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Papa Francesco: una serena valutazione intermedia del suo pontificato

Il papato di Francesco ha portato una nuova atmosfera alla vita pastorale delle Chiese locali. La Chiesa ha allentato la sua ossessione del secolo sui temi di morale sessuale. La pillola anticoncezionale, la convivenza prima del matrimonio, il divorzio, le relazioni omosessuali non incombono più sul paesaggio come princìpi non negoziabili. I parroci si sentono sollevati: non sono più obbligati in situazioni pastorali impossibili. La Chiesa non è una dogana, ha detto Francesco, ma un ospedale da campo. E l’Eucaristia non è per i perfetti ma per i peccatori in cerca del giusto cammino.
Ciò che serve ora è la nomina in tutte le posizioni chiave, di vescovi e cardinali che realmente sostengono il suo approccio alla dottrina e alla tradizione. La tradizione, ha detto Francesco, “non è qualcosa di immutabile. È la dottrina che va avanti… l’essenziale non cambia, ma cresce e si sviluppa”.

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La scuola educhi all’ecologia integrale: difendere tanto gli animali e l’Amazzonia quanto anziani e lavoratori – udienza di papa Francesco all’AIMC

Gli insegnanti cristiani devono promuovere a scuola la «cultura dell’incontro» e formare ragazzi «liberi dal pregiudizio diffuso secondo il quale per valere bisogna essere competitivi, aggressivi, duri verso gli altri, specialmente verso chi è diverso, straniero o chi in qualsiasi modo è visto come ostacolo alla propria affermazione», secondo il Papa, che ha esortato l’Associazione Italiana Maestri Cattolici (Aimc), ricevuta oggi in udienza, a far respirare ai bambini «un’aria diversa, più sana, più umana» ed ha avvertito che senza essere «nostalgici del passato» anche oggi che «è rotto il patto educativo tra famiglia, scuola e Stato» è necessaria una «alleanza con i genitori».

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L’Italia smarrisce il senso del sacro e si riduce il numero dei cattolici: un’indagine di Community Media Research

La dimensione religiosa è attraversata da tensioni profonde. Già all’inizio degli Anni 60 il sociologo Sabino Acquaviva evidenziò un’«eclissi del sacro». All’orizzonte comune dei valori religiosi di riferimento si è sostituita una declinazione individuale, dove ognuno ritaglia su di sé la morale religiosa in una sorta di «fai-da-te». Siamo in presenza di «un singolare pluralismo» morale e religioso, così come definito da una ricerca curata da Garelli, Guizzardi e Pace (Mulino) nel 2000.
A distanza di quasi 20 anni da quell’indagine sono ancora mutate la religiosità e la spiritualità degli italiani? Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per «La Stampa», ha ripercorso alcuni dei temi sugli orientamenti religiosi degli italiani. Il raffronto con quanto rilevato all’inizio del secolo evidenzia come i processi di trasformazione allora rilevati si siano approfonditi. E, in generale, la società italiana mostri evidenti segni di una progressiva erosione della dimensione del sacro.

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Capire la svolta di Papa Francesco: cambiano i rapporti interni alla Chiesa ed il suo rapporto col mondo

Gli interventi di papa Francesco propongono, fin dall’inizio del pontificato, un riorientamento di atteggiamenti ed indirizzi che si sono sedimentati nella Chiesa cattolica nel corso di una storia bimillenaria. Si tratta di una sollecitazione a misurare comportamenti individuali e collettivi ereditati dal passato alla luce del principio fondamentale della misericordia che viene individuato come il nucleo portante del messaggio evangelico. E’ evidente che tale ottica comporta un riesame complessivo cui ben pochi aspetti della vita del credente possono sottrarsi. Si identificano nel secondo millennio della storia cristiana alcuni momenti che hanno determinato nella comunità ecclesiale effetti significativi e duraturi sui quali le indicazioni di Francesco implicano una trasformazione tale da prospettare l’avvio di un nuovo cammino.

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Rapporto Censis 2017: dati e novità sull’educazione – I processi formativi

Giunto alla 51a edizione, il Rapporto Censis, presentato il 1° dicembre 2017, interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella fase congiunturale che stiamo attraversando.
Le Considerazioni generali introducono il Rapporto sottolineando come si stia chiudendo un lungo ciclo di sviluppo senza espansione economica, secondo processi a bassa interferenza reciproca, in cui il futuro è rimasto incollato al presente. Ora l’immaginazione e la preparazione del nuovo devono fare leva sul binomio tecnologia-territorio.
Nella seconda parte, La società italiana al 2017, vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno, focalizzando i baricentri della ripresa, ma anche i trascinamenti inerziali che vanno maneggiati con cura, con l’obiettivo di ricomporre un immaginario collettivo che sprigioni forza propulsiva e non lasci prevalere nel corpo sociale il rancore e la nostalgia.
Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.

