Menu

Piano di lavoro con il testo scolastico “La gioia dell’incontro”

E’ possibile costruire un piano di lavoro con il testo scolastico La gioia dell’incontro?
Ecco una traccia che vogliamo proporre con lo scopo di evidenziare le potenzialità e la ricchezza di questo sussidio scolastico che, unitamente alla corrispettiva Guida per il docente, può costituire una miniera di stimoli per il perfezionamento della propria professionalità docente.
La proposta si rivolge sia agli insegnanti che hanno già adottato il testo, sia a quelli che vorrebbero conoscerlo meglio per una più accurata scelta di adozione.

 

PIANO DI LAVORO ANNUALE DI IRC

 

PREMESSA

Il modello pedagogico e didattico a cui facciamo riferimento è denominato “Didattica Ermeneutica Esistenziale” (= DEE) . Questa impostazione sembra più confacente con le esigenze di una nuova scuola che pone al centro della propria attività l’alunno in situazione di apprendimento: il percorso seguito dall’alunno risulta essere unico, irripetibile e imprevedibile. Ogni persona ha modi e tempi diversi di accogliere e appropriarsi di ciò che ascolta e vede. Perciò la dimensione esistenziale e personale è una caratteristica fondamentale e imprescindibile dell’apprendimento. La conoscenza diventa la possibilità di dilatare il proprio orizzonte interpretativo e di integrare significativamente le nuove nozioni dentro alla propria esistenza: in questa rielaborazione della realtà il linguaggio diventa un elemento determinante per il processo di insegnamento e apprendimento.

Dentro a questo nuovo orizzonte pedagogico e didattico l’Insegnamento della Religione Cattolica (= IRC) trova una collocazione più sicura, efficace e coerente con le finalità della scuola. L’IRC, quindi, non è un costo aggiuntivo per l’amministrazione o un sovrappeso per l’istituzione scolastica, ma collabora allo sviluppo integrale della persona attraverso uno specifico contributo disciplinare che fa riferimento alla dimensione umana dello spiritualità.

 

COMPETENZA IN RELIGIONE CATTOLICA

Acquisita la distinzione tra IRC e catechesi, si avanza un’ipotesi di lavoro relativa alla “competenza religiosa” o, meglio, “competenza in religione cattolica” da favorire e certificare nella scuola pubblica.
L’alunno competente in religione cattolica dimostra, entro i propri limiti strutturali e personali, di saper costruire un argomento attraverso il quale evidenzia il possesso delle conoscenze necessarie e utili per sostenere la sua riflessione personale in contesti che possono essere anche diversi da quelli della scuola, mettendo in gioco la sua capacità di raccogliere documenti, analizzarli, confrontarli, dialogare, … Agendo il proprio ruolo in modo completo e complesso, l’alunno si proietta ben oltre il semplice possesso di conoscenze e informazioni (= nozionismo).
La competenza in RC è sempre in costruzione e in dialogo interattivo con altre competenze specifiche e al servizio delle competenze trasversali. Si parla, infatti, di “traguardi per lo sviluppo della competenza” (= TSC) e di competenze trasversali che vanno a comporre un quadro sempre più organico della personalità in sviluppo degli alunni.
Il documento base è costituito dal DPR dell’11 febbraio 2010. Le quattro dimensioni che organizzano l’ossatura epistemologica della competenza in religione cattolica per un alunno al termine del primo ciclo scolastico sono:

1. essere aperto alla sincera ricerca della verità e interrogarsi sul trascendente, ponendo le domande di senso e cogliendo l’intreccio tra dimensione religiosa e culturale.
2. Individuare, a partire dalla Bibbia, le tappe essenziali e i dati oggettivi della storia della salvezza, della vita e dell’insegnamento di Gesù, del cristianesimo delle origini, al fine di avviare una interpretazione consapevole della storia della Chiesa e del suo rapporto con la cultura.
3. Riconoscere i linguaggi espressivi della fede, individuarne le tracce presenti in ambito locale, italiano, europeo e nel mondo imparando ad apprezzarli dal punto di vista artistico, culturale e spirituale.
4. Cogliere le implicazioni etiche della fede cristiana e renderle oggetto di riflessione in vista di scelte di vita progettuali e responsabili.

