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Cresco e faccio domande: unità di apprendimento classe prima – G. Chiodini

 

 

Classe PRIMA

UdA 1 – Cresco e faccio domande

 

Cfr. UdA 1 del libro di testo La gioia dell’incontro, volume I.

 

        1. Progettazione

 

Nel piano di lavoro annuale è stato evidenziato che la dimensione antropologica nella quale si inserisce l’attività didattica del primo anno è l’IDENTITÀ. E’ la condizione dello studente nel particolare momento del suo sviluppo che fa nascere la tematica da affrontare. E’ il suo compito di sviluppo e la sua domanda esistenziale che richiedono un’offerta formativa armonica e significativa.

Il motivo educativo conduttore è quindi espresso in questi termini: in un primo momento si sceglie di far incontrare gli alunni con il mondo delle proprie emozioni, a partire dallo sviluppo fisico per giungere alla consapevolezza di una interiorità in movimento.

I documenti normativi di riferimento sono, ovviamente:

        1. DPR dell’11 febbraio 2010, Traguardi per lo sviluppo delle Competenze e Obiettivi di Apprendimento dell’insegnamento della religione cattolica per la Scuola dell’infanzia e per il Primo Ciclo d’istruzione.
        2. Il POF e il curricolo verticale di IRC dell’Istituto scolastico.

Nella pagina di apertura dell’UdA sul libro di testo troviamo indicati anche gli Obiettivi di apprendimento e il traguardo di sviluppo della competenza che riportiamo integralmente:

Alla luce delle indicazioni nazionali per l’IRC esplicitate nel documento riportato sopra, in questa specifica UdA gli alunni avranno l’opportunità di raggiungere i seguenti obiettivi:

        • capire che la vita degli uomini è intrecciata con bisogni e domande di diverso tipo;
        • riflettere sulla distinzione e cogliere l’importanza di alcune domande non semplici, che si possono qualificare come “profonde e fondamentali”;
        • trovare un aiuto nei documenti biblici per riflettere su questo tema, attraverso la lettura e la comprensione di una pagina biblica;
        • valutare l’importanza di questa ricerca al fine di dare valore alla vita umana come ricerca di un significato che va oltre ai bisogni quotidiani ed “esteriori”.

E al termine di questo cammino essi potranno affrontare una situazione problematica che permetterà di mettere in evidenza la competenza nell’individuare aspetti complessi dell’esistenza umana, nel distinguere i bisogni primari e quelli più profondi e nel motivare l’importanza di una ricerca della risposta alle grandi domande che la vita ci pone.

 

        1. Applicazione

 

Manteniamo sempre il libro di testo come sussidio indispensabile per specificare le tappe del cammino verso la maturazione della competenza dichiarata.

Questo è il momento decisivo nel quale tutte le buone intenzioni vengono messe in campo.

 

Fase 0

        • Le pagine 14 e 15 offrono diversi spunti per iniziare a far nascere la curiosità verso il tema da svolgere. Ci sono fotografie e box che contengono alcune domande.
        • L’insegnante fa osservare le foto e chiede agli alunni che, dapprima individualmente, rispondano alle richieste. E’ utile (ci troviamo all’inizio dell’anno scolastico con alunni appena giunti dalla scuola primaria!) richiamare che non si tratta di una verifica: le loro risposte verranno liberamente confrontate in classe ma senza alcuna intenzione valutativa. L’importante è l’impegno nel rispondere e nel motivare la propria affermazione.
        • Si lasciano 5 minuti per le risposte individuali.
        • Poi si chiede che, da parte di chi vuole, si legga ciò che hanno scritto.
          L’insegnante evidenzia, senza valutare, le risposte, le riprende e chiede se i compagni vogliono aggiungere qualche riflessione in merito. Il tutto in piena libertà e assoluto rispetto del modo e del contenuto che ciascuno ha manifestato.

Come conclusione di questo primo segmento si può (far) leggere gli obiettivi e la competenza che è illustrata nella colonna a destra.

