• 08/04/2020
  
ERMES EDUCATION

Capire il cambiamento

Rivista di Pedagogia Ermeneutica Esistenziale

 

In questo tempo di emergenza, la scuola italiana non si è fermata.

Grazie alle tecnologie, ogni istituto sta adottando (o aveva già in uso) sistemi di Didattica a Distanza, che permettono attraverso il web di creare classi virtuali e continuare l’attività didattica.

La didattica a distanza è così entrata nelle nostre case, per gli alunni di tutte le fasce di età coinvolte dalla scuola (6-19 anni).

Poste le sostanziali differenze tra i vari ordini di scuola e la conseguente diversa incidenza che la didattica a distanza può assumere, come si può porre l’Idr?

In questo sintetico contributo, vorrei cercare di tematizzare alcune questioni legate all’insegnamento della religione per capire quale può essere il ruolo di un IdR nell’ insegnamento a distanza.

L’ IRC nella scuola dell’obbligo si inserisce all’interno delle finalità della scuola, ha l’obiettivo di contribuire alla formazione culturale ed umana dell’individuo.

La sua valenza culturale implica una conoscenza oggettiva e sistematica dei contenuti essenziali del patrimonio cristiano, accostando in maniera corretta la Bibbia e i documenti essenziali della tradizione cristiana.

Allo stesso tempo è un insegnamento capace di far riflettere sul senso religioso presente in ogni uomo, in ogni tradizione religiosa; sa tematizzare la profonda relazione tra religione e valori esistenziali.

Se la prospettiva dell’insegnamento è esistenziale, esso è arricchente al di là di una mera conoscenza fenomenologica del fatto religioso o altresì di una storia delle religioni.

E’ intuibile, dunque, che le metodologie didattiche che lo coinvolgono possono e devono essere molteplici, perché l’alunno possa sviluppare competenze di riflessione, di pensiero critico e divergente, possa interrogare se stesso, gli altri e gli eventi, possa esprimere in modo costruttivo le opinioni ed ascoltare quelle altrui.

Ora, data questa premessa, che coglie l’essenza del lavoro dell’Idr e la sua specificità ermeneutica (oltre che contenutistica) come è possibile tradurre tutto ciò in un sistema di e-learning? 1

Occorre tenere presente alcuni punti chiave, oltre che utilizzare strumenti adeguati.

Punti chiave

I punti significativi per poter fare delle lezioni efficaci sono:

  1. Trasversalità. L’insegnamento della religione è trasversale nel profondo. In questo momento si possono privilegiare questi canali che coinvolgano più discipline per poter cogliere meglio il taglio culturale dell’Irc.
  2. Utilizzare più canali comunicativi: usare, per quanto possibile, più canali comunicativi. Musica, immagini, video, testi, audio, ecc. meglio utilizzarli insieme per dare armonia all’obiettivo didattico.
  3. Attività brevi con obiettivi definiti: strutturare attività brevi ma significative, che lasciano il segno. Per fare questo occorre definire sempre l’obiettivo (e le modalità di verifica)
  4. Evitare il sovraccarico (cognitivo e digitale). Evitare di avere troppi obiettivi (sovraccarico cognitivo) ma anche il sovraccarico digitale. Cerchiamo di capire che cosa vogliamo fare. Non promuovere l’utilizzo di software sempre diverso (in particolar modo con i bambini fino ai 13 anni) ma cerchiamo di essere graduali.
  5. Calibrare l’intervento sulla base dell’età del bambino. Cerchiamo di dosare la connessione dei ragazzi, per un uso adeguato degli strumenti. Non devono essere sempre connessi. E’ possibile pensare delle attività sul lungo periodo oppure piccole attività più ravvicinate. Se possibile evitiamo di chiedere di stampare agli alunni (non tutti hanno l’ufficio a casa come noi docenti).

Cassetta degli attrezzi:

Esistono molteplici strumenti per fare delle lezioni semplici, divertenti e formative.

Il punto di partenza è sempre la progettazione delle attività. Per farlo aiutiamoci con la pianificazione degli interventi con un planner e definiamo il carico di lavoro.

Concretamente: che cosa posso realizzare?

  • Video
    • Ricordare che devono essere brevi e significativi. Posso registrali direttamente (usando software di registrazione dello schermo), usare i repository online (come EdPuzzle) o realizzarli direttamente noi, seguendo alcune strategie.
  • Domande
    • Iniziare sempre da una domanda è una strategia vincente. Permette agli alunni di interrogarsi e provare a cercare una risposta ad un interrogativo nuovo. Se usiamo le piattaforme di e-learning si può usare la bacheca per porre domande.
  • Bacheche condivise
    • Padlet, Wakelet, Lino e Netboard sono strumenti adeguati per condividere delle opinioni e cercare di avviare una riflessione articolata
  • Quiz
    • Il quiz è uno strumento da non sottovalutare, anche per la valutazione delle conoscenze. Devono essere strutturati bene, con un tempo limitato, item progettati ad hoc
  • Lettura
    • Consigliare delle letture è sempre una strategia vincente. Le storie costituiscono un aspetto costituivo della nostra società e sono uno strumento utile per l’idr. Posso cercare delle letture, proporre audio libri (pensate ai classici letti da “Ad alta voce”) e rielaborarle
  • Scrittura e/o scrittura creativa a più mani. Chiedere di scrivere può essere utile. Usando gli strumenti digitali posso anche creare dei fogli condivisi per la scrittura a più mani.
  • Presentazioni
    • Mandare le presentazioni è utile, anche pensando che è possibile aggiungere un audio. Esistono molteplici software per creare presentazioni, gli stessi software della LIM permettono gratuitamente di creare delle presentazioni.
  • Assegnare lavori

Insomma gli strumenti sono molti.

Compete al docente calibrare gli interventi e cercare di gestire un intervento adeguato.

Buon lavoro a tutti!

1 Ovviamente la lezione in presenza differisce molto da quella da remoto o in videoconferenza. C’è una comunicabilità che non si trasmette con il digitale: l’espressione, il tono della voce, la mimica, il senso del gruppo, il farsi prossimo, …tutto svanisce in una relazione con uno schermo che presenta una mediazione di secondo livello