I quattro assi portanti sono oggetto costante di riflessione e mediazione didattica e trovano nel testo La gioia dell’incontro una realizzazione soddisfacente e positiva.

Il bisogno formativo che guida la scelta delle problematiche da proporre in classe scaturisce da una continua e costante osservazione degli atteggiamenti e del linguaggio dei preadolescenti che spesso evidenziano una conoscenza non riflessiva e un porsi condizionato e conformista nei riguardi della religione, accanto ad una visione a volte trionfalistica e spesso scontata della religiosità.
La religione è vista come modalità personale e sociale di interpretare la vita individuale e collettiva alla luce di alcuni riferimenti, quelli “religiosi” appunto, che trascendono la realtà per poi fare ritorno ad essa con una sua forza e provocazione.
Una “didattica per competenze”, realizzata con le sollecitazioni della DEE, diventa quasi una conseguenza logica e coerente alla luce di tutte le considerazioni finora svolte. Affinché non diventino piacevoli e pietosi sogni, occorre riformulare il ruolo dell’insegnante: egli diventa tutor, colui che si avvicina all’allievo, che cammina con il suo passo, indicandoli un traguardo, fiducioso nella sua capacità, autonomia, unicità e potenzialità In una parola: il suo essere persona ad immagine di Dio.

 

ATTENZIONI METODOLOGICHE E DIDATTICHE

In questo paragrafo si vuol mettere in evidenza alcune “attenzioni pedagogiche” che, senza voler costruire una gerarchia inutile e inopportuna, si vorrebbero maggiormente rispettare al fine di realizzare più adeguatamente le finalità educative dichiarate in precedenza.

1. Realizzare un percorso che permetta agli alunni di scoprire il più autonomamente possibile ciò che occorre sapere. Essere, quindi, meno direttivo e meno “verboso”.
Ad esempio: lavoro di gruppo/coppie con esercizi mirati; far concludere una tappa dell’itinerario con parole proprie; non dare forzosamente una conclusione ma sottoporla alla conquista da parte degli alunni.

2. Favorire l’apprendimento collaborativo, organizzando compiti o esercizi idonei. L’esperienza mi ha portato a valorizzare di più le coppie (o al massimo tre compagni).

3. La valutazione dell’apprendimento e della partecipazione realizzata non soltanto da parte dell’insegnante ma anche come “autovalutazione” dell’alunno. A questo proposito si veda il “patto educativo”, allegato.
Al termine del percorso didattico proporre una riflessione circa il metodo utilizzato e agli apprendimenti che ciascun alunno ritiene di aver guadagnato.

4. Quindi: esplicitazione dei criteri di valutazione. Il prodotto (o quanto eseguito nel compito unitario di apprendimento) sarà valutato tenendo conto:
a. dei criteri o abilità sopra ricordate (contenuti, valori, fonti e linguaggio) che realizzano la cosiddetta “competenza in religione cattolica”;
b. della partecipazione durante tutto il percorso (interventi in classe, collaborazione nel gruppo di lavoro, autonomia anche nell’allargare le fonti e i materiali di lavoro);
c. della ricchezza del contenuto, della creatività e della cura.

 

L’UNITA’ DI APPRENDIMENTO

La strutturazione dell’unità di apprendimento (= UdA) come si evince dal libro di testo è la modalità che si ritiene più efficace affinché l’alunno, ogni alunno, sia il vero protagonista del suo processo di apprendimento.
Infatti, nei tre passaggi centrali in cui invitiamo a cimentarsi, gli alunni sono sollecitati a esprimere il loro pensiero e a confrontarlo con il gruppo dei coetanei in modo da esserne responsabili e consapevoli.
Schematicamente le fasi di lavoro sono:

1. Esploro la vita intorno a me. La presentazione di un momento della vita “a misura di preadolescente” mette in evidenza che stiamo trattando qualcosa che lo riguarda.
2. Esploro la nostra cultura: successivamente l’orizzonte si amplia. Il problema del ragazzo non è solo suo ma fa parte della cultura dell’umanità
3. Esploro le fonti religiose: anche la religione cattolica ha qualcosa di dire sulla problematica che si sta affrontando.

