• 20/11/2019
ERMES EDUCATION

Capire il cambiamento

Rivista di Pedagogia Ermeneutica Esistenziale

TECNOLOGIE DI PONTI E NON DI BARRIERE

 

Come le tecnologie moderne possono essere sfruttate per aggregare i vari popoli nel mondo di lobalizzazione: radio, tv, web, social. L’uomo dei concetti e dei comportamenti ha bisogno di viaggiare ed esprimersi liberamente.
Gli strumenti di sviluppo possono essere meglio utili per creare ponti che le barriere.

 

Stiamo vivendo un periodo particolare della storia umana. Sia nei mondi sviluppati che nei mondi meno sviluppati cresce l’attenzione nazionalista. Allo stesso tempo con le tecnologie moderne si accorciano le relazioni dei popoli e delle culture diverse. Non solo dal punto di vista relazionale ma anche dal punto di visto economico.

 

Per farvi capire meglio, posso brevemente raccontare la mia esperienza. Sono arrivato nel 1993 in Italia per gli studi. Fino a pochi anni fa il costo delle telefonate agli esteri, soprattutto al mio paese d’origine, era elevatissimo e i modi erano diversi: cabina telefonica, varie carte, etc. Invece con le chiamate Voip, di tipo whatsapp, telegram, etc, non ci sono gli ulteriori costi e nemmeno la necessità di avere un telefono fisso per chiamare all’estero. Si può contattare chiunque nel mondo in qualsiasi momento. Adesso può sembrare una banalità, ma per coloro che hanno dovuto utilizzare per forza le cabine telefoniche pubbliche è un’esperinza da ricordarsi per sempre per apprezzare in modo sano gli strumenti moderni di comunicazione.

 

Non si può nascondere allo stesso tempo che questi strumenti vengono utilizzati in modo scorretto. Spesso e volentieri vengono utilizzati per creare distanze tra le persone e addirittura per atti di violenze a distanza. Basta pensare a vari post su facebook o twitter.

 

Credo invece che gli strumenti di comunicazione, partendo da una semplice telefonata per arrivare a un twitter, siano utilizzati per creare relazioni sane e per diffondere pensieri e idee che aggregano le persone e i popoli, perché tali strumenti sono potenzialmente utilizzabili da tutta l’umanità.

 

Questa mattina ho incontrato alcuni professori di una scuola secondaria di primo grado. Parlando degli strumenti tecnologici di comunicazione, tipo facebook e twitter, qualcuno ha dichiarato che non li utilizzerà mai. Da diversi professori questi strumenti sono considerati pericolosi e da negare completamente. Invece possono diventare un luogo di immediata comunicazione e di sana relazione tra professori e gli alunni. Naturalmente uno strumento extra-curriculare.

 

Alcune volte gli alunni sono più aggiornati, più informati e hanno più dimestichezza con le tecnologie. Solo chi ha delle conoscenze e competenze sulla materia, può mettersi in gioco con gli alunni e creare occasioni e opportunità di dialogo anche in questo campo.

 

In conclusione si può dire che le tecnologie moderne debbano essere prese in giusta misura nei loghi di educazione. Le tecnologie sono diventate un elemento esistenziale della vita quotidiana. La società intera, in modo particolare l’ambito scolastico, non può negarne l’utilizzo. La saggezza dell’uomo sta nel corretto uso di questi strumenti per il bene di tutti.