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“Il bene possibile: Essere giusti nel proprio tempo”: un libro di storie esemplari – Gabriele Nissim

Cosa può fare un giovane che ha in mente di cambiare il mondo? Una strada è quella di sognare rivoluzioni e di farsi prendere dalla tentazione del bene universale che possa cambiare il mondo con un colpo di bacchetta magica. Questo percorso ipotizzato dai vari totalitarismi ha procurato gravi lutti all’umanità, perché in nome del bene gli uomini hanno accettato di perseguitare e uccidere altri uomini. La seconda strada è invece quella di agire per creare legami di amore e di solidarietà tra gli esseri umani, intervenendo con il peso del proprio impegno, quando il male si manifesta nella nostra esistenza. La filosofia dei giusti non è quella di ribaltare il mondo, ma di agire nello spazio in cui ognuno è sovrano e può fare la differenza. La gioia e la felicità viene dal piccolo risultato che ogni essere umano ottiene nella sua quotidianità. Un piccolo passo, come scrive Marco Aurelio è un grande passo. Partendo da alcune storie esemplari del passato e grazie a un’accurata scelta di riflessioni filosofiche, Nissim cerca di mostrare come le stesse problematiche di ieri si ripresentano in modo nuovo anche nel nostro mondo. I giusti di ieri ci fanno scoprire i giusti del nostro tempo.

Descrizione

Titolo: Il bene possibile: Essere giusti nel proprio tempo
Autore: Gabriele Nissim
Editore: UTET
Pagine: 175
Data: 27 febbraio 2018
Prezzo: 15 euro
Isbn o codice id 9788851157005

 

 

Nel flusso incessante di crimini e ingiustizie che ogni giorno ci raggiunge attraverso mass media e social network, ci capita spesso di aderire a passeggeri moti di indignazione collettivi; in fondo è facile, e non ci costa nulla. Ben più difficile sembra invece schierarsi davvero, prendere posizione con il rischio di rimetterci in prima persona, riconoscere le scelte e le azioni giuste da opporre agli abusi che vengono compiuti davanti ai nostri occhi. Che cosa può fare, allora, chi vuole concretamente cambiare le cose? Secondo il Talmud ogni generazione conosce trentasei zaddiqim nistarim , i “giusti nascosti” che impediscono la distruzione del mondo. Con la memoria dei fatti del Novecento e lo sguardo rivolto al nostro presente, possiamo dire che per fortuna sono molti di più: non solo chi si oppose all’Olocausto, ma anche il colonnello sovietico Stanislav Petrov, che scongiurò una guerra atomica con gli Stati Uniti a costo di inimicarsi il suo stesso paese, o Hamadi ben Abdesslem, la guida tunisina che nel 2015, durante un attacco terroristico, ha scortato verso l’uscita del Museo del Bardo quarantacinque turisti italiani. Gabriele Nissim ci racconta queste e molte altre storie esemplari, con sapienza affabulatoria e persino una punta di ironia: «Perché i santi e gli eroi esistono solo nella nostra fantasia, mentre è stimolante scoprire che uomini normali, con gli stessi nostri difetti, sono stati capaci di compiere atti di coraggio in modo sorprendente e inaspettato». Alternando alle storie gli insegnamenti di Socrate, Marco Aurelio, Hannah Arendt, Etty Hillesum, Willliam Shakespeare o Baruch Spinoza, Il bene possibile ci mostra come l’esercizio del pensiero, della capacità critica e dell’empatia siano condizioni necessarie e sufficienti non soltanto per dirci umani, ma per restarlo nei momenti più difficili. E che la scelta non è tra un presunto Bene superiore e le piccole convenienze personali, né tra l’eroismo e l’accettazione passiva degli eventi. In verità, il giusto è semplicemente chi agisce per salvare una vita, anche se non ha nessuna possibilità di salvare il mondo intero. Lo fa comunque, perché è giusto farlo.

«Dobbiamo abituarci a pensare che può diventare un uomo giusto chi è un imbroglione nella vita, chi ha abbracciato l’ideologia più assurda, chi aiuta gli altri senza mai volere rinunciare ai suoi piccoli vizi, chi vive nel modo più disordinato, chi apparentemente si presenta come il peggiore egoista. Non importa quello che faceva prima, ma come si è trasformato. Non esiste sulla faccia della terra un bene puro, ma sempre un bene fragile e contraddittorio.»

 

 

2 Di risposte to ““Il bene possibile: Essere giusti nel proprio tempo”: un libro di storie esemplari – Gabriele Nissim

  • Grazie per il Vostro Lavoro !!!

  • Caro Sig. Giunta, se “azzecca le carte giuste, evidentemente ha fatto quel che doveva, ed è ciò che la massima autorità giurisdizionale di settore gli ha riconosciuto. Per cui mi chiedo: quale è il senso del suo commento? Volendogliene trovare, sono solo i seguenti: 1) “Azzecca le carte giuste , ma in realtà tali non sono, e quindi la Corte dei Conti ha sbagliato. (In tal caso voglio una sua lucida analisi della sentenza con esplicazione degli errori) 2) Se “Azzecca le carte giuste e sono realmente tali, ma nonostante tutto continua a “sperperare (a suo dire) il denaro pubblico, tale suo spendere o è illegittimo (dunque un reato, e ne voglio sapere glie stremi) o è legittimo in termini giuridici (pertanto non comporta alcuna sanzione) e dunque non è passibile di alcun rimprovero, se non per averli utilizzati per uno scopo diverso da quello che magari lei ne farebbe; in tale ultimo caso le ricordo che questa è una opinione, che non può in alcun modo essere una condanna per un sindaco che agisce forte di un mandato elettorale e nella sua piena discrezionalità.

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