lo dice mica
Ma lo so!
Chi ha paura del buio? Io no!
Chi ha paura del buio? No, io no!
Ne ha paura il mio vicino che tiene un lumicino accanto al baldacchino
Ma io no!
Sono grande, sono grande e i bambini alla mia età
Non han certo più paura per un po’ di oscurità,
Ma capisco, ma capisco chi è più piccolo di me
E ogni notte si domanda dentro al buio cosa c’è!
Cosa c’è? Cosa c’è?
C’è il vampiro tutto denti che alla porta busserà
Basterà non dire: “Avanti” e alla fine se ne andrà!
Se ne andrà, se ne andrà.
C’è la mummia con le bende, dall’Egitto arriverà
Ne faremo delle tende che la mamma cucirà!
Non ho più niente da dire, posso andarmene a dormire?
Chi ha paura del buio? Io no!
Chi ha paura del buio? No, io no!
Ne ha paura la gallina che sente la faina che piano si avvicina
Ma io no!
Chi ha paura del buio? Io no!
Chi ha paura del buio? No, io no!
Ne ha paura la maestra che vede la tempesta da dietro la finestra,
Ma io no!
Chi ha paura del buio? Io no!
Chi ha paura del buio? No, io no!
Ne ha paura il pesce palla che senza pinna gialla, non vuol tornare a galla,
Ma io no!
Chi ha paura del buio? Io no!
Chi ha paura del buio? No, io no!
Ne ha paura la bidella ed anche la sorella e pure la gemella
Ne ha paura il fiorellino che dorme a capo chino e aspetta sia mattino.
Ma io no!

 

Momento del gioco:

  • Percorso sensoriale del buio:

Con scatoloni, l’insegnante può costruire un tunnel, attraverso il quale far passare i bambini. Il tunnel, seguendo la sensibilità dei piccoli, può essere chiuso da teli neri, per imitare più perfettamente il buio.

  • I rumori della notte;

L’insegnante fa sentire vari rumori notturni e i bambini devono ascoltare   provare ad indovinare.
Parlare poi di qual è il rumore più spaventoso.

 

SUL TESTO:Una pagina bianca da colorare di nero con le tempere .

 

Attività di gruppo:

COSA ABITA LA NOTTE?

Realizzazione di  un cartelloni con animali e soggetti notturni.

 

Momento della storia:

LA LUCE NEL BUIO

UntitledRilassati, stai tranquillo e ascolta con attenzione questa storia su un bambino di nome Jason che aveva paura del buio. Un giorno, lo zio Jim chiese a Jason di seguirlo in un’escursione in una grotta. Jason era molto eccitato all’idea perché non era mai stato in una grotta prima e accettò immediatamente. Ma via via che il giorno della gita si avvicinava, Jason cominciò a preoccuparsi. Non  l’aveva mai detto a nessuno, ma aveva paura del buio!
«Sarai assolutamente al sicuro con me!» disse lo zio Jim prima di partire per la gita e gli diede un casco con una lampadina fissata sopra e una torcia da tenere in tasca.
«Il casco e la torcia sono nuovi e ho provato le pile, perciò non dovrai preoccuparti del buio… »
Ma Jason sentì lo stomaco in subbuglio non appena si infilarono in una stretta fessura per entrare nella prima grotta. Sapeva che sarebbe stato molto buio, ma non aveva capito che senza la torcia non sarebbe riuscito nemmeno a muovere la mano davanti al viso!
«Tutto bene?» chiese lo zio Jim.
«Eh sì, fantastico!» rispose Jason, tentando di sembrare coraggioso. Strisciarono attraverso una stretta galleria e giunsero in una grande grotta. Alla luce del casco, Jason vide delle cose appuntite simili a candele sciolte che pendevano dal soffitto e altre che si ergevano dal suolo.
«Quelle sono stalattiti e stalagmiti» spiegò lo zio Jim. «Sono formate dalle gocce d’acqua!»
Tutt’intorno, infatti, riecheggiava il rumore dell’acqua che gocciolava. Seguendo lo zio, Jason si infilò in un’altra galleria. C’era molto fango, scivolò e accadde una cosa terribile: la lampada sul casco si spense!
“Oh no!” pensò Jason. “Per  fortuna ho la torcia!”
Ma quando allungò la mano per prenderla, non c’era! Il cuore di Jason batteva all’impazzata. Intorno a lui era tutto nero. Dovette serrare i pugni per evitare di gridare con tutto il fiato che aveva in gola. Che cosa poteva fare? All’improvviso, una sfera di luce tremolante apparve dal nulla. Lucciole! Alcune volarono intorno alla testa, altre entrarono nella galleria così che Jason potè vedere la strada da seguire. Jason aveva già visto delle lucciole in passato. A volte, quando andava in campeggio si divertiva a catturarle per chiuderle in un barattolo. Ma le lucciole vivono nei boschi, non nelle grotte! Da dove erano venute?Altre lucciole volarono nella galleria che divenne sempre più luminosa.
«Tutto a posto Jason?» urlò lo zio Jim da una certa distanza. Jason guardò quelle magnifiche luci tremolanti che illuminavano la galleria intorno a lui: non aveva più paura!
«Sto bene, zio  Jim»  gridò Jason« gli angeli si prendono cura di me!».
Subito dopo le lucciole scomparvero con la stessa rapidità con cui erano comparse e la luce sul casco si riaccese. Jason guardò in basso e vide la torcia per terra. Non si chiese perché. Raccolse la torcia e sussurrò un grazie ai piccoli angeli che l’avevano aiutato…

