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Capire papa Francesco: un’ermeneutica fondata sul vangelo della speranza – riflessione di Bruno Forte

In questi giorni dietro le quinte sembra montare, soprattutto in alcuni ambienti ecclesiali e conservatori, l’incomprensione per le scelte di papa Francesco. Con la sua elezione la prassi papale ha subito un profondo e radicale cambiamento che è facile fraintendere specialmente dopo la pubblicazione dell’Esortazione “Amoris Laetitia” sul tema della famiglia. La riflessione del teologo e arcivescovo Bruno Forte che presentiamo, può aiutare a discernere tra le diverse critiche concentrate sulla possibilità di integrare pienamente nella vita della comunità ecclesiale i divorziati risposati. Il punto chiave delle critiche rivolte al Papa riguarda l’accusa di “relativismo” fondata sulla sua affermazione proposito dei gay – “Chi sono io per giudicare?”. Ma lo sforzo di integrare e accompagnare tutti, anche chi si trova in situazioni contrastanti con il disegno divino rivelato, non è tradimento della dottrina, ma esercizio di misericordia per non separare mai la verità e l’amore in cui essa si esprime.

Per una nuova ermeneutica della Shoah: l’Europa, la fine di un tabù e la responsabilità politica

L’articolo di Galli della Loggia, “L’Europa e la Shoah” e l’articolo di Frediano Sessi “Il monito di Bauman sulla Shoah”, che presentiamo, possono suggerire utili elementi di riflessione per interpretare il significato della Shoah nella difficile e complessa stagione che l’Italia e l’Europa stanno oggi attraversando.
Quale senso ha oggi il mito della Shoah? Quali conseguenze ha prodotto nella coscienza europea? Cosa può dirci nel difficile confronto/scontro con un’immigrazione incontrollabile, la violenza del terrorismo islamico, una crisi economica senza precedenti, una classe politica inadeguata?
La fine dell’uso ideologico della Shoah strumentalizzato, troppo spesso, per invitarci ai buoni sentimenti, alla tolleranza, ad essere comprensivi, a non essere xenofobi, dovrebbe portarci ad assumere la responsabilità di trovare, a tutti i livelli, soluzioni politiche ai problemi.

“Il cristianesimo al tempo di Francesco”: convegno di studi – Roma 19 e 20 gennaio 2017

Quello su cui papa Francesco lavora di più è una rivoluzione culturale di lungo periodo. La riforma di Bergoglio non ha un disegno organico ed ecclesiologico, ma è un «processo», che, di per sé, non è controllabile. In un processo tutto dipende non da chi lo mette in moto, ma dalla ricezione, da parte di pastori, fedeli, soggetti ecclesiali, e la riforma di papa Francesco sta suscitando «adesioni, resistenze, e anche indifferenze». La miriade di settori del cattolicesimo determineranno in gran parte il successo o l’insuccesso di quello che Papa Francesco inizia.

Capire il cambiamento ecclesiale: lasciare la difesa delle formule dottrinali verso un’offerta libera, processuale e relazionale del Vangelo

Dall’enunciazione e della comunicazione, del contenuto dogmatico della fede cristiana, si passa a una concezione processuale e relazionale, incentrata sull’offerta del Vangelo di Dio che implica il riconoscimento della libertà. La Parola di Dio procede nelle coscienze. Avviene sempre nuovamente. Da qui scaturiscono conseguenze profonde sul piano della figura della Chiesa e del suo rapporto col mondo.

Maria testimone di Gesù: capace di penetrare la Parola – L.Maggi

Maria accompagna il credente in un itinerario di ascolto dove vengono, di volta in volta, fornite al discepolo le istruzioni per una fede consapevole. Una vera scuola di discepolato, che, mentre narra le vicende di Maria, dall’annuncio della nascita di Gesù all’oracolo di Simeone, offre a chi legge le chiavi per rimanere nella Parola.

Capire il fenomeno migratorio: storia e attualità

Nel 18° e 19° secolo l’Europa ha popolato il mondo. Oggi il mondo sta popolando l’Europa. Si impone la realtà delle grandi tendenze demografiche. L’attuale crisi migratoria è alimentata dalle guerre nel Medio Oriente, ma altre dinamiche ancor più rilevanti fanno sì che l’immigrazione verso l’Europa continuerà a rappresentare una questione controversa ben oltre la fine della guerra in Siria. Le angosce di gran parte dell’opinione pubblica, di fronte alla globalizzazione e alle sue conseguenze, sono reali e non si possono ignorare. Dobbiamo sviluppare la cultura della spiegazione e abbiamo il dovere di farlo. Ci sono tre aree di ansietà: la minaccia al posto di lavoro, alla sicurezza, all’identità. Occorre trovare le parole giuste, fuori dal lessico degli iniziati.

“Teismo metodologico”: uno studio interpretativo su Fatima – Fondazione Bruno Kessler

“Solo i non credenti credono che i credenti credono”: vuol dire che la fede è un percorso tormentato, tra dubbi e ripensamenti. Quel che emerge dallo studio è che i credenti non sono degli attori passivi della fede: criticano, mettono alla prova e adattano i rituali alle loro esigenze.

Charles de Foucauld: i piccoli fratelli a cent’anni dalla sua morte

Giovedì 1° dicembre ricorre il centenario della morte del beato Charles de Foucauld, figura primaria della spiritualità cristiana recente, un uomo che – ha detto Papa Francesco – «forse come pochi altri, ha intuito la portata della spiritualità che emana da Nazaret»; un uomo il cui carisma – ha osservato il teologo Pierangelo Sequeri – «fu donato e destinato, in anticipo, per questo tempo della Chiesa».