Non si tratta semplicemente di presentare un documento, per quanto interessante e provocante sia: è richiesta l’attività e la partecipazione degli allievi attraverso la sezione “se faccio imparo” che può essere svolta individualmente, a coppie, a piccoli gruppi e con tutta la classe. L’importante è riuscire ad attivare il protagonismo dei ragazzi.

Per evitare dispersione e pressapochismo, ecco una pagina di confronto delle diverse idee. Esso raggruppa i pensieri principali che costituiscono il frutto della ricerca.

Importante, infine, il compito autentico per la certificazione della competenza. Sono situazioni problematiche in cui i protagonisti della vicenda sono adolescenti “veri”. E’ la realtà della vita che entra nella scuola.
Questo impianto verrà ulteriormente illustrato nella progettazione (e realizzazione) delle singole UdA.

 

STRUMENTI PER LA VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI E LA CERTIFICAZIONE DELLA COMPETENZA

La normativa che prevedere l’attività di controllo e di riflessione sul processo di insegnamento/apprendimento è notevole e costante nel corso degli anni scolastici .
Per rispondere a queste ovvie e quotidiane funzioni educative, ecco alcune proposte di strumenti che su suddividono in:
– verifica, misurazione e valutazione dell’apprendimento di conoscenze
– procedura per la costruzione di una certificazione della competenza religiosa.

a. L’apprendimento (delle conoscenze)

Gli alunni affronteranno prove di verifica cognitiva (a risposte, chiuse, a risposta aperta, a completamento) che verranno tabulate in una normale tabella (o registro elettronico).
Nel libro di testo sono presenti diversi esempi di questa verifica nella sezione n. 5, “mi metto alla prova / provo quello che ho imparato”. Nella Guida è illustrata anche una modalità per la misurazione della prova.

b. La certificazione della competenza
Per giungere alla certificazione della competenza in religione si procederà in questo modo:

1. Stabilire le “dimensioni” da osservare.
La proposta di Roberto Romio esplicita i seguenti tratti osservabili da cui inferire la presenza e il livello della competenza:

Dimensione Prestazioni

I. EURISTICA
• L’alunno individua tracce della religione presenti nell’ambiente e nella propria esperienza
• È aperto alla ricerca
• Dimostra curiosità
• ……………………
II. “COMPRENSIONE
INTERPRETAZIONE” = ERMENEUTICA
• Coglie l’intreccio tra dimensioni distinte della realtà
• Individua tappe essenziali e dati oggettivi
• Avvia interpretazioni consapevoli
• Coglie implicazioni e le rende oggetto di riflessione
• ……………………
III. METODOLOGICA
• Sa interrogarsi sul trascendente e porsi domande di senso
• Individua elementi fondamentali e li confronta
• Elabora criteri
• ……………………
IV. LINGUISTICO-ESPRESSIVA
• Sa interagire nel gruppo e in classe
• Riconosce linguaggi espressivi
• Si relaziona in maniera armoniosa
• ……………………
V. VALUTATIVA
• Sviluppa un’identità
• È capace di accoglienza
• Impara ad apprezzare dal punto di vista religioso
• Impara a dare valore alle esperienze
• ……………………

2. Predisporre una tabella per la raccolta delle osservazioni durante e al termine dell’attività.
Ad esempio

Dimensioni
I euristica
II ermeneutica
III metodologica
IV espressiva
V valutativa
………………

Alunni
1 Nome Cognome
2 Nome Cognome
3 Nome Cognome
4 Nome Cognome
5 Nome Cognome
…..
Quando lo si ritiene opportuno, nelle caselle corrispondenti a ciascun alunno, facendo riferimento alle dimensioni di cui si hanno alcuni riscontri, tramite una “nota” (numero, aggettivo, simbolo), si segnala il livello della prestazione che l’alunno ha evidenziato.

3. La certificazione.
Osservando e “riflettendo” sui dati raccolti, si potrà esprimere una valutazione sommativa/ponderata e una certificazione della competenza maturata utilizzando la seguente rubrica valutativa dei livelli della competenza:

4. Livello Descrizione sintetica dei livelli di rendimento

6. livello ottimo: Lo studente dimostra di saper individuare, spiegare e applicare in modo coerente conoscenze e abilità religiose in una pluralità di situazioni di vita complesse. È in grado di consultare e comparare fonti religiose e di utilizzare gli elementi raccolti per elaborare e giustificare soluzioni a problematiche religiose non familiari. Dimostra in modo chiaro e coerente una capacità di pensiero e ragionamento religioso. Sa sviluppare argomentazioni a sostegno di indicazioni e decisioni che si riferiscono a situazioni personali, sociali o globali.

