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Il progetto Flow DEE learning: apprendimento per flusso di esperienze didattiche ermeneutico-esistenziali – G. Adamo

 

  Flow DEE learning

Flipped low-tech learning

con la didattica ermeneutica esistenziale

L’apprendimento che si muove tra “2.0” e “0.2”

 

Oggi l’insegnamento nella scuola, di ogni ordine e grado, deve fare i conti con i due fronti di una necessaria innovazione tecnologica della didattica e della eventualità non tanto remota di situazioni logistiche non ancora rispondenti al dictat informatico.

Il progetto “Flow DEE learning” si presenta come l’alternativa DEE alla metodologia della flipped classroom, di cui accoglie alcune dinamiche in termini di strategia operativa “capovolta” ma restando in maniera decisa nella prospettiva ermeneutica esistenziale e con una particolare attenzione ai contesti non tecnologicamente all’avanguardia nonché alle scelte low-tech.

“F-low” sta per Flipped learning (apprendimento a dinamica capovolta) in Low technology (situazioni ad accesso limitato rispetto alle nuove tecnologie, indicate qui come 0.2). Ovviamente applicato al lavoro DEE.

“Flow” significa flusso, abbondanza, corso dell’acqua e simili in modo figurato, procedere liberamente, raccogliere dati che si accumulano di continuo etc.

 

Flow DEE learning (apprendere per flusso di esperienze didattiche di tipo ermeneutico esistenziale) significherà costruzione degli apprendimenti secondo la DEE, utilizzando percorsi liberi di spaziare tra le possibilità concrete offerte dalla situazione (sia nuove tecnologie nella misura della disponibilità, sia attività manuali, creative, linguistico – artistico – espressive) che insieme costituiscono un flusso dinamico di risorse per il raggiungimento di obiettivi formativi e di fase.

La dinamica del flipped learning si innesta nella costruzione degli apprendimenti con dinamica capovolta, dove la parte attiva prevede l’accesso da casa alle nuove tecnologie o comunque ai materiali per una prima elaborazione dei contenuti emersi dalle domande educative e correlati al percorso disciplinare.

 

Flow DEE learning nell’IRC

L’insegnamento della Religione Cattolica ha per sua natura una attenzione specifica alla persona, quindi una metodologia che incoraggia gli alunni a costruire i propri apprendimenti partendo dall’esperienza personale è da ritenersi un punto di forza.

La DEE è certamente una metodologia d’elezione per l’IRC e solitamente viene considerata adatta in particolare per gli adolescenti.

Il progetto “Flow DEE learning” vuole sfatare questa convinzione e, benché applicabile anche alla secondaria di primo e secondo grado (frequentate nella fase evolutiva adolescenziale), viene pensato per l’applicazione della metodologia DEE alla scuola primaria.

 

Flow DEE learning nell’IRC alla scuola primaria

Alla scuola primaria le dinamiche didattiche vanno commisurate sulla fascia d’età dai circa 6 ai 10 anni.

Anche le prospettive di apprendimento della DEE vanno declinate tenendo conto di questa condizione esistenziale, dove si deve ancora maturare in molti aspetti cognitivi e metacognitivi.

 

Finalità del progetto

Esistono diversi modelli didattici applicabili all’IRC e che possono convergere, in una modalità dinamica, per il successo formativo e l’acquisizione di competenze disciplinari e trasversali.

La proposta del “Flow DEE learning” è tipicamente radicata nel modello ermeneutico esistenziale, tenendo come suo centro l’alunno come protagonista di una storia personale e autore/attore dei propri percorsi di apprendimento attraverso le sue capacità percettive ed interpretative.

 

Obiettivi e modalità di raggiungimento

  1. Rispondere in maniera adeguata alle esigenze formative:  per rispondere in maniera adeguata alle esigenze formative di bambini/e del nostro tempo, i percorsi di apprendimento di questo progetto, con metodologia DEE,  partono dal loro vissuto. 
  2. Proporre una dinamica di ricerca costruttiva : gli agganci con i contenuti didattici dell’IRC vengono colti dall’IdR come domanda educativa originante e li farà emergere in maniera non induttiva affinché la dinamica di apprendimento possa prendere forma in una dinamica di ricerca costruttiva. 
  3. Lavorare per flusso di idee ed esperienze: la costruzione degli apprendimenti avviene per flusso di idee ed esperienze pratiche, secondo i mezzi a disposizione. 
  4. Acquisire competenze attraverso esperienze multi-sensoriali e multi-linguaggio: l’acquisizione di competenze religiose avviene attraverso la rielaborazione del vissuto con esperienze multi-sensoriali e multi-linguaggio.

 

Fasi di realizzazione

Chiariti gli obiettivi, si attivano le diverse fasi operative che attingono a dinamiche laboratoriali, anche ricorrendo a mediatori didattici attivi, iconici e analogici; quindi si verificherà l’avvenuta acquisizione di nuove competenze.

Nel percorso di progetto le fasi da tenere presenti sono fondamentalmente le seguenti:

  1. Fase ideativa
  2. Fase applicativa
  3. Fase valutativa

Nella fase ideativa, i docenti impegnati nel “Flow DEE learning” individueranno la domanda educativa originante e stabiliranno i mezzi e gli strumenti a disposizione e dell’insegnante stesso e degli alunni in vista dei processi di risposta.

Costruiranno quindi, secondo il modello concordato, le UA con metodologia DEE entrando soprattutto nei dettagli delle modalità di esecuzione.

Nella fase applicativa, si avrà cura di conciliare gli obiettivi formativi e di fase con le strategie per la costruzione della risposta e il compito autentico che chiameremo “di apprendimento” si porrà come avvio dell’organizzazione del lavoro.

Nella fase valutativa, il compito autentico di verifica riprenderà i contenuti del compito autentico di apprendimento, ma potrà variare la modalità di esecuzione, chiarendo i criteri di valutazione.

 

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