• 20/11/2019
ERMES EDUCATION

Capire il cambiamento

Rivista di Pedagogia Ermeneutica Esistenziale

 Il linguaggio dell’arte

 

Educare con l’arte ed educare all’arte, aiuta fin da piccoli a conoscere la narrazione e le narrazioni dell’esperienza umana di un territorio. (Pontificio Consiglio della Cultura, Documento dell’assemblea plenaria la “Via Pulchritudinis“, 27 – 28 marzo 2006).

 

L’arte, propone all’uomo il frutto della sua esperienza, del suo bisogno di esprimere se stesso, la propria storia e la propria narrazione culturale, offrendo letture di tipo antropologico, caratterizzate dalla dimensione estetica, contemplando l’apertura anche alla dimensione interiore e trascendente. Questo implica una specifica attenzione educativa perché propone, l’accostamento alla comprensione globale del patrimonio culturale che include la codificazione dell’esperienza umana inserita in uno specifico contesto socio culturale.

 

Si può dire che anche l’arte è “narrazione”: di un’esperienza, di una visione del mondo, delle cose e delle emozioni. Educare a leggere e comprendere queste narrazioni, induce fin da piccoli a rapportarsi con la ricchezza culturale, umana e religiosa di un territorio espressa nel tempo e nello spazio con il linguaggio della creazione artistica.

 

Parlare di narrazione in merito all’arte, si collega al concetto del racconto come parte integrante della storia dell’uomo, che si manifesta in molti  modi diversi.

 

I racconti suscitano curiosità, collegano con la storia e le storie, luoghi e tempi in cui si innestano le esperienze personali. Una storia aiuta a confrontarsi e mettersi in relazione con gli altri, favorisce la comprensione del sentire dell’altro. Coinvolge a molti livelli: saper vedere, immaginare e ascoltare in profondità favorisce la possibilità di entrare in uno spazio dove oltre a immedesimarsi nella storia, si può costruire uno spazio nuovo in cui è possibile liberare l’immaginazione come approfondimento, propedeutico alla riflessione. Si possono creare rapporti positivi dal confronto di narrazioni provenienti da culture diverse, cercando di superare le divisioni e i pregiudizi; aprendo al quel divenire che si fa base per una relazionalità aperta e accogliente. Il racconto è descrizione di azioni, di eventi, di esperienze, di personaggi, di vita sociale, di situazioni  che si evolvono; ma è anche riflessione sugli atteggiamenti e i pensieri dei protagonisti. In particolare il racconto attraverso le immagini, come forma di comunicazione innesca un processo di interazione fra chi vuol comunicare un messaggio, il messaggio e i destinatari. L’immagine è immediata, colpisce subito per la forma, per il colore, coinvolge sia i piccoli che i grandi; poiché in qualche modo attiva  i sensi della persona, induce a porsi domande, ad interpretarne a livello personale il significato. Abituandosi fin da piccoli a “frequentare l’arte” in tutte le sue forme (pittura – scultura – poesia- – letteratura) ci si abilita ad acuire la propria sensibilità, le capacità cognitive, la percezione con tutti i sensi; promuovendo la possibilità di esercitare la creatività, favorendo la comunicazione e la rappresentazione di sé.

 

E’ fondamentale quindi l’impegno attento sia di chi costruisce il messaggio che di chi lo interpreta; affinché i messaggi siano comprensibili e significativi. Questo approccio pone l’attenzione sulle  connessioni fra le diverse componenti inerenti la costruzione di significati: il testo, i suoi segni  e chi si pone di fronte all’opera artistica. Ovviamente si deve tener in considerazione anche l’esperienza culturale e sociale di chi si avvicina a questo mondo, perché attraverso una lettura più profonda,  possa ritrovare le connotazioni che aprono possibilità di ricostruire i processi fondativi,  e confrontarli con l’attualità , operazione propedeutica alla formazione del pensiero critico.

 

 

Alla luce di queste considerazioni si possono fare alcune osservazioni:

 

educare narrando e  nello specifico attraverso l’arte è aprire una finestra sull’uomo, la sua storia  e le sue emozioni,  vuol dire imparare a conoscere il proprio sentire e  confrontarlo con quello di altri. E’ entrare nell’orizzonte più ampio della narrazione, fatto di due tempi: vedere – capire  – conoscere – interpretare e un momento in cui giocare a creare narrazioni con l’arte; sentire di essere  capaci di esprimersi, di poter essere costruttori di narrazioni personali che prendono avvio dalla profonda conoscenza di tutto il bagaglio culturale personale e sociale.

 

Non si tratta di  confondere il piano dell’arte codificata con quello della creazione spontanea e personale, ma di sviluppare la capacità di riconoscere le narrazioni perché si possa educare a riconoscere il significato del vero del bene e del bello.

 

Una grande responsabilità è quella dell’educatore, dell’insegnante che sa accompagnare in questo percorso di avvicinamento, comprensione e appropriazione della rappresentazione dell’esperienza culturale di una comunità e di un territorio. Questo implica non solo presentare le opere, ma anche leggere e interpretare tutto quel patrimonio di valori che sono insiti nell’opera d’arte, ciò che l’autore ha voluto comunicare, ciò che riesce a comunicare  in quel preciso momento.

 

Un particolare riferimento merita l’arte cristiana, di cui è permeata gran parte dell’espressione artistica italiana ed europea legata alle vicende umane e sociali del territorio. E’ un sistema di segni che rappresentano immagini significative ed evocative di una memoria comunitaria. Saper leggere e interpretare ancora oggi il messaggio dell’esperienza un religiosa, vuol dire saper leggere la realtà che ci circonda; ed è per questo che è fondamentale conoscere i codici  interpretativi il linguaggio religioso al di là della propria appartenenza o non appartenenza di fede.

 

 

Bibliografia

BRUNER J., La fabbrica delle storie, GLF Editori Laterza, Bari 2002.
COMOGLIO M., Educare insegnando. Apprendere ad applicare il cooperative learning, LAS, Roma 1999.
MANTEGAZZA R. (a cura di), Per una pedagogia narrativa, EMI, Bologna 1996.
TRENTI Z.– ROMIO R., Pedagogia dell’apprendimento nell’orizzonte ermeneutico, Elledici, Torino 2006
VERDON T., Breve storia dell’arte cristiana, Queriniana, Brescia 2012.