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Custodire il «deserto»: una categoria spirituale più che geografica o fisica – E. Bianchi

Il «deserto» si rivela, ancora oggi come: ritirarsi in disparte, non condividere il modo di pensare e di agire della maggioranza, accettare la prova e la privazione per saggiare cosa si ritiene davvero essenziale, fare silenzio per imparare l’ascolto, custodire la solitudine per saper leggere nel proprio cuore e in quello altrui. Sono tutti elementi che alcuni individui – in ogni tempo e in ogni luogo – colgono come propria verità fino ad assumerli come totalità della propria condizione e come segno capace di offrire consapevolezza e senso della vita a quanti a loro si accostano

Le donne nella chiesa di oggi: un ripensamento complessivo delle relazioni ecclesiali

Le donne che abitano gli spazi ecclesiali non sono tutte uguali, ma tutte si trovano a confrontarsi con un’eredità di discorsi e convinzioni sul femminile prodotti in tempi molto diversi dal nostro, dotati di una grande vischiosità, che condizionano anche pesantemente relazioni quotidiane e istituzionali, forme organizzative, strutture di pensiero, riflessioni teologiche.

“Spaghetti volanti e monasteri virtuali: le religioni nella rete” – intervista al sociologo V.Pace

Il web sta facendo sparire il principio di autorità delle religioni: non c’è più una verità assoluta e delle chiese a garantire la fedeltà a contenuti rivelati. Chiunque può farsi la sua religione, dire la propria e interagire con gli altri alla ricerca di una risposta al proprio bisogno di spiritualità. E’ uno dei risultati delle ricerche di Vincenzo Pace, professore di sociologia generale, della religione e teorie della complessità presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova che sarà a Trento giovedì 20 aprile alle ore 17 nella sede della Fondazione B. Kessler (Via Santa Croce 77) per parlare di “Spaghetti volanti e monasteri virtuali: le religioni nella rete”.

“I crocifissi di oggi e il Crocifisso di ieri”: meditazione pasquale del teologo brasiliano Leonardo Boff

Oggi la maggior parte dell’umanità vive crocifissa dalla povertà, dalla fame, dalla scarsità d’acqua e dalla disoccupazione. Crocifissa è anche la natura lacerata dall’avidità industriale che si rifiuta di accettare limiti. Crocifissa è la Madre Terra, esausta fino al punto di perdere il suo equilibrio interiore, evidenziato dal riscaldamento globale. Il Venerdì Santo continua, ma non ha l’ultima parola.
La risurrezione, come irruzione dell’essere nuovo è la grande risposta del Padre e la promessa per tutti noi.

Insegnare a lavorare diversamente: un modello ibrido che unisce lavoro e ospitalità

La scuola può avviare una vera rivoluzione della società se insegnerà a pensare in modo nuovo il lavoro. Un nuovo stile ibrido, dove i momenti della quotidianità, suddivisi tra lavoro riposo e relax, si mescolano, si alternano, vengono anticipati, posticipati o svolti in parallelo. La prima conseguenza sarà la fine della suddivisione classica della nostra giornata. Sempre meno organizzazione «a blocchi». Hotel e uffici, ambienti un tempo distinti, si potranno sovrapporre per generare nuovi spazi, più accoglienti e ospitali.

La didattica ermeneutica evangelica: una didattica di strada, aperta, fondata sulla domanda

Gesù è un pedagogo particolare, diverso da chi lo aveva preceduto, dai sofisti, da Socrate, da Platone, dai dotti alessandrini. Egli non ha una scuola e un posto deputato. In secondo luogo, Gesù incontra i suoi discepoli per la via e li invita a seguirlo, non sono loro a sceglierlo, come avveniva nel mondo ebraico. Nell’inaugurare la ‘scuola di strada’ con l’attrarre dentro la sua classe aperta delle persone da lui scelte, Gesù compie un gesto novecentesco: destabilizza esistenzialmente dei soggetti estrapolandoli dal loro contesto sociale, dagli affetti, dal proprio dialetto, dall’ambiente, dal proprio (ristretto) orizzonte formativo e culturale.

“Maternità al bivio: dalla libera scelta alla surrogata. Una sfida mondiale”: intervento di Susanna Tammaro

Pubblichiamo un ampio estratto dell’intervento che Susanna Tamaro ha tenuto ieri alla Camera dei deputati in occasione dell’incontro internazionale «Maternità al bivio: dalla libera scelta alla surrogata. Una sfida mondiale», promosso da «Se non ora quando – Libere».

