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Cristianesimo e Mondo Islamico

Il dibattito tra Cristianesimo e Mondo Islamico divide, oggi, l’opinione pubblica e costituisce un tema che un educatore non può ignorare. Il nostro compito non è schierarci, ma fornire una documentazione del dibattito in atto in modo che ciascuno possa valutare ed assumere la sua posizione. Per questa ragione presenteremo opinioni tra loro contrastanti che evidenziano aspetti diversi e complementari.

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DISCUSSIONI ATTIVE

 

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La fotografia della Chiesa cattolica di oggi: dall’Annuario Pontificio 2017

I dati dell’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2015 ci documentano che i cattolici nel mondo ammontano a 1.285 milioni. Globalmente, i cattolici nel mondo crescono dell’1% dal 2014 e del 7,4% rispetto al 2010. Crescono in cinque anni i cattolici dell’Asia e, soprattutto, dell’Africa (dal 15,5% al 17,3% di quelli mondiali), mentre cala il cattolicesimo europeo. Il continente americano rimane quello più cattolico. Aumenta il numero dei vescovi e dei diaconi, mentre calano i sacerdoti invertendo il trend crescente che ha caratterizzato gli anni dal 2000 al 2014. Il paese più cattolico del mondo rimane il Brasile, seguito da Messico, Filippine, Usa, Italia, Francia, Colombia, Spagna, Repubblica Democratica del Congo e Argentina.

Leaders and representatives of Islamic countries pose for a family photo during the opening of the 13th Organization of Islamic Cooperation, OIC, Summit in Istanbul, Thursday, April 14, 2016. Turkey hosts the two-day 13th OIC Summit with presidents, prime ministers and ministers attending to discuss several issues. (Anadolu Agency/ Pool via AP)

Capire la complessa situazione del mondo islamico: jihad globale, conflitto sunniti- sciiti, l’islam in Europa – Gilles Kepel & Olivier Roy

Confronto tra Gilles Kepel e Olivier Roy, i due maggiori esperti francesi di Jihad, divisi nel gudizio sul terrorismo islamico in Europa. Il primo sostiene che un’ideologia integralista muove gli attentatori. L’altro ribatte che sono emarginati, privi di una formazione religiosa. Intanto l’Isis vacilla in Iraq e Siria ma il Medio Oriente resta instabile. I rischi più gravi li corre l’Ue.

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“Esoterismo islamico”: un testo sul sufismo di A. Ventura

Attingendo ampiamente ai testi dei più importanti maestri sufi, Alberto Ventura offre una sintesi accessibile di tale complesso pensiero, ne analizza i concetti essenziali, ne scioglie le formulazioni paradossali e le solo apparenti contraddizioni. E attraverso continui raffronti con altre dottrine – il Vedānta, il Taoismo, il patrimonio spirituale del Medioevo cristiano – porta alla luce la sostanziale unità di un pensiero che, dinanzi a verità universali, si esprime ovunque in un linguaggio quasi identico.

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“L’islam è una minaccia? [Falso!]”: un libro di F. Cardini

L’Islam è una religione che conta oltre un miliardo e mezzo di fedeli ed è quindi la seconda religione più diffusa al mondo, dopo i cristiani. I musulmani fanno parte, nella quasi totalità, di quell’85-90% del genere umano che, secondo i dati più recenti diffusi dall’ONU, vive gestendo appena il 10-15% delle ricchezze mondiali.
E qui sta il punto. Il vero nemico da battere non è l’Islam e neppure il fondamentalismo islamico, ma l’ingiusta ripartizione delle ricchezze del pianeta, divisa tra pochi ricchi e una sterminata moltitudine di poveri. Occorre perseguire la giustizia, che non consiste solo in una equa distribuzione delle risorse ma passa attraverso un mutamento radicale di valori e stili di vita.

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Nonviolenza oggi: Il Vangelo e la nonviolenza sono le due facce di una stessa medaglia

Mons. Emmanuel Lafont, Parroco a Soweto in Sudafrica dal 1983 al 1994 nel periodo della fine dell’apartheid, oggi vescovo di Caienna in Guyana, pensa che il Vangelo sia fondamentalmente nonviolento.

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L’islam in Italia: le moschee, le musalla, i centri islamici, le associazioni culturali islamiche

Secondo i dati aggiornati al 31 agosto 2016 del Ministero dell’Interno, in Italia si contano 4 moschee; 906 luoghi di culto e 341 associazioni per un totale di 1.251.
Il primato della maggiore concentrazione lo detiene la Lombardia con 227 luoghi di culto. Seguono l’Emilia Romagna (196); il Veneto (127); la Sicilia (89) e subito dopo il Lazio (71). Oltre ad essere un panorama in continuo divenire, il quadro è estremamente complesso per le caratteristiche di costruzione e le differenze sostanziali tra le varie realtà.

