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Immigrazione

 Il dibattito sull’immigrazione divide, oggi, l’opinione pubblica e costituisce un tema che un educatore non può ignorare. Il nostro compito non è schierarci, ma fornire una documentazione del dibattito in atto in modo che ciascuno possa valutare ed assumere la sua posizione. Per questa ragione presenteremo  opinioni tra loro contrastanti che evidenziano aspetti diversi e complementari.

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DISCUSSIONI ATTIVE

 

“Rural Africa in motion”: Atlante della Fao sulle sfide del boom demografico e dei cambiamenti climatici

La Fao ha pubblicato un atlante – dal titolo Rural Africa in motion: Dynamics and drivers of migration South of the Sahara – che illustra la complessità dei flussi migratori che caratterizzano l’Africa subsahariana. La pubblicazione riflette sul ruolo che le zone rurali dei Paesi africani esercitano e continueranno a esercitare sulla determinazione dei flussi migratori nel continente e nel resto del mondo. La popolazione a sud del Sahara è aumentata di 645 milioni fra il 1975 e il 2015, con una crescita simile a quella osservata in Paesi come l’India e la Cina. L’Africa rimane principalmente rurale a causa di un processo di urbanizzazione iniziato relativamente di recente. Nel 2015 ancora il 62 per cento della popolazione africana abitava in una zona rurale.

“Potere e denaro”: La giustizia sociale secondo Bergoglio – Michele Zanzucchi

Il libro si apre con la prefazione di papa Francesco e propone una raccolta ragionata e fluida di quanto il Pontefice argentino ha detto e scritto su ricchezza e povertà, giustizia e ingiustizia sociale, cura e disprezzo del Creato, finanza sana e perversa, imprenditori e speculatori, sindacati e movimenti popolari, “mammona” e culto del “dio […]

Le quattro sfide dell’umanesimo contemporaneo: crisi migratoria, ecologica, neoliberista, tecnologica

La crisi ecologica, la crisi migratoria, le derive dell’economia senza regole o i progressi tecnologici esigono di ripensare un nuovo umanesimo se non si vuole che esso appaia come un ideale lontano e staccato dalle realtà del mondo. A partire dal XIV secolo gli umanisti proposero un progeto di emancipazione legato all’idea di un uomo che prende nelle sue mani il proprio destino e si sforza di costruire una società giusta. Ma le crisi, quella migratoria e quella ecologica, il neoliberismo o ancora le nuove tecnologie sconvolgono così fortemente i valori di quell’umanesimo che obbligano a tornare all’interrogativo fondamentale: che cos’è una vita umana?

“Paradosso Europa”: i grandi paradossi della cultura Occidentale e il sogno di un’Europa più umana – A.Heller

Da questo libro emergono i grandi paradossi che caratterizzano tanto il continente europeo quanto l’intera cultura occidentale: universalismo umanista e fanatismo nazionalista, tolleranza e xenofobia, totalitarismo e libertà. Conflitti che si fanno più drammatici nella crisi dei rifugiati e che mettono in serio pericolo l’intera costruzione di una comunità europea. Ma Heller, con tenace fermezza, suggerisce che non bisogna rinunciare a realizzare il sogno di una Europa umana: questa utopia dipende da noi.

“Stranieri residenti”: un libro sulle migrazioni per ripensare lo Stato

Nel paesaggio politico contemporaneo, in cui domina ancora lo Stato-nazione, il migrante è il malvenuto, accusato di essere fuori luogo, di occupare il posto altrui. Eppure non esiste alcun diritto sul territorio che possa giustificare la politica sovranista del respingimento. In un’etica che guarda alla giustizia globale, Donatella Di Cesare riflette sul significato ultimo del migrare. Abitare e migrare non si contrappongono. In ogni migrante si deve invece riconoscere la figura dello «straniero residente», il vero protagonista del libro. Atene, Roma, Gerusalemme sono i modelli di città esaminati per interrogarsi sul tema decisivo e attuale della cittadinanza. Il libro sostiene una politica dell’ospitalità, fondata sulla separazione dal luogo in cui si risiede, e propone un nuovo senso del coabitare.

Luigi Di Liegro: la politica di un prete – a 20 anni dalla sua morte

Il 12 ottobre sarà il ventennale della morte di don Luigi Di Liegro, ma l’agiografia in cui è stato ingabbiato non restituisce la complessità del personaggio. Nel 2007 Canale 5 trasmise L’uomo della carità. Luigi era indubbiamente il prete dei poveri, ma era il suo carattere politico a dare scandalo.