La riforma della costituzione: Francesco Occhetta (S.I.) – La civiltà cattolica

Il 12 aprile scorso, dopo due anni e quattro giorni, sei letture e 173 sedute del Parlamento, è stata votata a Montecitorio la riforma costituzionale che supera il bicameralismo perfetto e riforma il Titolo V della Parte II della Costituzione. Il nuovo dettato costituzionale modifica 43 articoli della seconda parte della Costituzione e un articolo della prima parte, ne abroga quattro, cambia tre leggi costituzionali e introduce 21 nuovi commi come disposizioni transitorie.

La riforma della chiesa italiana: come e per mano di chi?

Una riforma della Chiesa italiana dovrebbe muoversi per assicurare la collaborazione laicale agli organismi interni e favorire la partecipazione di fedeli rappresentativi dei diversi stati di vita, delle professioni, delle posizioni sociali e politiche.
Oltre ai metodi della partecipazione, si sente il bisogno che più al fondo si dia vita a forme di sinodalità più decisive sul piano istituzionale.
La sola promozione di più ampie forme di ascolto e di consultazione non basta: è necessario promuovere lo sviluppo della corresponsabilità decisionale dei fedeli in tutti gli ambiti diversi da quelli che la stessa fede nella grazia del sacramento dell’ordine disegna come propri ed esclusivi dei pastori della chiesa.

“Non svendo la dottrina, seguo il Concilio”: parla papa Francesco

Pubblichiamo questa interessante intervista in un momento di aspro conflitto interno agli alti vertici della Chiesa. Quattro cardinali hanno dato divulgazione ad una lettera in cui esprimono senza mezzi termini, attraverso quesiti, la loro ferma contrarietà alla lettera post sinodale “Amoris laetitia”. Attraverso le parole di Francesco si percepisce con chiarezza quali sono le intenzioni che animano l’operato del papa.

Per capire la chiesa americana: la rinascita del neo-americanismo tradizionalista cattolico

Stiamo assistendo al ritorno di quello che è stato chiamato “americanismo”, evidenziato nel 1899 da papa Leone XIII quando accusò la Chiesa USA di adattarsi troppo alla cultura politica americana. Ci sono differenze di atteggiamento e di valutazione tra Francesco e i cattolici americani (compresi molti dei vescovi nominati da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI). La critica che l’americanismo cattolico tradizionalista-neoconservatore fa al papa non riguarda tanto la sua teologia, quanto la sua visione di Chiesa e il suo messaggio socio-politico.

Immigrazione: La marea umana che nessun muro potrà fermare

Secondo l’ultimo International Migration Report delle Nazioni Unite, 244 milioni di persone sono migranti al mondo, il 41% in più dal 2000. Migranti economici ma anche ambientali, in fuga da povertà, carestie, oltre che da guerre e da regimi che fanno scempio di diritti umani, politici, sociali. Di fronte a questa grande emergenza del Terzo Millennio, la risposta più brutale è quella di edificare muri, militarizza le frontiere, espellere.

La fragilità della natura e la nostra fragilità: le ragioni di un confronto

Vivo e particolarmente acceso, in questi giorni, è il dibattito sul terribile terremoto che ha colpito l’Italia centrale e ancora non cessa di ferire quanto abbiamo di più caro e sacro.
Cosa può dirci la ragione? Cosa ci dice la religione e la fede? perché Dio ieri è intervenuto e non oggi? Perché qui e non altrove?
Vogliamo offrire una serie di riflessioni che possono aiutate gli educatori e anche i nostri ragazzi a ritrovare le ragioni di eventi così terribili.

Ecumenismo: Voci dal mondo protestante nei 500 anni della Riforma

Nella ricorrenza dei 500 anni della riforma è importante per i cattolici ascoltare alcune voci autorevoli del mondo protestante. Nella prima intervista si chiede a Fulvio Ferrario, docente presso la Facoltà valdese di teologia, che cosa resta della volontà restauratrice della Riforma.
Nella seconda intervista parla del ruolo della donna nella vita sociale e della Chiesa, la pastora battista Lidia Maggi, teologa nota per il suo impegno in campo ecumenico, che esercita il suo ministero a Varese.

La paura dell’altro e di se stessi: intervista a Zygmunt Bauman

La verità è che cresce sempre di più il numero delle persone esposte ogni giorno ai rischi, alle trappole e alle imboscate di una vita vissuta sotto le regole del mercato, la cui nostalgia per il “Paradiso perduto” coincide con l’essere liberi dalla scelta; più precisamente, con la cancellazione del dovere di prendersi cura e di contribuire al benessere del mondo e all’ospitalità degli umani che vi abitano. Ma sognare di seguire l’esempio di Ponzio Pilato e di lavarsi le mani nella battaglia tra bene e male, moralità e indifferenza, verità e menzogna, significa rinunciare alla dignità umana, a quel preciso “invito di Dio”, a partecipare al completamento dell’atto della creazione. E che, in fondo, è il motivo per cui sono state date agli uomini la ragione, la socialità e la libertà di scelta.

Dall’ebraicità di Gesù alla cristicità dell’ebraismo: fine della frattura tra il Gesù della storia e il Cristo della fede?

Cade la tradizionale frattura storica ed ermeneutica che ha caratterizzato tutta l’epoca della riscoperta dell’«ebraicità di Gesù» e, ancor prima, della ellenizzazione del cristianesimo: ovvero la rottura tra il Gesù della storia e il Cristo della fede, dove al primo corrispondeva l’istanza storica, meramente ebraica e al secondo l’interpretazione di una chiesa in missione e quindi profondamente ellenizzata nei suoi contenuti e intenti; il tutto a discapito di una continuità nella fedeltà storica del dato originario.

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