Migrazioni: L’Italia nuova terra promessa – i risultati di una ricerca

In Spagna e Italia, i due Paesi più vicini al Nord Africa, si dirigono le ondate migratorie dall’Africa sub-sahariana sostenute dai più alti tassi di incremento demografico del mondo, dagli effetti delle guerre, dalle strategie di vero e proprio genocidio e dalla desertificazione che cresce a motivo dei duri effetti del cambiamento climatico. È insomma il Mediteranneo, il nuovo Rio Grande della Storia e l’Europa (non gli Stati Uniti) la nuova Terra Promessa per milioni di persone.

Capire la complessa situazione del mondo islamico: jihad globale, conflitto sunniti- sciiti, l’islam in Europa – Gilles Kepel & Olivier Roy

Confronto tra Gilles Kepel e Olivier Roy, i due maggiori esperti francesi di Jihad, divisi nel gudizio sul terrorismo islamico in Europa. Il primo sostiene che un’ideologia integralista muove gli attentatori. L’altro ribatte che sono emarginati, privi di una formazione religiosa. Intanto l’Isis vacilla in Iraq e Siria ma il Medio Oriente resta instabile. I rischi più gravi li corre l’Ue.

“Il populismo? Si vince tornando vicino agli ultimi”: intervista a J. Habermas

Oggi destano preoccupazione il nuovo disordine mondiale e l’impotenza degli Stati Uniti e dell’Europa di fronte ai crescenti conflitti internazionali, la catastrofe umanitaria in Siria o nel Sudan del Sud e gli atti terroristici di matrice islamista. Stiamo assistendo a una sorta di processo di irrazionalizzazione politica dell’Occidente? C’è un populismo di sinistra come reazione al populismo di destra? Come è stai possibile che il populismo di destra abbia sottratto alla sinistra i suoi stessi temi?».

La sessualità umana di coppia: annotazioni teologiche sui due racconti della creazione nella Genesi

Papa Francesco osserva che la “prima pagina, dove entra in scena la famiglia di Adamo ed Eva, con il suo carico di violenza ma anche con la forza della vita che continua” è nel cap. 4 di Genesi (AL, n. 8). Subordinazione femminile (al maschio) e omofobia, tipiche di una società patriarcale e che lotta per la sopravvivenza della specie umana sulla terra, non rientrano nel ‘disegno positivo della creazione’, ma sono conseguenze sociali del peccato. La liberazione da queste due pesanti conseguenze del peccato si ha nell’economia del Secondo Testamento. Qui la nuova Eva femmina (Maria) partorisce il nuovo Adamo maschio (Gesù), carne della sua carne ed ossa delle sue ossa: ponendo così simbolicamente fine al patriarcato. Del resto il nuovo Adamo maschio, Gesù, non ha rapporti sessuali e, in lui, ogni discriminazione di genere è superata (Gal 3, 28).

Provocazioni ermeneutiche: fino a che punto possiamo interpretare? – F. Bellusci

Cinquant’anni fa uscivano in Francia gli atti del Colloquio di Royaumont, svoltosi tre anni prima, che avrebbero segnato i destini della filosofia “continentale” all’insegna della Nietzsche-Renaissance: una rinascita dell’interesse per la figura e l’opera di Nietzsche, definitivamente riscattato dalle strumentalizzazioni naziste, preparata anche dalla pubblicazione nel 1961 del poderoso corso di Heidegger e, soprattutto, dall’edizione […]

Tra pace e guerra: alcuni dati sull’industria degli armamenti

Un pianeta armato fino ai denti, come non succedeva dai tempi della Guerra fredda: il riarmo globale non ha soltanto il volto di Donald Trump o l’espressione glaciale di Vladimir Putin, ha lo sguardo allucinato di tanti nuovi nazionalisti, a partire da quelli dei Paesi asiatici, che si avviano a diventare il mercato più florido per il commercio di strumenti di morte.

“La Chiesa deve rimanere in uscita”: colloquio con papa Francesco a cura di A. Spadaro

Lo scorso 25 novembre il Papa ha incontrato nell’aula del Sinodo i membri dell’Unione superiori maggiori riuniti per l’ottantottesima assemblea generale sul tema «Andate e portate frutto. La fecondità della profezia» e dopo i saluti del presidente, il cappuccino Mauro Jöhri, e del segretario generale, il comboniano David Glenday, ha dialogato per oltre due ore con i religiosi. Di seguito pubblichiamo le domande e le risposte secondo la trascrizione che esce nel numero 4000 della Civiltà Cattolica.

