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Articoli

Chi è lo straniero? È il nostro cuore il primo straniero che incontriamo

Non dovremmo vedere nel carattere autonomo di questo battito del cuore un primo volto — il più prossimo — dello straniero? La vita del cuore non è un’esperienza perturbante dove la familiarità più intima e l’estranietà più radicale si intersecano? La potenza autonoma della vita, la sua eccedenza, non è forse sempre in parte straniera a se stessa?
Lo straniero, infatti, non è altro se non la vita interna alla vita, la sua spinta inquietante ed eccedente; il suo battito che non contempla padroni.

Istruzioni per la lettura dell’esortazione postsinodale “Amoris lætitia”: di Angelo Bellon O.P.

Nell’esortazione “Amoris lætitia” la questione più controversa è quella relativa alla comunione ai divorziati risposati. Soprattutto nel capitolo ottavo il linguaggio talvolta è molto sfumato e si può prestare a valutazioni non solo differenti, ma addirittura fra di loro opposte. In merito a questo capitolo vengono presentate alcune riflessioni generali e poi vengono prese in considerazione le espressioni più discusse.

Il modello ICF e il suo utilizzo in ambito scolastico

In questo articolo vorrei presentare l’ICF, un importante modello diagnostico elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che in molti paesi è da tempo alla base degli interventi a favore dei soggetti in condizione di disabilità e che negli ultimi anni è stato progressivamente recepito anche in Italia, soprattutto in ambito scolastico. La recente normativa italiana […]

Commenti e interpretazioni su “Amoris laetitia” l’Esortazione apostolica post-sinodale sulla famiglia

Raccogliamo alcune riflessioni sulla“Amoris laetitia” (“La gioia dell’amore”), l’Esortazione apostolica post-sinodale del 19 marzo 2016 che raccoglie i risultati dei due Sinodi sulla famiglia indetti da Papa Francesco nel 2014 e nel 2015. I contrasti emersi nel Sinodo si riflettono sulla diversità delle interpretazioni.

EREnews: vol. XIV (2016) 1, 1-38 – European Religious Education newsletter

Eventi, documenti, pubblicazioni sulla gestione del fattore religioso nello spazio pubblico educativo e accademico in Europa. Un bollettino telematico trimestrale plurilingue, edito a cura del prof. Flavio Pajer: fpajer@lasalle.org

3. La via ermeneutica esistenziale nell’educazione religiosa: Un modello didattico per la prassi educativa – R. Romio

Il presente contributo vuole illustrare le caratteristiche del modello didattico ermeneutico e le condizioni attraverso le quali può guidare la prassi educativa. Nella prima parte riassumeremo i presupposti pedagogico-didattici che sono a fondamento della Didattica Ermeneutica Esistenziale (DEE). Nella seconda parte presenteremo il processo pedagogico della DEE. Nella terza pare infine illustreremo l’aspetto applicativo del modello didattico. Ciò che proponiamo vuole promuovere una prassi didattica che punta alla crescita e alla valorizzazione della persona nel rispetto dei suoi ritmi evolutivi e delle differenti identità di ciascuno.

La fede non è un’idea ma la vita: Joseph Ratzinger

Pubblichiamo il testo integrale dell’intervista a Benedetto XVI contenuta nel libro: “Per mezzo della fede. Dottrina della giustificazione ed esperienza di Dio nella predicazione della Chiesa e negli Esercizi Spirituali”, a cura del gesuita Daniele Libanori (Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2016, pagine 208, euro 20) in cui il Papa emerito parla della centralità della misericordia nella fede cristiana. Il volume raccoglie gli atti di un convegno che si è svolto nell’ottobre scorso a Roma. L’autore dell’intervista è il gesuita Jacques Servais, allievo di Hans Urs von Balthasar e studioso della sua opera.

La confessione e la comunità penitenziale. Un dibattito sulla “terza forma” del sacramento della penitenza – A. Grillo

Nel clima del Giubileo è giusto che emergano le possibilità, le difficoltà e le proposte innovative che circolano nella comunità ecclesiale in materia di “penitenza” a partire da una esperienza particolarmente ricca e intensa della sua celebrazione comunitaria. Il “sensus fidelium” è capace di scoprire e di vivere “cose antiche e cose nuove”. Da un lato l’esperienza di penitenza è, originariamente e costitutivamente, battesimale ed eucaristica. Dunque è anzitutto comunitaria. Resta aperta la questione se il “recupero di comunione perduta” possa o debba contemplare una strategia necessariamente complessa, in cui percorsi comunitari ed individuali debbano intrecciarsi e illuminarsi a vicenda.