5. livello distinto: Lo studente dimostra di saper individuare gli aspetti religiosi di molte situazioni di vita complesse e sa applicare a tali situazioni concetti e modelli religiosi. Sa anche mettere a confronto, scegliere e valutare visioni religiose adeguate alle problematiche della vita reale. Dimostra una capacità critica del mondo religioso e sa costruire argomentazioni fondate, utilizzando capacità di indagine ben sviluppate e nessi appropriati tra le proprie conoscenze.

4. livello buono: Lo studente dimostra di sapersi destreggiare in modo efficace con situazioni e problemi religiosi esplicitamente descritti facendo inferenze sul ruolo della religione. Sa scegliere e integrare spiegazioni di carattere religioso che provengono da diversi ambiti del sapere e sa metterli direttamente in relazione ad aspetti di vita reale. È capace di riflettere sulle proprie azioni e di comunicare le decisioni assunte ricorrendo a conoscenze di carattere religioso

3.  livello più che sufficiente: Lo studente sa individuare le problematiche religiose ed esprimerle con chiarezza in un numero limitato di contesti. Sa selezionare fatti e conoscenze necessari a elaborare risposte a problematiche religiose utilizzando semplici modelli o strategie di ricerca. È capace di interpretare e utilizzare Concetti religiosi di diverse aree disciplinari. È in grado di sviluppare argomentazioni che portino a decisioni fondate.

2. livello sufficiente:  Lo studente dimostra di possedere conoscenze e strategie sufficienti a rispondere a situazioni religiose problematiche familiari basandosi su processi semplici. È capace interpretare in maniera letterale i documenti e solo descrivere i fenomeni religiosi. Dimostra un interesse limitato e superficiale verso la dimensione religiosa.

1. livello insufficiente:  Lo studente dimostra di possedere conoscenze religiose tanto limitate da poter essere applicate soltanto in poche situazioni e a una documentazione religiosa a lui familiari. È capace di elaborare spiegazioni a problematiche ovvie utilizzando abilità elementari. Non dimostra interesse verso la dimensione religiosa.

 

CLASSE PRIMA

MOTIVO EDUCATIVO CONDUTTORE
Gli alunni della classe PRIMA vivono ancora una modalità di pensiero che potremmo definire “semplice e concreto”; ad essi piace ancora ascoltare i racconti e parlare di fatti reali, quotidiani.
Ma già sperimentano l’avventura di “uscire dal mito” e fanno “prove di autonomia”: tutto ciò va sostenuto da parte dell’insegnante con una stimolazione che mira alla presa di coscienza di questa energia nuova dell’incipiente preadolescente.

L’elemento qualificante da cui far partire l’attività può essere l’esperienza di incontro a scuola con racconti religiosi significativi che hanno un riferimento nella cultura dell’ambiente.
A partire da questa esperienza che stanno vivendo gli alunni il motivo educativo conduttore diventa

l’IDENTITÀ e il SENSO CRITICO

intesi come:
* essere capace di riconoscere la grandi domande di senso che costituiscono l’esperienza tipicamente umana;
* dare senso alle proprie esperienze interiori;
* porsi in modo attivo di fronte alle informazioni e agli elementi culturali.
* Un approccio critico alla figura di Gesù aiuta i ragazzi a superare una visione “mitologica” e lontana dall’esistenza propria e altrui.

OBIETTIVO FORMATIVO

La dimensione antropologica più significativa che emerge dalla riflessione precedente diventa , quindi, la conoscenza del linguaggio dell’uomo religioso derivante dalle sue grandi domande sulla vita.
Interessante sarà la descrizione dei linguaggi “religiosi” nella loro varietà di espressione (riti e comportamenti individuali e sociali) per giungere alla identificazione di questi linguaggi come “religiosi”.
In questa ricerca sarà importante il confronto con figure bibliche nelle quali si può individuare la fatica nella costruzione della propria personalità (Davide) ma anche la grandezza di un amore che sorpassa le debolezze umane (Gesù).