( Tratta da A.Civardi et al., Immaginastorie della buonanotte. Racconti e storie di angeli per calmare le ansie, liberare l’immaginazione, rafforzare l’autostima. ,Doremi  junior, 2011).

 

 

 Fase 2: Far comprendere la bellezza del buio

 

Momento della poesia:

 PARLA IL BUIO…

Caro bambino non devi aver paura
Anche quando la notte è scura scura..
Io sono la coperta del sole
Che rinfresca dopo tanto calore.
Mando a dormire grandi e piccini

E col silenzio.. che bei riposini!
Ti faccio vedere la luna e le stelle
Che senza di me  non son così belle
Fuochi d’artificio e fuoco

Solo io faccio  vedere non poco..
L’abbraccio della mamma
Una bella storiella, e ti senti ancora solo?
Shh..vicino a te , dal leggero volo

Un angelo è vicino notte e giorno
e dove vai te lo porti intorno.
Con lui passa ogni paura e ne ho le prove
È davvero un angelo custode!

(E. Venti)

 

Attività di gruppo

Per far comprendere le cose positive del buio l’insegnante può fare dei cartelli con le frasi della poesia debitamente illustrati.

 

 

 Fase 3.Presentazione della figura dell’angelo custode

 

Momento dell’ascolto:

 