Si faccia notare ai ragazzi che in questa elencazione di obiettivi e di competenza è spesso affermato che la nostra vita è “complessa”, che ci sono domande importanti che ciascuno è chiamato ad affrontare. Chiedere se si trovano in accordo con queste affermazioni o ci sono richieste di ulteriori spiegazioni.

L’insegnante si sforzerà di non dare subito la sua spiegazione ma di far sorgere il massimo del dialogo tra gli alunni.

 

Fase 1 – Esploro la vita intorno a me

 

(A pag. 76 della Guida per il docente sono raccolte alcune riflessioni che motivano la scelta didattica di questi tre passaggi. E’ un procedimento che gli autori ritengono innovativo e assolutamente originale. La vita, la cultura e la religione sono strettamente collegati e si arricchiscono a vicenda. Questa opzione giustifica anche la scelta (ridotta) dei contenuti della religione cattolica, anche in risposta alla richiesta di essenzializzazione)

In questa prima unità non c’è un documento da sottoporre all’attenzione degli alunni. Si tratta, piuttosto, di costruire insieme una tabella che rappresenta i diversi passaggi e cambiamenti che stanno avvenendo nella loro vita. Il documento, in altre parole, sono loro stessi.

Quindi si passa direttamente alla sezione “se faccio, imparo”.

        • Inizialmente il lavoro si svolgerà in modo personale. Ciascun alunno completa il primo esercizio in cui si chiede di elencare le emozioni (prima colonna), i cambiamenti (seconda colonna) e le difficoltà sperimentate (terza colonna). Il compito fa riferimento alle tre fotografie delle pagine introduttive: una gita, una fotografia, un incidente.
        • Svolto il compito n. 1, si passa al confronto con tutta la classe per ampliare la gamma delle risposte. Sarebbe interessante far notare quanto sia migliorativo il contributo dei compagni. Ognuno apporta qualcosa per avere una tabella la più completa possibile. Da notare anche l’icona posta a destra degli esercizi in cui si invita, appunto, a lavorare “in gruppo”.
        • Si passa all’esercizio n. 2: Anche questo compito può essere svolto nei medesimi due passaggi già utilizzati in precedenza: prima individualmente e poi con tutta la classe.
        • L’insegnante chiede il parere agli alunni a riguardo della tabella che distingue due tipi di esperienze. La preoccupazione non è di verificare quali siano le risposte giuste, ma che esistono due diversi tipi di esperienze.
        • Raggiunto questo risultato, si passa alla discussione dell’esercizio n. 3.
          Il risultato della discussione sarà confrontato con le prime due sintesi esposte nella 4° fase, “Confrontiamo le idee” presente a pag. 22.
          Oppure, se la classe lo permette, sarà una sintesi simile alla precedente ma raccolta insieme. E’ evidente che l’insegnante lo ha già presente e cercherà di guidare delicatamente gli alunni al raggiungimento di quella sintesi: la presenza di grandi domande nella vita degli uomini.

 

Fase 2 – Esploro la nostra cultura

 

Il testo presenta una breve introduzione (pag. 17). Si tratta di allargare l’orizzonte: il problema delle grandi domande non riguarda solo i preadolescenti presenti in classe. Un famoso documento della cultura ci aiuta a partecipare del bagaglio culturale universale.

        • Si potrà utilizzare la breve scheda presente a pag. 18 (“per capire”) in modo da ambientare la lettura.
        • Viene letta (da parte dell’insegnante oppure a turno da alcuni alunni) la pagina proposta, tratta dal Diario di Anna Frank.
        • Con l’aiuto delle note poste accanto o con altre informazioni, gli alunni saranno invitati a incuriosirsi nei confronti di questo documento.
          E’ reperibile anche un suggerimento per un eventuale approfondimento con infeormazioni reperibili in internet.
        • Quando il documento è sufficientemente chiaro, si passa al “se faccio imparo”.
          Preferibilmente i ragazzi affronteranno questo compito in gruppi, variando la composizione rispetto al lavoro svolto in precedenza. Viene assegnato il tempo di 10 minuti circa.
          Il gruppo aiuta anche ad affrontare domande che possono sembrare difficili. Si ritiene che sia importante esercitare la capacità di trovare una spiegazione tra gli alunni stessi, prima di rivolgersi all’insegnante.
        • I ragazzi sono invitati a presentare alla classe il risultato del lavoro di gruppo secondo una modalità che ritengono più opportuna: con un cartellone, una presentazione verbale oppure multimediale.
        • L’insegnante aiuta la classe a raccogliere le riflessioni dei gruppi, raccordando le risposte simile e valorizzando tutti i contributi.
          Non si dovrà dimenticare il collegamento con la precedente tappa: anche l’esperienza di Anna Frank evidenzia la bellezza e la complessità delle emozioni che giocano un ruolo fondamentale nella vita degli uomini.