UdA (come ipotesi di lavoro si indicano tre UdA presenti nel libro di testo, una per ciascuna area tematica. Per ciascuna di essere verrà successivamente presentata anche una progettazione dettagliata. Per una scelta più adeguata alle proprie esigenze, si veda il quadro d’insieme presente nella Guida a pagg. 81 – 86)
UdA 1. Cresco e faccio domande (UdA n. 1 del testo, volume I)
UdA 2. Dio sceglie un ribelle: Davide (UdA n. 7 del testo, volume I)
UdA 3. Come lui non ti guarda nessun altro (UdA n. 11 del testo, volume I)

COLLEGAMENTI INTERDISCIPLINARI

Italiano: saper descrivere il proprio mondo interiore.
Arte e immagine: segni artistici e architettonici religiosi del territorio.
Geografia: il cosmo, la sua grandezza e bellezza.

COMPETENZE ATTESE
L’alunno è capace di
 argomentare a riguardo del fatto religioso come esperienza storica e culturale;
 esprimere una valutazione personale e motivata a riguardo dell’esperienza religiosa dell’uomo;
 iniziare una riflessione sulle emozioni personali, sulle modalità di autovalutazione positiva, sulle relazioni che costituiscono il quotidiano esercizio del crescere nella propria identità.

VERIFICA COMPETENZE (possibili compiti in situazione)
Vedere i compiti proposti dal testo al termine di ogni UdA e le modalità per la certificazione, dichiarate nel paragrafo precedente.

 

CLASSE SECONDA

 

MOTIVO EDUCATIVO CONDUTTORE

Gli alunni della classe SECONDA iniziano gradualmente ad elaborare scelte personali con motivazioni da loro ricercate o reperite nel gruppo dei coetanei.
E’ il tempo delle emozioni; ma è anche un anno nel quale emergono episodi di intolleranza e di irresponsabilità. Spesso questa esperienza sfocia in atteggiamenti di scontro e di rifiuto, a volte non esplicitati e quasi inconsapevoli.

Il motivo conduttore è quindi : IDENTITÀ, AUTONOMIA e soprattutto RELAZIONALITÀ intesi come:
* abituarsi a riflettere, con spirito critico, sia sulle affermazioni in genere, sia sulle considerazioni necessarie per prendere una decisione;
* essere disponibile al rapporto di collaborazione con gli altri.
Anche una ricerca sulle dinamiche di gruppo può aiutarli a costruire un progetto di vita fondato sulla responsabilità e sui valori.
Lo studio critico e documentato della Chiesa può essere utile in tal senso. La vita della Chiesa è affrontata come una storia di persone che hanno cercato di realizzare una buona relazione, avendo avuto l’esperienza di essere stati coinvolti in un più grande e profondo esercizio di alleanza realizzato da Gesù.

OBIETTIVO FORMATIVO

Per l’alunno che sta vivendo una particolare fase di sviluppo sarà determinante l’accettazione della problematicità della sua crescita, nello sforzo di viverla con stupore e positività. Imparerà a dare un nome alle emozioni che vive e che vede, a relazionarsi positivamente con i coetanei, superando il naturale sentimento di simpatia o antipatia.
La considerazione personale e documentata della figura di Gesù lo condurrà a mettere in relazione il messaggio evangelico con l’esistenza degli uomini e con la sua in particolare.

UdA (come ipotesi di lavoro si indicano tre UdA presenti nel libro di testo, una per ciascuna area tematica. Per ciascuna di essere verrà successivamente presentata anche una progettazione dettagliata. Per una scelta più adeguata alle proprie esigenze, si veda il quadro d’insieme presente nella Guida a pagg. 88 – 93)
UdA 1. Stare in gruppo per vivere (= UdA n. 2 del libro di testo, volume II)
UdA 2. Comunità e/è servizio (= UdA n.6 del libro di testo, volume II)
UdA 3. I valori per vivere felici (= UdA n.11 del libro di testo, volume II)

COLLEGAMENTI INTERDISCIPLINARI

Italiano (argomenti sulla preadolescenza, sul gruppo come ambiente privilegiato di crescita
Educazione alla convivenza civile: il volontariato
Educazione artistica: raccogliere materiale iconografico che rappresenta i diversi modi di vivere nel mondo moderno