Femminismo e religione: una possibile riconciliazione

L’idea di una responsabilità delle religioni nella discriminazione verso le donne è molto diffusa negli ambienti femministi. Gli anni 60-70, segnati dalla seconda ondata del femminismo, hanno visto svilupparsi attacchi molto severi all’eredità giudeo-cristiana. Con gli anni 1990-2000 è tornato vivo il problema delle costrizioni imposte alle donne da un’ingiunzione religiosa, questa volta per il velo islamico. Il femminismo della terza ondata, all’inizio del XXI secolo è caratterizzato dalla riflessione sulla laicità, in un periodo in cui le donne dei paesi del Sud del mondo si trovano a confrontarsi con questo problema, a volte in maniera violenta.

4. Educazione e le nuove tecnologie della comunicazione: rischi e opportunità per l’educazione religiosa – R.Romio

Sicuramente le nuove tecnologie della comunicazione digitale aprono un vasto campo per l’azione pastorale della Chiesa. Ormai, la maggioranza delle diocesi, delle parrocchie, delle singole istituzioni ecclesiali, delle associazioni e dei movimenti hanno un proprio sito Internet. Non bisogna dimenticare, però, che l’incontro con Cristo è un incontro personale. Sarebbe un grave errore voler delegare il compito missionario ai soli mezzi tecnologici. Bisogna invece educare – sia nella scuola sia in famiglia – a un utilizzo corretto di questi strumenti. Un’attenzione particolare meritano i giovani – i “nativi digitali” – che sono i più esposti agli influssi della rete, soprattutto per quanto riguarda la dipendenza compulsiva da Internet. Certamente, abbiamo bisogno oggi di un’apposita pastorale delle rete, o meglio di una pastorale del popolo della rete.

Il processo di secolarizzazione in Italia: Indagine Istat 2015 sulla frequenza ai riti religiosi

il processo di secolarizzazione che da tempo ha investito il paese continua il suo trend, anche se con toni non dirompenti, anche senza il tracollo che alcuni prefigurano. I luoghi di culto sono sempre più frequentati da persone con i capelli bianchi, e meno da giovani e da adulti alle prese con profondi rivolgimenti nella propria vita. Insomma: la fede accompagna il vissuto, segue gli alti e bassi delle varie esistenze. Non può essere diversamente, in una società in cui è venuta meno la pressione sociale ad andare in chiesa, e chi lo fa vuol vedere una qualche corrispondenza tra ciò che si vive nel proprio intimo e ciò che si manifesta anche pubblicamente.

Giubileo e nuovi modelli interpretativi: per una maggiore consapevolezza nella pratica ecclesiale

L’anno giubilare, centrato sul tema della Misericordia, ha messo in luce la carenza dei modelli interpretativi della pratica penitenziale e dell’esperienza salvifica e ha messo in moto un nuovo processo interpretativo. Nel cammino della Chiesa molte volte alcuni modelli interpretativi dell’esperienza di fede utilizzati nel passato non sono più significativi e resistono solo in forza della tradizione. Si avverte allora la necessità di nuovi modelli che aiutino a vivere correttamente l’esperienza ecclesiale. Il nuovo modello della misericordia giubilare, suggerito da papa Francesco, passa così dal piano giuridico a quello psicologico e vitale. Si introduce il fattore tempo e si coinvolge la rete dei rapporti attraverso i quali le persone effettivamente si sviluppano e crescono. In questa prospettiva la misericordia divina opera attraverso le creature e l’amore del Padre diventa dinamica redentrice dei figli.

La necessità di una rivoluzione culturale: dal paradigma individualistico al paradigma relazionale e solidale

La possibilità di uscire dall’attuale situazione di disagio economico-sociale e politico, che sfocia nel degrado umano e sociale e nella devastazione dell’ambiente, non può essere lasciata alle sole competenze tecniche. Esige un ribaltamento della prospettiva di fondo con cui, a partire dagli inizi della modernità, si è fatto l’approccio all’uomo e al suo destino. Una vera rivoluzione culturale che si traduca in una radicale conversione delle coscienze con l’acquisizione di valori alternativi, quali la gratuità e la condivisione, la giustizia e l’equità, la solidarietà e il dono di sé. L’impegno a permeare di questi valori ogni forma di relazione e ogni struttura sociale e istituzionale è garanzia della costruzione di una convivenza umana più giusta e più solidale.