Alcune condizioni per una vera integrazione: un necessario dibattito

Un principio basilare dovrebbe essere quello di integrate le persone, non le comunità. Per far ciò è necessario, nei limiti del possibile e rispettando i diritti di tutti, cercare di allentare il più possibile il vincolo identitario-cultural-comunitario che spesso, specialmente nelle comunità islamiche, chiude gli individui in un involucro antropologico ferreo (si pensi alla condizione delle ragazze e delle donne in genere). Solo allentando un tale vincolo è possibile il reale passaggio a una nuova appartenenza ideale e pratica quale è richiesta dal partecipare realmente a una nuova cittadinanza.

La Cina in Africa: una nuova colonizzazione culturale e religiosa

Dal punto di vista economico gli investimenti cinesi in Africa sono sempre più ingenti: da un lato hanno lo scopo di far fronte all’approvvigionamento energetico e dall’altro quello di alleggerire il sovrappopolamento interno. La Cina vede, però, il suo futuro in Africa in un ottica più allargata rispetto al mero sfruttamento economico. Anche a livello culturale ha investito molto, creando gli ‘Istituti Confucio’, con lo scopo di insegnare alla popolazione locale il mandarino e il cantonese, ma soprattutto per istruirla alla cultura economica e al modo di fare affari cinese.

Noi, i migranti e lo ius soli, i dubbi che sono legittimi: un’utile riflessione per capire

Ciò che nella legge su lo ius soli lascia dubbiosi è il fatto che per la sua parte centrale è pensata e scritta secondo una prospettiva astrattamente individualista, centrata esclusivamente sul candidato alla cittadinanza in quanto singolo, indipendentemente da ogni realtà culturale. Ma la comunità italiana legittimamente desidera continuare a riconoscersi come tale e quindi a conservare i propri valori e stili di vita. Non vuole ad esempio che le bambine vengano rispedite a dodici anni nei propri Paesi d’origine per essere sposate, che nell’ambito familiare sia impedito di uscire di casa quando si vuole e di apprendere l’italiano, che vengano riconosciuti alle donne diritti e possibilità eguali a quelli degli uomini, ecc. È davvero così disdicevole o reazionario voler essere sicuri che chi acquista la cittadinanza italiana condivida gli elementi di base della cultura della comunità italiana?

“Non sono razzista, ma”: un libro di L.Manconi – F. Resta

Oggi in Italia si manifestano forme di razzismo nel linguaggio pubblico, negli atteggiamenti sociali e nelle politiche. “Non sono razzista, ma”, illustra un meccanismo psicologico che mira a prendere le distanze dalle parole e dagli atti che contraddicono ciò che pensiamo di essere, o che vogliamo far intendere di essere.

Il “dono dell’ospitalità”: XXV Convegno di spiritualità ortodossa – 6-9 settembre -Bose

In questa epoca di migrazioni, la Comunità monastica di Bose attinge di nuovo alle ricchezze spirituali del cristianesimo d’Oriente per cogliere i «segni dei tempi». Lo fa ospitando a Bose dal 6 settembre fino a sabato 9 2017 il XXV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa, dedicato al “Dono dell’ospitalità”.

“I narcos mi vogliono morto”: Vita di padre Solalinde un prete che i narcos vogliono morto

La vicenda di padre Alejandro Solalinde, raccontata in questo libro, si intreccia con i 20 mila migranti rapiti ogni anno in Messico, uomini, donne e bambini che spariscono nel nulla. Padre Alejandro, dopo una vita da prete «normale», ha iniziato ad aprire le porte del cuore e di casa agli stranieri che cercavano un rifugio, un pezzo di pane, una parola di conforto. Non ha taciuto: ha denunciato i soprusi dei trafficanti, le connivenze della politica, la corruzione della polizia. I narcos gliel’hanno giurata: sulla sua testa pende una taglia di 1 milione di dollari. Di qui le minacce, i tentati omicidi, una scorta di 4 uomini per difendere un uomo che difende gli indifesi.

Migrazioni: L’Italia nuova terra promessa – i risultati di una ricerca

In Spagna e Italia, i due Paesi più vicini al Nord Africa, si dirigono le ondate migratorie dall’Africa sub-sahariana sostenute dai più alti tassi di incremento demografico del mondo, dagli effetti delle guerre, dalle strategie di vero e proprio genocidio e dalla desertificazione che cresce a motivo dei duri effetti del cambiamento climatico. È insomma il Mediteranneo, il nuovo Rio Grande della Storia e l’Europa (non gli Stati Uniti) la nuova Terra Promessa per milioni di persone.