I giovani? come stanno cambiando?: i risultati di alcune ricerche sui giovani spagnoli e italiani

Una panoramica sull’educazione giovanile. Emblematico il titolo che la rivista spagnola Vida Nueva (n. 3.020) ha dato a un dossier sui giovani spagnoli: Una generazione con più cuore che anima. Un’indagine realizzata dal Censis sintetizza quel che avremmo voluto sapere sul sesso degli adolescenti dai 12 ai 17 anni e dei giovani millennials (dai 18 ai 24 anni). E infime la crisi del “mestiere dell’adulto educatore” nella discrepanza tra l’essere adulti anagraficamente parlando e l’impegno dell’adulto sotto il profilo delle relazioni educative.

Si discute ancora sull’ “Amoris laetitia”: un dibattito che agita e divide la Chiesa cattolica e non solo

Non si attenua il confronto sull’esortazione apostolica di Papa Francesco “Amoris laetitia”. Un dibattito che vede ancora contrapporsi i più alti vertici della Chiesa. La divisione sottende due diverse visioni di verità e di tradizione: quella più tradizionale, oggettiva e statica e quella più individuale, processuale, dinamica. Recentemente alcuni cardinali hanno espresso a papa Francesco i loro “dubia”, in contrasto con le interpretazioni di alcune conferenze episcopali che hanno inteso formulare le loro indicazioni pastorali. In questi giorni si è aggiunta anche l’interpretazione autorevole del card. Gerhard Ludwig Muller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che è venuta a scontrasi con l’interpretazione dei vescovi tedeschi. Papa Francesco non ha voluto esprimere la sua interpretazione, ma si è riconosciuto nelle indicazioni pastorali delle conferenze episcopali argentina e tedesca. Con questi articoli intendiamo solo informare sulle ultime fasi di questo confronto.

Capire la complessità dell’oggi: il fallimento della globalizzazione e la redistribuzione del reddito per una società insieme competitiva e integrata

Stiamo prendendo consapevolezza che è finito quel lunghissimo dopoguerra in cui la democrazia sembrava aver concluso da vincitrice la contesa con i due totalitarismi: il comunismo e il nazismo. Stanno svanendo quei valori democratici che sembravano incontestabili, universali, modello di crescita, benessere e convivenza. Il pensiero liberale e liberal-democratico che sosteneva le culture di una destra responsabile e di una sinistra riformista, oltre a innervare le istituzioni nazionali e gli organismi sovranazionali, il liberalismo, il socialismo, il comunismo occidentale e la cultura politica cattolica, sta vivendo una crisi irreversibile. La cultura politica liberale di questi ultimi decenni rischia di andare in frantumi, sotto la spinta del trumpismo in America, del sovranismo populistico europeo, delle tentazioni protezionistiche della Brexit inglese.
Le spiegazioni pratiche concrete di tutto questo: lo scollamento tra libertà e sicurezza dal lato dei cittadini, tra sicurezza e governo dal lato delle istituzioni sotto la spinta delle tre emergenze concentriche – ondata migratoria senza precedenti, terrorismo islamista, crisi economico-finanziaria che lascia dietro di sé una crisi drammatica del lavoro.

L’ermeneutica del miracolo: passare dal “credere che” animista al “credere in” cristiano – J. Neirynck

Sono solo trascorse poche settimane dalla polemica sui miracoli e sulla punizione divina innescata dall’evento dei terremoti nell’Italia centrale. Perché Dio non è intervenuto con un miracolo per fermare il catastrofico terremoto? Perché ci ha mandato questa punizione divina? La riflessione di Jacques Neirynck aiuta a fare chiarezza passando da una concezione animista ad una scientifica che non nega la visione di fede, ma la purifica. Ce lo insegna la formulazione esemplare della preghiera di intercessione enunciata da Teresa di Lisieux: “Pregare sempre come se l’azione fosse inutile e agire come se la preghiera fosse insufficiente”. Non si tratta quindi di bandire la preghiera di intercessione, ma di formularla in una giusta prospettiva, quella del lavoro del credente su se stesso e sulla realtà e non della manipolazione magica di fenomeni esteriori.

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