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La pittura ermeneutica: un’altro modo di intendere l’arte – Pier Augusto Breccia

La pittura ermeneutica non è “un altro modo di dipingere” nel senso di una tendenza stilistica o di un “trend” d’avanguardia, ma piuttosto un altro modo di intendere l’arte. Essa si propone al fruitore come l’offerta di un linguaggio rivelatore dell’Essere aperto al gioco dell’interpretazione personale. Ciò conferisce un senso dinamico tanto all’immagine quanto al suo fruitore. In altre parole, non si tratta più di un visitatore passivo che si confronta con un’immagine descrittiva di un qualche fatto o di una qualche cosa, tutto intento a catturare l’idea o la storia che l’artista ha inteso proporgli con la sua opera, ma piuttosto di un fruitore chiamato ad interpretare l’immagine con la sua cultura individuale, la sua esperienza o la sua innocenza personale, facendola egli stesso diventare “fatto” o “cosa” all’interno della propria coscienza e nell’orizzonte della sua propria esistenza.

PortrÊt af den burmesiske oppositionsleder Aung San Suu Kyi. Hun er fotograferet i sin bungalow i Rangoon, Burma.

La verità sulla situazione della minoranza Rohingya in Myanmar e l’operato di Aung San Suu Kyi oggi: una lettera illuminante di A.Soliani

Dice la senatrice A. Soliani, fondatrice dell’Associazione Parlamentare “Amici della Birmania”: ” … su quel dramma (dei musulmani Rohingya, ndr), vi sono, intrecciate, regie diverse. La regia dei militari, tesa a indebolire lei (Aung San Suu Kyi, ndr) e il suo governo…. La regia dei terroristi, del gruppo Arsa, impegnati a tenere aperto il conflitto, forse con l’obiettivo di costruire là uno stato islamico, usando i rohingya contro l’esercito e spingendoli in Bangladesh soto la minaccia delle armi. … C’è la regia dei Paesi occidentali, certo solidali con i mussulmani vittime dell’ondata di violenze, senza patria da secoli, ma anche interessati, con una campagna senza sosta, a delegittimare Aung San Suu Kyi, a colpirne l’immagine sul punto più esposto: i diritti umani. Il fatto è che si aspetavano da lei, una volta andata al potere, che aprisse il Paese ai loro interessi, che fosse un baluardo contro la Cina. Questo non è accaduto, non poteva accadere”.

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La guerra tra ecologia ambientale e landgrabbing (“furto di terre”): comprare prodotti biologici di stagione a km. zero

Nella guerra in atto per una ecologia ambientale i cittadini possono condizionare il mercato tramite il ‘voto col portafoglio’ e nuove abitudini alimentari. I governi devono assumersi la responsabilità di ruolo guida del sistema agricolo e dell’intera economia. Debbono impedire che le imprese ci trascinino in avventure tecnologiche dagli esiti ignoti. Possono interrompere i processi di concentrazione proprietaria che permettono a pochi colossi di determinare le sorti alimentari dell’intera umanità e smetterla con l’atteggiamento pilatesco neoliberista che demanda al mercato ogni decisione. Con gli strumenti della fiscalità, della produzione legislativa, della spesa di bilancio, possono spingere il sistema produttivo verso la piena inclusione lavorativa, la salute pubblica, la sostenibilità ambientale, l’equità, la dignità umana.

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Luigi Di Liegro: la politica di un prete – a 20 anni dalla sua morte

Il 12 ottobre sarà il ventennale della morte di don Luigi Di Liegro, ma l’agiografia in cui è stato ingabbiato non restituisce la complessità del personaggio. Nel 2007 Canale 5 trasmise L’uomo della carità. Luigi era indubbiamente il prete dei poveri, ma era il suo carattere politico a dare scandalo.

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Terza Conferenza nazionale della famiglia: sciopero delle nascite per un mese?

Serve davvero uno scuotimento dalle fondamenta? Nel 2012 i nati sono stati circa 40 mila nel mese più basso e 51 mila in quello più alto. Nel 2016 il massimo è sceso a 45 mila, ad agosto, e il minimo a 33 mila, ad aprile. Nell’ipotetico sciopero dei concepimenti a novembre 2017, agosto 2018 potrebbe diventare il simbolo dell’Italia che va a zero. E da lì si può solo risalire.
Le carenze del nostro Paese da colmare sono particolarmente evidenti su tre fronti: gli strumenti che consentono ai giovani di non rinviare troppo autonomia e formazione di una unione di coppia; un sistema fiscale meno svantaggioso per le famiglie con figli, fondato sull’idea che i bambini sono un investimento sociale e non solo un costo privato; misure solide per una migliore armonizzazione tra lavoro e famiglia.

