• Italia, Roma
  • 20/06/2019
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“Dovevo ben insegnare come il cittadino reagisce all’ingiustizia. Come ha libertà di parola e di stampa. Come il cristiano reagisce anche al sacerdote e perfino al vescovo che erra. Come ognuno deve sentirsi responsabile di tutto.” (don Lorenzo Milani)

Il 15 febbraio del 1966 si concluse a Roma un processo destinato a segnare la storia politica e culturale del nostro paese. In quel giorno, infatti, don Lorenzo Milani venne processato per il reato di apologia e incitamento alla diserzione e alla disobbedienza civile.
La colpa del priore di Barbiana era quella di aver scritto la Lettera ai cappellani militari in cui aveva difeso l’obiezione di coscienza al servizio militare e il dovere della disobbedienza a ordini sbagliati. Nel pieno della guerra fredda, questa provocazione doveva essere punita in modo esemplare.
Don Lorenzo, già gravemente malato, si difese con una Lettera ai giudici poi pubblicata in L’obbedienza non è più una virtù, uno dei testi antesignani del ’68 italiano. Assolto in primo grado, il priore di Barbiana fu condannato nel processo di appello, tenutosi nell’ottobre del 1967, ma la pena fu estinta per la morte del ‘reo’ avvenuta il 26 giugno dello stesso anno. Disobbediente alla sua famiglia, alla Chiesa e allo Stato in nome di un’obbedienza a Dio e ai poveri, questa condanna conferisce, mezzo secolo dopo la sua morte, dolore e stupore alla vera storia di don Milani, vissuto, come ha scritto Mario Luzi, «nel fuoco della controversia».
Seguendo il filo della vicenda processuale, il libro ricostruisce il clima di quegli anni cruciali, i dibattiti e le polemiche intorno al Concilio Vaticano II, il ruolo e il peso di personalità straordinarie come il teologo del dissenso Ernesto Balducci, il ‘sindaco-santo’ Giorgio La Pira e il cardinale di Firenze Ermenegildo Florit. E soprattutto ricorda a tutti noi la grande lezione di don Milani: non esiste obbedienza vera, profonda, non formale, senza disobbedienza come processo critico di assunzione di responsabilità.

 

Descrizione

Autore: Mario Lancisi
Titolo: Processo all’obbedienza. La vera storia di don Milani
Prezzo: 9,99 Euro (anche in formato ePub)
Edizione: 2016
Collana: i Robinson / Letture
ISBN: 9788858126912

 

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Nuovi sguardi su don Milani
di Andrea Fagioli

C’è un forte rinnovato interesse per la figura di don Lorenzo Milani. Almeno a livello editoriale, ma non solo. Si cercano sguardi nuovi sulla vita del priore di Barbiana. Ci prova ad esempio il giornalista fiorentino Mario Lancisi con il suo Processo all’obbedienza, uscito nei giorni scorsi per i tipi di Laterza (pagine 170, euro 16,00). Lo spunto è quello della Risposta ai cappellani militari che costò a don Lorenzo due processi per apologia di reato: il primo di assoluzione con formula piena «perché il fatto non costituisce reato»; il secondo, in appello, di condanna con «reato estinto per la morte del reo».

Milani, infatti, morì quattro mesi prima del processo che si tenne a Roma il 28 ottobre 1967. «Il processo all’obbedienza – scrive Lancisi – altro non è che lo sforzo di sottolineare che don Milani è stato e resta irriducibile a qualsiasi compromesso. Un aculeo per la coscienza di tutti. Un profeta religioso e civile».

zomTorna in libreria anche Michele Gesualdi, ex ragazzo di Barbiana e presidente della fondazione “Don Lorenzo Milani”. Esce infatti per le edizioni San Paolo il volume Don Lorenzo Milani,
l’esilio di Barbiana, con la prefazione di Andrea Riccardi e la postfazione di don Luigi Ciotti (pagine 216, euro 16,00). «Il libro, scritto da chi fu un “ragazzo” vicino a don Lorenzo e testimone privilegiato specie negli ultimi anni, aggiunge – a giudizio di Riccardi – qualcosa di profondo e di vivo alla narrazione storica che è rigorosa e asciutta. Mi pare che l’autore scriva nel linguaggio di Barbiana. Ne viene fuori un saggio importante, unico nella vastità bibliografica». Don Ciotti aggiunge che si tratta di «un don Milani raccontato in tutta la sua prorompente umanità, un ritratto autentico e vivo».

 