Umberto Eco: l’apologeta di un relativismo ateo sincero, ironico e onesto che parlava di Dio

In questi decenni la figura di Umberto Eco ha attraversato i nostri percorsi di formazione e di professione. Come educatori abbiamo certamente incontrato le sue stimolanti e ironiche riflessioni che spesso hanno toccato la ricerca di senso, fino ai limiti del credere, offrendoci suggestioni profonde e inattese. Anche se non condividiamo la sua posizione vicina all’agnosticismo e al relativismo ateo vogliamo ricordarlo come un educatore che sapeva offrire spunti liberi, sinceri, onesti e anche ironici alla ricerca di senso dei giovani.

Dove sta andando la scuola? Siamo sicuri che sia la strada giusta? – Salvatore Settis

S. Settis ci pone seri interrogativi su “La buona scuola” che stiamo costruendo. Studi sempre più specializzati. L’acquisizione di “competenze” sempre più precise che seguano le esigenze del mercato del lavoro. Studenti che escono dall’università (o anche dalle superiori) in possesso di una professionalità spendibile subito. Sono questi i desideri proibiti di chi frequenta le scuole, oltre che il totem retorico degli addetti alla cultura, dai ministeri ai dirigenti scolastici. Ma c’è un ma: siamo sicuri che sia la strada giusta?

Inclusione scolastica: Panorama normativo – F. Frullani

L’inserimento degli alunni disabili all’interno dell’ambiente scolastico in Italia è iniziato a pieno titolo a partire dagli anni settanta. Dalla legge 118/1971 ad oggi molto è stato fatto. Innanzitutto è mutata la considerazione della disabilità e della persona che si trova in questa condizione, passando dalla semplice diagnosi clinica del deficit fisico, ad una prospettiva dinamica e sociale, dove soggetto e ambiente sono in una costante relazione.
Di seguito tracceremo una sintesi del panorama normativo italiano in materia di inclusione scolastica dagli anni settanta ad oggi offrendo numerosi spunti ed indicazioni per orientare l’azione educativa e didattica.

3. Educazione e le nuove tecnologie della comunicazione: le religioni in rete – R.Romio

In questo contributo cercheremo di esplorare il cambiamento prodotto nella comunicazione religiosa con l’avvento delle nuove tecnologie (TIC). A partire dalle mappe cognitive e dai bisogni di spiritualità degli internauti cercheremo di capire potenzialità e rischi della comunicazione digitale per le religioni storiche e quelle online. L’obiettivo è quello di offrire dei paradigmi per orientarsi nel mondo della comunicazione religiosa assistita dal computer e capire come si riconfigurano le diverse dimensioni della religiosità nella comunicazione digitale.

Una nuova ermeneutica per capire il cambiamento della Chiesa: R. Romio

Non è facile comprendere la complessa situazione che stiamo vivendo a livello globale ed anche ecclesiale. Papa Francesco con i suoi comportamenti sta portando avanti un disegno di rinnovamento della chiesa difficilmente inquadrabile nelle categorie tradizionali con le quali si interpretavano le scelte pastorali. Alcune categorie interpretative si sono venute precisando in questi primi anni di pontificato: uscire dalle sagrestie per vivere nelle periferie esistenziali; la sinodalità come metodo e il popolo come risorsa; uno sguardo misericordioso sul male e sul peccato; l’accoglienza senza se e senza ma; il valore del dubbio e della domanda; una nuova identità tra kenosi e dignitas, un cattolicesimo post-politico, ecc.

Magistero autorevole e libertà teologica nel post concilio: A.Grillo

Il grande giurista W. Boekenfoerde, già dieci anni fa, sollevava la questione di una “contraddizione” tra lo sviluppo ecclesiologico e teologico postconciliare e la involuzione giuridica nel modo di configurare il rapporto tra autorità magisteriale e libertà della teologia. Poiché oggi ci troviamo in un tempo ecclesiale in cui la “libertà” viene esercitata spesso dal “magistero papale”, ma viene temuta con grande ansia da altre espressioni magisteriali, è opportuno riflettere sui temi di fondo di questa “tensione”.

La riforma della chiesa: rispondere alle esigenze del vangelo

La riforma è evento dello Spirito che avviene in un oggi storico con l’umiltà di chi è cosciente di poter fallire ma per rendere possibile una più adeguata risposta alle esigenze del Evangelo passando anche attraverso un discernimento tra verità e consuetudine. Non si tratta di ripetere un passato mitico ma si tratta di farsi profezia nell’oggi e anticipazione di un futuro.
La riforma non può, quindi, essere l’adeguamento ad un modello morale prefissato e neppure un recupero di forme da cui ci si sarebbe allontanati magari coltivando un “mito delle origini” che conduce di fatto non ad un rinnovamento, ma ad una restaurazione.

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