• 08/04/2020
  
ERMES EDUCATION

Capire il cambiamento

Rivista di Pedagogia Ermeneutica Esistenziale
Scuola Coronavirus

Cari Studenti,

in questa esperienza forzata di “fare scuola fuori dalla scuola”, per fatti che appaiono più grandi di noi, desideriamo parlarci, non per inflazionare i discorsi, ma per metterci insieme in ascolto reciproco e del nostro cuore.

Altre volte, “cercando” di fare scuola di religione, nelle aule, abbiamo ricordato che i portatori Sherpa tibetani dissero ad uno scalatore occidentale  che li vedeva rallentare: “fermiamoci un poco, perché le nostre anime sono rimaste indietro”!; e forse così sta succedendo ad un mondo che ha corso molto in tanti campi ma ora si accorge che la coscienza planetaria è in ritardo.

Tante voci ufficiali delle Istituzioni pubbliche e scolastiche, esperti, genitori, per non dire social…, parlano doverosamente per dare norme e consigli, appelli e ammonimenti,  in qualche caso straparlano.

Senza stare a farvi un’altra “lezione a distanza” (e vi raccomandiamo anche noi impegno creativo e responsabile), ora  vogliamo “connetterci” con le vostre intelligenze e i vostri sentimenti più belli e profondi,  per mettere in comune una possibilità di interpretazione e lettura sapienziale di quanto stiamo vivendo.

Qualche altro momento lo dedicheremo a temi culturalmente, moralmente e religiosamente più complicati da spiegare ed impegnativi per la nostra vita: del “perché il male”, e “Dio dov’è “, “c’entra il Diavolo”, ”serve a qualcosa la Preghiera”, “le Religioni e la Chiesa che fanno e possono fare”, “si deve sacrificare qualche malato per dare priorità ad altri?” e le tante altre domande che ci portiamo con noi e se volete poneteci liberamente, per non tenervele dentro.

Prima di chiudere e cestinare queste parole, provate ad ascoltarci e ad ascoltarvi.

Offrendovi spunti un poco “trascendenti” ed “evocativi”  per uno sguardo più alto e perciò più profondo, ma reale, come si usa in classe intendiamo proporvi una “mappa concettuale” di poche parole chiave,  di “verità”  essenziali , se così si può dire: Fiducia (Speranza), Responsabilità (Libertà), Solidarietà (Comunità), Preghiera (Dio).

 

La prima è FIDUCIA (SPERANZA)

Fiducia  per primo nella “ragione” (che la natura o Dio -secondo quello in cui credete- hanno donato agli uomini), e perciò nella scienza e nella tecnica  oggi così avanzate, quelle che ci vengono offerte dai veri ricercatori ed esperti, ma anche che voi già studiate. Evitando di frequentare troppo le tristemente famose fake news, gli slogans urlati ed  emotivi, in libera circolazione ma senza fondamento, è un invito alla riflessione e allo  studio serio, ricordando che il termine “studio” viene dal latino (“aspirare a qualche cosa, applicarsi attivamente”) e che “sapere” è simile a sapienza.

Alla radice è la fiducia nell’Uomo, come canta il Salmo 8,5-7: “che cosa è l’uomo perché te ne ricordi / e il figlio dell’uomo perché te ne curi?/ Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli/di gloria e di onore lo hai coronato:/ gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,/tutto hai posto sotto i suoi piedi”.

Oggi mentre siamo costretti a fare l’esperienza di riscoprirci fragili, attaccabili, indifesi dal virus, sentendoci “umili” e piccoli, possiamo comprendere più facilmente che non dobbiamo metterci al posto di Dio e adorare le nostre conquiste e sicurezze come nuovi Dei. Come nella battuta umoristica sul nostro illusorio senso di “onnipotenza”, di “Invincibilità” e di “immortalità”, che certe conquiste male intese ci offrono:  a un ateo accanito, che  negava e bestemmiava  la Divinità, un uomo semplice risponde “non agitarti e non ti affannare troppo, Dio non è forse sicuro che esiste, io però ci credo, ma stai tranquillo è sicuro che non sei tu!”

 Ma nel tunnel nel quale ci sentiamo per l’incertezza attuale e le prospettive future, anche una piccola luce serve a squarciare l’oscurità e a mostrare che una via d’uscita, anche faticosa, c’è. Si chiama Speranza.

Allora lasciamoci interpellare  e coinvolgere dal messaggio dello scrittore C. Peguy: “La piccola speranza avanza tra le sue due sorelle grandi, la fede e la carità, e non si nota neanche. Quasi invisibile, la piccola sorella sembra condotta per mano dalle due più grandi, ma con il suo cuore di bimba vede ciò che le altre non vedono. E trascina con la sua gioia fresca e innocente la fede e l’amore nel mattino di Pasqua. E’ lei, quella piccina, che trascina tutto”.

Pure le altre Religioni ci possono aiutare a trovare, oltre l’umiltà di sentirci creature e  non Creatore, la fiducia nella vita, nell’importanza di ogni persona e di ogni piccola esperienza, specialmente quando  ci possiamo sentire insignificanti o un poco depressi per i problemi e per tante limitazioni e  preoccupazioni. Allora  senza perdere di vista la grandezza di quello che “siamo”, possiamo  contemplare la bellezza e la dignità che c’è in ciascuno, in ogni età e condizione. Ci indica la strada della speranza un aneddoto della spiritualità araba-musulmana: “Era una notte senza luna, nera nera nera. C’era una pietra nera e sopra di essa un moscerino nero, quasi invisibile.. Allah (Dio) lo vede e lo ama”.

 Infine, per adesso, con la deformazione professionale e il ”vizio” di dare compiti, ve ne affidiamo uno particolare, per tutti , sia cristiani o credenti di altre fedi, in ricerca o agnostici, atei o indifferenti (ma un giovane anche se appare non lo  sarà mai del tutto indifferente alla sete di  senso e di valori grandi), perché tutti ci possiamo ritrovare accomunati nella ricerca della Verità, comunque la chiamiamo.

Utilizzando lo schema proposto e da completare liberamente, provate voi a riscrivere il Padre Nostro, preghiera  per eccellenza che credenti e non possiamo condividere rispettandoci a vicenda, attualizzandola. Poi potete inviare i testi ai vostri Insegnanti di Religione, usando i canali scolastici di comunicazione a disposizione, potremo poi condividerne qualcuna particolarmente bella e significativa (ma tutte saranno ugualmente interessanti e belle) anche con gli altri:

Padre nostro

Padre nostro che sei sulla terra infetta  dal virus, nelle corsie d’ospedale dove i malati muoiono ogni giorno, nelle case sbarrate,  nei computer e nella Rete dove  agitati cerchiamo informazioni o compagnia o conforto, o cerchiamo di studiare, nelle aule e nei campi di gioco deserti, ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..;

sia………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….;

venga…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….;

sia fatta…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………;

dacci oggi………………………………………………………………………………………………………………………………………………………;

rimetti a noi…………………………………………………………………………………………………………………………………………………;

come noi………………………………………………………………………………………………………………………………………………………;

non ci abbandonare alla tentazione…………………………………………………………………………………………………………;

ma liberaci dal male …………………………………………………………………………………………………………………………………….

Amen ( Così è e così sia)

Un abbraccio (ad almeno un metro!) dai vostri Insegnanti di Religione

#restiamo_distanti_restandoci, Reggio Calabria Domenica 14 marzo 2010