• 22/09/2020
  
ERMES EDUCATION

Capire il cambiamento

Rivista di Pedagogia Ermeneutica Esistenziale

Il 5G è la nuova generazione, la quinta, di trasmissione dati via etere, che sta per arrivare nelle nostre città. La sperimentazione partirà in 120 comuni come previsto dall’art. 12 comma 4 della delibera AGCOM n.231/18/CONS.

Questa nuova tecnologia andrà a sostituire l’attuale 4G ma opererà su frequenze molto elevate (millimeter waves) in modo che le onde elettromagnetiche potranno trasmettere una maggiore quantità di dati (1000 volte di più rispetto ad oggi), ad una velocità elevatissima (100 volte superiore l’attuale), al punto che verrà praticamente azzerato il periodo di latenza, ossia l’intervallo che attualmente esiste tra la richiesta dei dati e il momento in cui li riceviamo. Per portare un’esempio pratico sarà paragonabile al momento in cui spingiamo il pulsante per accendere la luce e l’accensione della lampadina.

Altro innegabile vantaggio sarà dato dal fatto che potranno essere connessi un numero elevatissimo di oggetti (si stima che nel 2022 saranno 29 miliardi i dispositivi connessi), aprendo ad un infinità di nuove applicazioni a tutti i dispositivi smart che si collegheranno alla rete 5G.

Le nostre diventeranno CITTA’ SMART in un futuro non molto lontano, ossia piattaforme dove tutto è connesso e ciò permetterà ad esempio di poter avere automobili che si guideranno da sole perché collegate tra loro e a tutti i sensori presenti nella città stessa, ad esempio i semafori e i segnali stradali.

Ma avremo anche le INDUSTRIE SMART, dove la produzione sarà sempre più autonoma e dove l’uomo interverrà da remoto nella gestione del lavoro, mentre i macchinari presenti interagiranno tra loro in modo autonomo. Quindi noi esseri umani non saremo più gli unici fruitori di questa tecnologia, ma cominceranno ad utilizzarla anche gli oggetti, ad esempio all’interno dell’industria smart verrà segnalata la mancanza di un determinato materiale che serve per la produzione e questo verrà ordinato automaticamente in modo che il livello di produzione non scenda dallo standard stabilito. Molto più banalmente, nelle case di tutti noi il frigorifero smart si accorgerà da solo della mancanza della bibita preferita e la potrà ordinare al supermercato in modo autonomo, avviando il pagamento contestualmente tramite la carta di credito.

Per realizzare tutto ciò sarà necessario aumentare vertiginosamente il numero di antenne presenti sul territorio, perché se attualmente la tecnologia 4G prevede una grande antenna che irradia il segnale ai nostri dispositivi, il 5G invece avrà bisogno di piccole antenne messe praticamente ovunque: su semafori, tombini, pali della luce, muri delle case, terrazzi, ecc. Sostanzialmente dovranno esserci antenne ogni 50 metri ed ad esse si aggiungeranno 20.000 satelliti in orbita per coprire tutto il pianeta.
Ciò che abbiamo detto fa nascere tutta una serie di interrogativi a cui cercheremo di rispondere di seguito.

 

1.Aumento esponenziale dell’inquinamento elettromagnetico.

Con la tecnologia del 5G è innegabile un aumento dell’inquinamento elettromagnetico a cui esseri umani, animali e piante verranno soggetti. La questione principale è capire se ciò è dannoso per la nostra salute e per la vita degli altri esseri viventi. L’Istituto superiore di sanità ha dichiarato che allo stato attuale non si può dubitare della sicurezza del 5G per la salute degli esseri umani. La valutazione si rifà agli studi cosi detti ‘Progressisti’, che cioè considerano il 5G non come una nuova tecnologia e quindi si riferisce agli studi precedenti e ai limiti stabiliti attualmente dalla legge per la tutela della salute pubblica.

L’Organizzazione mondiale della sanità è allineata su questa visione in quanto ritiene che non ci siano evidenze verificate di una maggiore incidenza di malattie in soggetti esposti a queste onde elettromagnetiche. Ma vi sono anche degli studi portati avanti da istituti indipendenti di livello internazionale come l’Istituto Ramazzini di Bologna e il National Toxicology Program americano che hanno effettuato una serie di ricerche che hanno portato a conclusioni più preoccupanti. Questi due istituti sono giunti alla conclusione che l’esposizione prolungata a campi elettromagnetici sui ratti ha evidenziato un aumento di malattie causate dalla modificazione delle cellule.

L’assenza attuale di studi esaustivi sull’esposizione alle Millimeter Waves non ci consente di giungere a conclusioni certe sulla pericolosità o meno per l’uomo all’esposizione a queste onde elettromagnetiche, ma in questi casi, a mio avviso, bisognerebbe rifarsi al “Principio dio precauzione” per il quale ‘qualora esista il pericolo di danni gravi e irreparabili, la mancanza di piena certezza scientifica non può costituire il pretesto per rinviare l’adozione di misure efficaci per la prevenzione del degrado ambientale e della salute umana’.