sorce_don-milani_copertina_isbnDa poco sugli scaffali anche il libro di suor Maria Rosaria Sorce, Da Assisi a Barbiana il sentiero di don Milani (Morlacchi, pagine 310, euro 15,00; presentato domenica 6 novembre su queste pagine), che tra le altre questioni affronta la “riabilitazione” di Esperienze pastorali: una vicenda che sta particolarmente a cuore al cardinale Giuseppe Betori, che ancora ricorda con emozione quando, nella primavera del 2014, annunciò che la ristampa del famoso libro di don Milani non aveva più nessuna proibizione da parte della Chiesa e tornava a diventare «un patrimonio del cattolicesimo italiano e in particolare della Chiesa fiorentina, un contributo alla riflessione ecclesiale da riprendere in mano e su cui confrontarsi».
Il cardinale, che aveva iniziato ai primi di settembre 2013 a raccogliere materiale sulla vicenda di Esperienze pastorali, il 12 dello stesso mese andò da papa Francesco per consultarsi e chiedere se era opportuno riaprire la questione. Nella circostanza gli consegnò anche una copia del libro. Avuto il consenso dal Papa per rivalutare il caso, Betori, a fine novembre, inviò un accurato dossier. Si concludeva così un percorso che l’arcivescovo di Firenze aveva avviato per proprio conto.
Nel frattempo anche suor Maria Rosaria, il 4 ottobre, aveva consegnato nelle mani di Francesco una lettera che Michele Gesualdi aveva già in precedenza inviato in Vaticano insieme al libro. Era la quarta volta che l’allievo del “priore” lo faceva. Ma in tutte e quattro le occasioni aveva avuto risposte indirette e «qualche scritto di elogio verso don Lorenzo e la sua opera». Niente di più. Per questo Gesualdi espresse subito la propria gratitudine all’arcivescovo di Firenze quando apprese che la sua iniziativa era finalmente andata in porto. Nel corposo dossier inviato al Papa, il cardinale Betori richiamava l’attenzione sul fatto che proprio uno dei libri fondamentali, l’unico scritto direttamente da don Lorenzo Milani – Esperienze pastorali, appunto –, fosse ancora sotto la proibizione di stampa e di diffusione. Il Papa passò il dossier alla Congregazione per la dottrina della fede che rispose a Betori sottolineando innanzitutto una cosa che spesso sfugge, ovvero che non c’era stato nessun decreto di condanna contro Esperienze pastorali né tanto meno contro don Lorenzo Milani. C’era stata una comunicazione all’allora arcivescovo di Firenze nella quale si suggeriva di ritirare dal commercio il libro e di non ristamparlo o tradurlo. L’intervento aveva un carattere prudenziale ed era motivato da situazioni contingenti. Cambiate le circostanze, quell’intervento non aveva più ragione di essere.

in “Avvenire” dell’8 novembre 2016

 

 

Il priore di Barbiana alla fine ha avuto ragione
di Mario Lancisi

Pubblichiamo l’introduzione, scritta dall’autore stesso, del libro appena uscito, “Processo all’obbedienza. La vera storia di don Milani”, edizioni Laterza.

Poco prima di morire, in uno dei suoi concitati rapporti con il cardinale Ermenegildo Florit, don Milani a un certo punto se ne uscì con questa battuta: “Sa quale è la differenza, eminenza, tra me e lei? Io sono avanti di cinquant’anni.. .”. Mezzo secolo dopo, papa Francesco ha pareggiato il conto. Il 10 maggio 2014, in piazza San Pietro, in un discorso al mondo scolastico, sottolineando che il segreto della scuola è “imparare a imparare” per educare i giovani a essere aperti alla realtà, ha detto: “Questo lo insegnava anche un grande educatore italiano, che era un prete: don Lorenzo Milani”. Per la prima volta il nome del priore di Barbiana, che la Chiesa fiorentina esiliò in una sorta di Siberia ecclesiastica e che il suo vescovo minacciò di spretare, ha risuonato nella piazza simbolo della cristianità. E qualche settimana prima papa Francesco aveva sottratto Esperienze pastorali, il primo libro di don Milani, dal cassetto dei testi proibiti per restituirlo al popolo di Dio come vangelo vissuto nelle strade operaie e comuniste di San Donato di Calenzano. Michele Gesualdi, uno degli allievi più vicini al priore, ha raccontato di aver chiesto a quattro papi di abolire il decreto del Sant’Uffizio su Esperienze pastorali: ma nessuno ha voluto dare ascolto al grido di amore e dolore dei ragazzi montanari di don Milani. Colpisce nel riconoscimento di Bergoglio la preminenza del ruolo civile di don Milani: “Un grande educatore italiano”. (…) Come san Francesco, anche don Milani ha rinunciato alle vesti del privilegio culturale ed economico per abbracciare l’eresia di Gesù Cristo. Questa a noi pare la vera storia di don Milani. Basta passare in rassegna le sue tre opere principali, per cogliere in Milani il tratto di profeta religioso e civile. Con Esperienze pastorali, uscito nel 1958, anticipò la riforma religiosa poi realizzata dal Concilio Vaticano II. Con L’obbedienza non è più una virtù (1965) affrontò con i suoi ragazzi i grandi temi della pace, in un mondo allora sull’orlo del conflitto atomico, della disobbedienza civile e del primato della coscienza.

Infine, con Lettera a una professoressa (1967), colse il clima che sfociò nel ’68 denunciando il carattere classista della scuola e affermando la funzione cruciale della cultura e della formazione per la costruzione di una società più giusta. Sul filo della ricostruzione del processo a don Milani per la lettera scritta ai cappellani militari, questo libro cerca di offrire una chiave interpretativa, uno sguardo nuovo, sulla vita del priore di Barbiana: il processo all’obbedienza come conformità e acquiescenza al potere dominante nella Chiesa e nella società. Come sottrazione di responsabilità. Ma anche la disobbedienza diventa mero esercizio di sottrazione di responsabilità, se non presuppone l’obbedienza ad un’istanza superiore. Ai giudici del processo don Milani spiegò che la scuola “siede fra il passato e il futuro e deve averli presenti entrambi. È l’arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare in loro il senso della legalità (e in questo somiglia alla vostra funzione), dall’altro la volontà di leggi migliori, cioè il senso politico”. Il processo all’obbedienza svela così il senso profondo della vita e della proposta religiosa e civile di don Milani. Come anima segreta del progresso spirituale, culturale e politico dell’umanità.

Processo all’obbedienza Mario Lancisi, pp 170, P rezzo: 16€, Editore Laterza

in “il Fatto Quotidiano” del 15 novembre 2016

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