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Non lasciare senza diritti la comunità musulmana: Michele Ainis

I musulmani dopo i cattolici, formano la più grande comunità religiosa ospitata nei nostri confini (non meno di un milione e 700 mila persone); ma per le nostre leggi sono un popolo invisibile. Senza diritti, senza le garanzie riconosciute agli altri culti. Da dove ha origine questa disparità di trattamento? A chi conviene? E c’è modo di sanarla?

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“Lettera aperta al mondo musulmano”: un libro di A. P. Bidar

Da oltre un anno si è aperto un vasto dibattito sui rapporti tra mondo islamico e occidente, sui temi della democrazia, della tolleranza e del diritto alla libertà d’espressione. Tra gli interventi che hanno riscosso grande attenzione c’è questa lettera aperta del filosofo francese di origine araba Abdennour Bidar, che si rivolge direttamente ai musulmani indicando nel dialogo e nella fratellanza la via per superare il conflitto e la contrapposizione. Ma anche l’occidente deve interrogarsi e recuperare i valori della spiritualità e della solidarietà per poter dialogare con l’Islam. Dunque siamo tutti chiamati al confronto e a un nuovo dialogo. Il testo è accompagnato da una ampia prefazione di Paolo Branca, professore di Lingua e Letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, esperto di Islam e responsabile della diocesi di Milano per il dialogo interreligioso.

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“A capo coperto. Storie di donne e di veli”: un libro di M.G. Muzzarelli

La prescrizione alle donne di coprirsi il capo appartiene in pieno anche alla storia dell’Occidente. Proviamo allora a riscoprire un costume millenario, documentato dalla Bibbia e dalle statue dell’antica Grecia, dai Padri della Chiesa, dalle normative medievali, da innumerevoli testimonianze artistiche e letterarie. Il capo coperto era prerogativa delle donne sposate, era la divisa delle religiose, così come ogni vedova era tenuta a portare il velo del lutto. Segno di verecondia e modestia, il velo, leggero quanto simbolicamente carico, era però anche un accessorio alla moda, il complemento fondamentale nello sfoggio di lusso ed eleganza, come ancora oggi può essere il foulard griffato.

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L’Europa e l’integrazione delle religiosità: intervista a Paolo Branca

A questa immalinconita Europa, ferita da una crisi spirituale e morale, insidiata da un dilagante individualismo autoreferenziale e sopraffatta dall’imponente arrivo di migranti, papa Francesco ha ricordato che «le radici dei nostri popoli, le radici dell’Europa si andarono consolidando nel corso della sua storia imparando a integrare in sintesi sempre nuove le culture più diverse e senza apparente legame tra loro». Questa Europa, esposta alla tentazione «di ripiegarsi su paradigmi unilaterali e di avventurarsi in “colonizzazioni ideologiche”», deve e può ritrovare la sua antica capacità di integrazione delle diversità dei popoli, che molto deve al cristianesimo. Ma gli stati europei si stanno rivelando in grado di costruire questa integrazione buona? Lo abbiamo domandato al professor Paolo Branca, islamista, docente di Lingua e Letteratura araba all’università Cattolica di Milano, da trent’anni attento osservatore delle comunità musulmane.

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«Ma l’Islam non c’entra con gli atti dei terroristi»: intervista a papa Francesco

L’Islam? Sul volo di ritorno da Cracovia il Papa non manca di tracciare delle linee di demarcazione, di fare distinguo e prendere distanza dai cliché sull’Islam. Parole che non mancheranno di fare rumore: “Si parla di violenza islamica ma non è che tutti gli islamici sono violenti, e tutti i cattolici sono violenti. Non si può fare una macedonia”.

09/05/2016 Londra, il neo eletto sindaco di Londra Sadiq Khan arriva al City Hall di Londra

Il Ramadam del sindaco di Londra: condividerò con la città mio Ramadan – Sadiq Khan

I personaggi pubblici musulmani hanno un ruolo preciso: rassicurare, dimostrare che siamo gente a posto. Non perché siamo più responsabili, ma perché siamo più efficienti. Non serve gridarlo, bisogna condividere le esperienze. La nostra città è la più eterogenea del mondo ma le persone non si mescolano quanto potrebbero. Voglio che la gente possa sentirsi parte di un insieme.