 

2. Aumento dei danni a livello psicologico per gli esseri umani in seguito alla dipendenza dalle tecnologie.

Se non ci sono ancora certezze sulle conseguenze cancerogene dell’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche nei confronti degli esseri umani, la questione è totalmente diversa se si guarda ia danni psicologici che le persone subiscono dall’essere costantemente connessi a dispositivi smart.

In Giappone esiste un termine ‘HIKIKOMORI’ , che letteralmente significa ‘stare in disparte’, che sta ad indicare le persone, soprattutto giovani, che non escono più di casa e non hanno più relazioni sociali dirette, ma solo tramite la mediazione del WEB, (ad esempio giocando online o tramite i social network).

Senza estremizzare questa situazione credo che sia sotto gli occhi di tutti l’aumento evidente della tendenza ad isolarsi delle persone. Basta osservare adulti e ragazzi in fila alla posta, sull’autobus o nei casi peggiori partecipanti ad una cena, sempre più intenti ad interagire con il proprio telefono cellulare piuttosto che con le altre persone presenti.

La società attuale è sempre più individualista ed alimentare comportamenti socialmente alienanti non è raccomandabile.

 

3. L’utilizzo militare nascosto della tecnologia del 5G.

Il 5G avrà moltissime applicazioni in campo militare, tanto che la NATO si è impegnata a garantire la sicurezza delle comunicazione dei 29 paesi che ne fanno parte ed in particolare della rete 5G.

Per conoscere alcune delle implicazioni militari sull’utilizzazione della rete 5G dobbiamo rifarci al ‘Defense Application of 5G Network Tecnology’ pubblicato dal Defense Science Board, consulente scientifico del Pentagono. In esso viene previsto l’utilizzo di tale tecnologia in supporto alle Armi ipersoniche, quali ad esempio i missili che viaggiano a velocità 5 volte superiori a quelle del suono.La rete 5G permetterà di guidare tali missili su traiettorie variabili, permettendo di cambiare la rotta in una frazione di secondo per sfuggire ai missili intercettori.

Ma oltre a ciò sarà di fondamentale importanza per migliorare i sistemi di controllo e di spionaggio attuali, infatti perfezionerà l’utilizzo di droni e robot killer che potranno colpire le persone selezionate in base al riconoscimento facciale e al loro costante monitoraggio. Nelle zone di guerra permetterà di creare la ‘Battle Network’, ossia di collegare un’area predefinita a milioni di apparecchiature ricetrasmittenti permettendo ai reparti combattenti di ricevere in tempo reale carte, foto e qualsiasi tipo di informazione sulla battaglia in corso.

Come si vede le implicazioni militari di tale tecnologia sono enormi e per questo è nato lo scontro tra USA e Cina per il controllo di tale tecnologia. Il paradosso è dato dal fatto che tutta la rete 5G è stata finanziata da privati ma verrà usata dai governi per scopi militari senza che questi abbiano partecipato ai costi della realizzazione della rete stessa, che alla fine sarà pagata dagli ignari fruitori, cioè i cittadini.

 

4. Sicurezza informatica e protezione dei dati sensibili.

Attualmente portiamo nei nostri smartphone molti più dati sensibili di quanti ne abbiamo a casa nostra, basti pensare ai dati personali, all’associazione alla carta di credito, e-mail, messaggi, foto e filmati, dati sanitari, geolocalizzazione etc etc.

La domanda che ci poniamo, all’alba di questa rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo, è: che fine farà la nostra privacy? L’interrogativo riguarda non solo il possibile furto dei nostri dati sensibili, come sempre più spesso accade, ma soprattutto il fatto che ogni nostro gesto sarà costantemente monitorato e potrà essere venduto ai grandi gruppi per fare degli studi di mercato basato sulle nostre abitudini. Entrare in un centro commerciale significherà segnalare non solo tutto ciò che abbiamo comprato,  ma anche dove ci siamo soffermati semplicemente a guardare, vista l’onnipresente presenza di queste antenne. Tutte le abitudini delle persone saranno monitorate: se frequentiamo un luogo religioso piuttosto che una palestra, le nostre tendenze sessuali, le idee politiche , la nostra salute fisica, tutti i luoghi in cui andiamo durante una giornata, tutte le persone che incontriamo, nulla sarà più privato.

L’interrogativo morale che sorge spontaneo, dopo queste considerazioni, è se il progresso debba avere un prezzo così alto per tutti noi.

In un mondo in cui le macchine stesse diventeranno ‘intelligenti’ e comunicheranno in modo autonomo tra di loro al punto da essere indipendenti dall’uomo stesso, essendo costantemente connesse, come cambierà la funzione e le relazioni dell’essere umano nella società? Diventeremo noi gli osservati speciali per la nostra intera esistenza?
Ad ogni essere umano il giorno della propria morte potrà essere contabilizzato, quante volte è andato in vacanza, quanta benzina ha consumato, quanti partner ha avuto, di che malattie ha sofferto e quanto ha guadagnato e speso.

Questa è umanità?
Tutto ciò credo che sia moralmente inaccettabile. Per questo non dovremmo chiederci solo se questa tecnologia possa far male alla salute umana, ma se siamo disposti ad accettare tutto questo anche se fosse totalmente innocuo per tutti noi.

Andrea Lazzareschi