Capire la complessa situazione del mondo islamico: jihad globale, conflitto sunniti- sciiti, l’islam in Europa – Gilles Kepel & Olivier Roy

Confronto tra Gilles Kepel e Olivier Roy, i due maggiori esperti francesi di Jihad, divisi nel gudizio sul terrorismo islamico in Europa. Il primo sostiene che un’ideologia integralista muove gli attentatori. L’altro ribatte che sono emarginati, privi di una formazione religiosa. Intanto l’Isis vacilla in Iraq e Siria ma il Medio Oriente resta instabile. I rischi più gravi li corre l’Ue.

“Il populismo? Si vince tornando vicino agli ultimi”: intervista a J. Habermas

Oggi destano preoccupazione il nuovo disordine mondiale e l’impotenza degli Stati Uniti e dell’Europa di fronte ai crescenti conflitti internazionali, la catastrofe umanitaria in Siria o nel Sudan del Sud e gli atti terroristici di matrice islamista. Stiamo assistendo a una sorta di processo di irrazionalizzazione politica dell’Occidente? C’è un populismo di sinistra come reazione al populismo di destra? Come è stai possibile che il populismo di destra abbia sottratto alla sinistra i suoi stessi temi?».

“Globalizzazione, intercultura ed esclusione, nell’ottica del dialogo e dell’opzione per i poveri”: primo convegno di teologia ibericoamericana – Boston

A questa assise, promossa dal Boston College, parteciperanno oltre 40 teologi e teologhe di lingua ispanica provenienti dall’America Latina, dalla Spagna e dagli Usa. Si sono riuniti per affrontare tre tematiche decisive nel mondo di oggi: globalizzazione, intercultura ed esclusione. Il tutto, dentro il quadro di un pontificato sudamericano che ha rimesso al centro della teologia e del ministero della Chiesa l’opzione preferenziale per i poveri.

Capire la complessità dell’oggi: il fallimento della globalizzazione e la redistribuzione del reddito per una società insieme competitiva e integrata

Stiamo prendendo consapevolezza che è finito quel lunghissimo dopoguerra in cui la democrazia sembrava aver concluso da vincitrice la contesa con i due totalitarismi: il comunismo e il nazismo. Stanno svanendo quei valori democratici che sembravano incontestabili, universali, modello di crescita, benessere e convivenza. Il pensiero liberale e liberal-democratico che sosteneva le culture di una destra responsabile e di una sinistra riformista, oltre a innervare le istituzioni nazionali e gli organismi sovranazionali, il liberalismo, il socialismo, il comunismo occidentale e la cultura politica cattolica, sta vivendo una crisi irreversibile. La cultura politica liberale di questi ultimi decenni rischia di andare in frantumi, sotto la spinta del trumpismo in America, del sovranismo populistico europeo, delle tentazioni protezionistiche della Brexit inglese.
Le spiegazioni pratiche concrete di tutto questo: lo scollamento tra libertà e sicurezza dal lato dei cittadini, tra sicurezza e governo dal lato delle istituzioni sotto la spinta delle tre emergenze concentriche – ondata migratoria senza precedenti, terrorismo islamista, crisi economico-finanziaria che lascia dietro di sé una crisi drammatica del lavoro.

Per una nuova ermeneutica della Shoah: l’Europa, la fine di un tabù e la responsabilità politica

L’articolo di Galli della Loggia, “L’Europa e la Shoah” e l’articolo di Frediano Sessi “Il monito di Bauman sulla Shoah”, che presentiamo, possono suggerire utili elementi di riflessione per interpretare il significato della Shoah nella difficile e complessa stagione che l’Italia e l’Europa stanno oggi attraversando.
Quale senso ha oggi il mito della Shoah? Quali conseguenze ha prodotto nella coscienza europea? Cosa può dirci nel difficile confronto/scontro con un’immigrazione incontrollabile, la violenza del terrorismo islamico, una crisi economica senza precedenti, una classe politica inadeguata?
La fine dell’uso ideologico della Shoah strumentalizzato, troppo spesso, per invitarci ai buoni sentimenti, alla tolleranza, ad essere comprensivi, a non essere xenofobi, dovrebbe portarci ad assumere la responsabilità di trovare, a tutti i livelli, soluzioni politiche ai problemi.

I valori europei nell’insicurezza e nella paura delle nostre società liquide: un intervista a Z. Baumann

«La sola ma grave ragione per essere preoccupato è la fortunatamente piccola possibilità che l’Europa abbandoni i suoi valori e si pieghi al codice di comportamento dei terroristi, sarebbe il suicidio della casa della moralità e della bellezza dov’è nata l’idea di libertà, eguaglianza e fratellanza»