L’eroina della coffa

1UntitledQuesta è la storia di una ragazza di nome Jaya, che lavorav aper un uomo molto ricco, che  viveva in una grande casa vicino al mare. Jaya trascorreva la maggior parte del suo tempo pulendo, lavando e lucidando, ma un giorno fece qualcosa di  molto coraggioso.
Era una giornata estiva luminosa e ventilata. Si stavano facendo gli ultimi preparativi per il matrimonio di  Randolph con la sua bella fidanzata Rose. Randolph era al porto a ispezionare la sua magnifica barca a vela, che dopo  la cerimonia avrebbe portato lui e la sua mogliettina in luna di miele. La barca era stata pulita, lucidata e ridipinta fino a brillare. Dappertutto svolazzavano a vento graziose bandierine colorate e c’era persino un tappetino rosso in attesa dell’arrivo della sposa. Randolph sembrava molto soddisfatto di tutti i preparativi, ma poi all’improvviso sul suo volto apparve un’espressione di rabbia. “Qual è il problema con la bandiera?” Gridò indicando la punta dell’albero. La nuova bandiera era stata realizzata con le iniziali di Randolph e Rose ricamate a forma di uno splendido nodo. Ma era un giorno molto ventoso e a bandiera si era impigliata nelle parti più alte dell’albero della barca, all’altezz della piattaforma di avvistamento, la coffa. L’equipaggio tirò la corda in tutte le direzioni ma  la nbandiera noon si mosse. “ C’è soltanto una cosa da fare…”disse Randoph. “Qualcuno deve arrampicarsi sulle corde liberare la bandiera!”
A uno a uno i marinai dell’equipaggio si tirarono indietro accampando scuse. “Ho male a una gamba..”disse uno.”Soffro di vertigini!” disse un altro. Nessuno insomma si offrì volontario finchè la piccola Jaya si fece avanti. “Ci andrò io” disse a Randolph. “ L’altezza per me non è un problema.Proverò a liberare la bandiera!”. Senza aggiungere altro, Jaya cominciò ad arrampicarsi. Salì sempre più in alto, finchè alla fine raggiunse la coffa. Tutt’intorno si era raccolta una piccola folla e tutti trattennero il fiato quando la ragazza dide uno strattone alla bandiera mantendosi in equilibrio sul bordo della coffa. Finalmente la bandiera nuziale sventolava libera. Jaya cominciò a scendere, ma il vento soffiava forte e la barca ondeggiava. Più in basso le onde si infrangevano sulla chiglia. Improvvisamente, un piade le scivolò dalla corda! Jaya rimase paralizzata dal terrore e afferrò le corde.
Fu in quel momento che udì una voce dolce: “Non cadrai Jaya…” disse la voce. A Jaya tornò la calma e non ebbe più paura. Non vide chi aveva parlato, ma sentì una presenza accanto a lei. Riprese a scendere sicura sulle corde che ondeggiavano. Quando raggiunse il ponte, la folla applaudì. Randolph la ringraziò, e le raccontò delmiracolo a cui tutti avevano assistito: quando era scivolata, era apparso sotto di lei un angelo, che teneva una rete magica simile al retino per acchiappare le farfalle per prenderla se fosse  caduta…

( Tratta da A.Civardi et al., Immaginastorie della buonanotte. Racconti e storie di angeli per calmare le ansie, liberare l’immaginazione, rafforzare l’autostima. ,Doremi  junior, 2011).

 

Momento del canto:

Angelo di Dio

 

Canto: https://www.youtube.com/watch?v=8xtguoWph7w

 

Bambini si balla con l’Angelo di Dio!
RIT.
Angelo di Dio che sei il custode mio
sei così carino, dai stammi vicino.
Tienimi la mano
e insieme camminiamo.
Senti un po’ che c’è?
C’è un ballo anche per te!
(per 2)
La mano avanti, al centro e indietro,
la mano a lato e all’altro lato.
E poi un bel salto e un altro ancora
Un girotondo, questo è per te.
RIT.
Il braccio avanti, al centro e indietro,
il braccio a lato e all’altro lato.
E poi un bel salto e un altro ancora
Un girotondo, questo è per te.
RIT.
Un piede avanti, al centro e indietro,
un piede a lato e all’altro lato.
E poi un bel salto e un altro ancora
Un girotondo, questo è per te.
RIT.
La gamba avanti, al centro e indietro,
la gamba a lato e all’altro lato.
E poi un bel salto e un altro ancora
Un girotondo, questo è per te.
RIT.
La testa avanti, al centro e indietro,
la testa a lato e all’altro lato.
E poi un bel salto e un altro ancora
Un girotondo, questo è per te.
RIT.
Tutto avanti, al centro e indietro,
tutto a lato e all’altro lato.
E poi un bel salto e un altro ancora
Un girotondo, questo è per te.
RIT.
 

SUL TESTOUn immagine dell’angelo custodeAttività :

Colorare con le cere e mettere i brillantini sulle ali

 

 

 

Momento della drammatizzazione:

  • L’insegnante imita un bambino, utilizzando materiale facilmente reperibile (un cappellino, uno zainetto..) in varie situazioni di pericolo ( mentre sta per inciampare, cadere, sbattere da qualche parte) e, a turno, i bambini fanno la parte dell’angioletto che salva.

 

Momento del gioco:

Un bambino bendato viene guidato lungo un percorso dal “suo” angioletto, interpretato da un amichetto, per far risaltare l’altra caratteristica di “consigliere” dell’Angelo Custode.