 

 

Fase 3 – Esploro le fonti religiose

 

        • Si può iniziare con una domanda provocatoria che serve per superare l’ovvietà di un confronto con un documento religioso: “cosa c’entra la religione in tutto ciò che andiamo dicendo”?
        • Si ascoltano le libere risposte degli alunni.
        • “Confrontiamoci con una pagina della Bibbia”: secondo la modalità più opportuna (l’insegnante, tutta la classe insieme, a gruppi, …) si legge il brano proposto dal testo a pag. 20. Forse sarà bene leggerlo più volte o lasciare del tempo per una lettura personale.
        • Ancora una volta affrontiamo il compito: “se faccio imparo”.
          Seguiamo le procedura illustrata in precedenza.
          Se alcune domande risultassero difficili, proviamo a chiedere agli alunni che provino a spiegarla con le loro parole.

Terminato il lavoro abbiamo la possibilità di un confronto con una pagina riassuntiva. E’ la …

 

Fase 4 – Confrontiamo le idee

 

Far leggere le singole affermazioni e chiedere quanto siano condivisibili; quali affermazioni risultano ancora difficili; quali assolutamente incomprensibili.

 

Fase 5 – Mi metto alla prova   … corrisponde a … 3. Valutazione

 

Il libro di testo a pag. 23 propone due modalità distinte:

        1. La verifica cognitiva.
          Sono presenti alcuni esempi di domande; su questa base, verrà costruita una prova simile alla quale si attribuirà un punteggio che verrà tenuto in considerazione nel momento conclusivo.
        1. La certificazione della competenza.
          Visto che il libro offre due compiti “autentici”, si chiederà agli alunni di sceglierne uno e di risolverlo, presentando un elaborato scritto.

L’elaborato degli alunni sarà valutato tenendo conto dei seguenti criteri:

        1. La cura nella realizzazione, anche dal punto di vista della correttezza linguistica
        2. La capacità critica nell’esprimere il proprio pensiero, motivandolo e arricchendolo
        3. La coerenza con i documenti affrontati, facendovi riferimento e rielaborandoli con creatività,

 

Valutazione dell’attività.

Utilizzando le indicazioni illustrate a pag. 110 della Guida del docente, riprese anche nel piano di lavoro, al termine dell’attività ogni alunno avrà una certificazione relativa al traguardo della competenza dichiarata in questa UdA. In essa confluiranno anche il risultato della verifica cognitiva e delle osservazioni durante il lavoro in classe.

A tale scopo potrà essere utilizzata una tabella simile:

 

 

 

 

 

ALUNNI

Risultato verifica cognitiva Risultato elaborato compito autentico Osservazioni sul comportamento  altro SINTESI

=

LIVELLO TSC

1 Cognome Nome
2 Cognome Nome
3 Cognome Nome
4 Cognome Nome
5 Cognome Nome
…..

 

 

Autovalutazione, perché no?

 

Chiedere ai ragazzi di compilare il seguente questionario a risposta libera.

a)      Rispetto a quanto dichiarato all’inizio (= competenza attesa), come ti senti?

b)      Quali aspetti interessanti hai incontrato in questo percorso?

c)      Con quali difficoltà o incertezze ti trovi ancora?

d)      Cosa ha reso facile il tuo cammino? L’argomento? Il metodo di lavoro? I compagni?

 

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