COMPETENZE ATTESE

L’alunno è capace di
 Riconoscere l’importanza dei maestri di vita e imparare a discernere tra le diverse proposte di felicità;
 descrivere le emozioni (proprie e altrui), i cambiamenti e la problematicità di ogni esperienza personale o sociale, soprattutto per quanto riguarda l’esperienza di gruppo nella preadolescenza.
 Scoprire il valore della testimonianza delle persone impegnate nella solidarietà e individuare quali pagine bibliche sono riferibili a questi comportamenti

VERIFICA COMPETENZE (possibili compiti in situazione)
Vedere i compiti proposti dal testo al termine di ogni UdA e le modalità per la certificazione, dichiarate nel paragrafo precedente

 

CLASSE TERZA

 

MOTIVO EDUCATIVO CONDUTTORE
Gli alunni della classe TERZA si ritengono ormai capaci di porsi di fronte ai valori presenti nella società in modo critico; è il momento in cui essi iniziano il pensiero astratto e divergente, anche se ancora in modo confuso, immotivato e semplice.

Il motivo conduttore che qualifica questo anno scolastico è: AUTONOMIA, SENSO CRITICO, ORIENTAMENTO.
Ciò significa:
* conoscere l’aspetto problematico della vita, l origini di questa complessità, la tematica del valore dell’esistenza e dei valori nell’esistenza;
* Conoscere alcuni documenti della tradizione culturale e religiosa relativi al tema proposto e confrontarsi con essi;
* esprimere in modo appropriato e approfondito le riflessioni personali circa i temi affrontati.

OBIETTIVO FORMATIVO

E’ la fase in cui i ragazzi si pongono le grandi domande sul mondo, sulle cose, su di sé e sugli altri, sul destino di ogni realtà, nel tentativo di trovare un senso che dia loro unità e giustificazione. Dovranno anche imparare a pensare che devono contribuire alla realizzazione di una società migliore a partire dal piccolo e quotidiano contesto scolastico.
La consapevolezza delle proprie capacità e l’impegno ad immaginare e progettare il proprio futuro con appropriate assunzioni di responsabilità sarà sollecitato anche dal confronto con rilevanti pagine bibliche.

UdA (come ipotesi di lavoro si indicano tre UdA presenti nel libro di testo, una per ciascuna area tematica. Per ciascuna di essere verrà successivamente presentata anche una progettazione dettagliata. Per una scelta più adeguata alle proprie esigenze, si veda il quadro d’insieme presente nella Guida a pagg. 88 – 93)
UdA 1. Scegliere una persona: dall’amicizia all’amore (= UdA n. 3 del libro di testo, volume III)
UdA 2. Voglio essere libero (= UdA n.6 del libro di testo, volume III)
UdA 3. Costruttori di giustizia e di pace (= UdA n.10 del libro di testo, volume III)

COLLEGAMENTI INTERDISCIPLINARI

Italiano: letture di classici
Scienze: sviluppo e crescita del proprio corpo
Geografia: il mondo e lo sviluppo sostenibile

COMPETENZE ATTESE

L’alunno è capace di
 Riconoscere l’importanza della vita affettiva riuscendo ad inserirla all’interno di un quadro più globale di realizzazione felice della propria vita.
 Cogliere le diverse esigenze di amore e di libertà che gli uomini cercano di assecondare.
 Riflettere sui temi della pace e del benessere tenendo conto delle provocazioni che provengono dalle parole di Gesù e dalle testimonianze dei suoi discepoli, soprattutto nella nostra epoca.

VERIFICA COMPETENZE

Vedere i compiti proposti dal testo al termine di ogni UdA e le modalità per la certificazione, dichiarate nel paragrafo precedente.

 

Riferimenti normativi:

1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 febbraio 2010, registrato alla Corte dei conti il 12 marzo 2010 e allegato (Traguardi per lo sviluppo delle Competenze e Obiettivi di Apprendimento dell’insegnamento della religione cattolica per la Scuola dell’infanzia e per il Primo Ciclo d’istruzione).
2. Il POF dell’Istituto e il curricolo verticale di IRC.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.