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Alcune condizioni per una vera integrazione: un necessario dibattito

Un principio basilare dovrebbe essere quello di integrate le persone, non le comunità. Per far ciò è necessario, nei limiti del possibile e rispettando i diritti di tutti, cercare di allentare il più possibile il vincolo identitario-cultural-comunitario che spesso, specialmente nelle comunità islamiche, chiude gli individui in un involucro antropologico ferreo (si pensi alla condizione delle ragazze e delle donne in genere). Solo allentando un tale vincolo è possibile il reale passaggio a una nuova appartenenza ideale e pratica quale è richiesta dal partecipare realmente a una nuova cittadinanza.

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La Cina in Africa: una nuova colonizzazione culturale e religiosa

Dal punto di vista economico gli investimenti cinesi in Africa sono sempre più ingenti: da un lato hanno lo scopo di far fronte all’approvvigionamento energetico e dall’altro quello di alleggerire il sovrappopolamento interno. La Cina vede, però, il suo futuro in Africa in un ottica più allargata rispetto al mero sfruttamento economico. Anche a livello culturale ha investito molto, creando gli ‘Istituti Confucio’, con lo scopo di insegnare alla popolazione locale il mandarino e il cantonese, ma soprattutto per istruirla alla cultura economica e al modo di fare affari cinese.

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Noi, i migranti e lo ius soli, i dubbi che sono legittimi: un’utile riflessione per capire

Ciò che nella legge su lo ius soli lascia dubbiosi è il fatto che per la sua parte centrale è pensata e scritta secondo una prospettiva astrattamente individualista, centrata esclusivamente sul candidato alla cittadinanza in quanto singolo, indipendentemente da ogni realtà culturale. Ma la comunità italiana legittimamente desidera continuare a riconoscersi come tale e quindi a conservare i propri valori e stili di vita. Non vuole ad esempio che le bambine vengano rispedite a dodici anni nei propri Paesi d’origine per essere sposate, che nell’ambito familiare sia impedito di uscire di casa quando si vuole e di apprendere l’italiano, che vengano riconosciuti alle donne diritti e possibilità eguali a quelli degli uomini, ecc. È davvero così disdicevole o reazionario voler essere sicuri che chi acquista la cittadinanza italiana condivida gli elementi di base della cultura della comunità italiana?

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Dallo stato sociale al welfare planetario: il ruolo della cultura e degli intellettuali nella modernità liquida – Zygmunt Bauman

Qual è il ruolo della cultura e degli intellettuali nella modernità liquida, in cui i cittadini sono stati sostituiti dai clienti? E qual è il compito della nostra epoca? Zygmunt Bauman propone di passare dall’idea di Stato sociale – che ha consentito l’integrazione umana a livello di nazioni – a quella di ‘Pianeta sociale’, per raggiungere un’integrazione a livello di umanità, includendo tutti i popoli del pianeta.

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Il lavoro e il welfare nella società liquida 4.0: l’eliminazione degli orari fissi e la riorganizzazione spazio-temporale del lavoro

Siamo abituati ad attribuire più valore al denaro che al tempo. Ma il tempo «scelto», «discrezionale»: che ci consente di tenere in equilibrio bisogni/aspirazioni e dunque di dare identità ai nostri piani di vita si sta rivelando una risorsa preziosissima. Si tratta dell’unico tempo capace di aprire spazi di cambiamento. La società liquida potrebbe scoperchiare le tradizionali scatole chiuse dei tempi e contrastarne le conseguenze, lo sfinimento che ci chiude lo sguardo. Nel «lavoro 4.0» il rapporto fra tempo e produzione (inclusi i servizi) diventa molto più elastico. L’eliminazione degli orari fissi può originare nuove schiavitù ma per la maggioranza delle mansioni a medie e alte qualifiche, la riorganizzazione spazio-temporale del lavoro può ormai liberarsi degli schemi punitivi, svuotati, della società solida.

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Educazione, intelligenza artificiale e big data: come deve cambiare l’educazione

Il rapporto-shock di McKinsey, ha esaminato 2000 funzioni di 820 mestieri: con gli ultimi avanzamenti tecnologici, il 49% è soggetto a sostituzione almeno parziale. Un miliardo di posti a rischio nel mondo, 54 milioni in Europa. Come deve cambiare l’educazione per rispondere all’innovazione tecnologica dell’intelligenza artificiale e dei Big Data?

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Custodire il «deserto»: una categoria spirituale più che geografica o fisica – E. Bianchi

Il «deserto» si rivela, ancora oggi come: ritirarsi in disparte, non condividere il modo di pensare e di agire della maggioranza, accettare la prova e la privazione per saggiare cosa si ritiene davvero essenziale, fare silenzio per imparare l’ascolto, custodire la solitudine per saper leggere nel proprio cuore e in quello altrui. Sono tutti elementi che alcuni individui – in ogni tempo e in ogni luogo – colgono come propria verità fino ad assumerli come totalità della propria condizione e come segno capace di offrire consapevolezza e senso della vita a quanti a loro si accostano

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