 

 

Fase 4.  Introdurre la figura di Dio

 

Tenendo presente che in seguito alla secolarizzazione, non possiamo più dare per scontato che i bambini abbiano già sentito parlare di Dio a tre anni, siamo coscienti che il primo incontro con lui sarà per opera nostra. La loro idea è antropomorfica e non hanno capacità di astrazione quindi bisogna ben riflettere su come proporre Qualcuno che per loro resta invisibile e sconosciuto.
L’insegnante può presentare l’angelo custode come un dono fatto tutti da qualcuno che ci vuole bene e conosce le nostre paure, anche quella del buio perché anche a lui il buio non è mai piaciuto granché..

 

Momento dell’ascolto-azione:

Per questa storia bisogna preparare bene i bambini ad un momento solenne che inizierà con un viaggio per il quale sarà utile fornirsi di qualsiasi cosa può assomigliare a un telecomando per simulare una macchina del tempo. Disporre le sedie in due o tre file e creare il clima.

 

 

PRIMA PARTE:
Allora bimbi, oggi partiamo per un viaggio nel tempo…questo è il telecomando della macchina . ora bisogna prendere posto, allacciare bene le cinture, indossare i caschetti protettivi e contando fino a tre saremo pronti al decollo….
(A questo punto possiamo simulare di trovarsi in epoche diverse ma facilmente riconoscibili dai bambini anche per il contesto scolastico o le tradizioni in uso nel paese o città della scuola stessa)..

Cosa vedete? Io vedo dei cow- boy che lottano con gli indiani..sarebbe bello ma siamo ancora lontani dall’arrivo…
Guardate.. degli imperatori, poi  i dinosauri…si vedo un T- rex…(fingere paura e stupore. I Bambini si accoderanno con la loro fantasia!)
Siamo lontani nel tempo? Ma non siamo ancora arrivati..
Che sentite ora? Io un gran silenzio… e (dopo averli bendati se possibile o dopo aver loro chiesto di chiudere gli occhi) cosa vedete? Niente? Buio? Anche io.. allora siamo arrivati.
Questa  parte può concludere la prima parte del racconto e si possono invitare i bambini a colorare il telecomando della macchina o registrare come in un’intervista le sensazioni del viaggio)

 

SECONDA PARTE
Allora ..riprendiamo da dove eravamo lasciato e scendiamo dalla navicella..è tutto silenzioso e nero…anche freddo direi…
Sapete dove siamo? All’inizio di tutto…quando ancora il nostro mondo non c’era, né il sole, né gli animali e nemmeno le piante..
Eppure vi dico un segreto: qualcuno in verità c’era e si chiama DIO. Non possiamo vederlo perché è invisibile come l’aria che è ovunque, ma vi assicuro che è prorpio bello, allegro, divertente, potente e ha un cuore incapace di far del male e può solo voler bene…ma nel tempo , questo cuore così pieno di allegria, bontà, gioia, risate e tanto amore scoppiò perché non poteva più tenersele dentro e da qual cuore uscì un magnifico raggio di luce che squarciò il buio..
Finalmente qualcuno aveva rotto il nero e per prima cosa la luce del cuore di Dio portò con sé i segni della sua allegria.. 

 

 

Esperimentiamo…

  • Un semplice cartoncino nero servirà a far capire la forza di questo colore che “ mangia” anche i colori più accesi. Ogni bambino può provare a colorare sopra il cartoncino e osservare che il suo colore non lascia segni. Poi con un gessetto bianco o un pastello faremo vedere che la luce è l’unica cosa che vince il buio.
  • Costruiamo una scatola da scarpe, dipingendola di nero e lasciando una finestrella aperta perché i bambini possano vedere che dentro è tutto nero. In realtà all’interno sarà inserito o dipinto un arcobaleno e solo inserendo una luce da un lato, i bambini saranno capaci di vederlo senza cambiare scatola e per loro sarà una specie di magia.

2Untitled

 

 

 

 

 

3Untitled

 

 

 

 

 

 

 

 

SUGGERIMENTI..

  • Per far comprendere meglio il concetto del Dio che crea ciò che promana da sé si può utilizzare un  semplice bicchiere paragonandolo a Dio e facendo vedere che quando è pieno l’acqua versata comincia a traboccare e si riversa fuori da sé.
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