• 21/10/2019

ERMES Education

Per capire il cambiamento

Rivista di Pedagogia Ermeneutica Esistenziale

“Guai ai poveri. La faccia triste dell’America”: l’intreccio fra mercato e diritto – un libro di E. Grande

L’autrice propone in questo saggio un’analisi della situazione della povertà negli Stati Uniti d’America, motivo di riflessione sull’evoluzione del fenomeno anche nel nostro Paese e sugli interventi da attuare. Il volume è agile, ben scritto e pur presentando e analizzando dati e statistiche, presenta storie concrete ed è fruibile anche da un pubblico non specialistico. Non entra nelle questioni politiche e non cita la recente campagna elettorale americana. Offre però, al di là delle sue stesse intenzioni, un’illuminante chiave di lettura per comprendere come si sia potuto affermare un presidente come Donald Trump.

Noè multimediale: laboratorio di video animazione – Patrizia Delsoldato

I vari personaggi per la realizzazione dell’animazione sono stati reperiti da internet e personalizzati, ridisegnati. Successivamente, i bambini hanno movimentato i personaggi della storia e scattato foto in sequenza. Il montaggio dell’animazione è la parte più articolata e più laboriosa perché si ricostruisce tutto il senso del percorso svolto, riordinando le sequenze della narrazione, aggiungendo la registrazione e allegando o eliminando fotogrammi in base alla necessità.

L’ermeneutica del miracolo: passare dal “credere che” animista al “credere in” cristiano – J. Neirynck

Sono solo trascorse poche settimane dalla polemica sui miracoli e sulla punizione divina innescata dall’evento dei terremoti nell’Italia centrale. Perché Dio non è intervenuto con un miracolo per fermare il catastrofico terremoto? Perché ci ha mandato questa punizione divina? La riflessione di Jacques Neirynck aiuta a fare chiarezza passando da una concezione animista ad una scientifica che non nega la visione di fede, ma la purifica. Ce lo insegna la formulazione esemplare della preghiera di intercessione enunciata da Teresa di Lisieux: “Pregare sempre come se l’azione fosse inutile e agire come se la preghiera fosse insufficiente”. Non si tratta quindi di bandire la preghiera di intercessione, ma di formularla in una giusta prospettiva, quella del lavoro del credente su se stesso e sulla realtà e non della manipolazione magica di fenomeni esteriori.

Capire papa Francesco: un’ermeneutica fondata sul vangelo della speranza – riflessione di Bruno Forte

In questi giorni dietro le quinte sembra montare, soprattutto in alcuni ambienti ecclesiali e conservatori, l’incomprensione per le scelte di papa Francesco. Con la sua elezione la prassi papale ha subito un profondo e radicale cambiamento che è facile fraintendere specialmente dopo la pubblicazione dell’Esortazione “Amoris Laetitia” sul tema della famiglia. La riflessione del teologo e arcivescovo Bruno Forte che presentiamo, può aiutare a discernere tra le diverse critiche concentrate sulla possibilità di integrare pienamente nella vita della comunità ecclesiale i divorziati risposati. Il punto chiave delle critiche rivolte al Papa riguarda l’accusa di “relativismo” fondata sulla sua affermazione proposito dei gay – “Chi sono io per giudicare?”. Ma lo sforzo di integrare e accompagnare tutti, anche chi si trova in situazioni contrastanti con il disegno divino rivelato, non è tradimento della dottrina, ma esercizio di misericordia per non separare mai la verità e l’amore in cui essa si esprime.

Per una nuova ermeneutica della Shoah: l’Europa, la fine di un tabù e la responsabilità politica

L’articolo di Galli della Loggia, “L’Europa e la Shoah” e l’articolo di Frediano Sessi “Il monito di Bauman sulla Shoah”, che presentiamo, possono suggerire utili elementi di riflessione per interpretare il significato della Shoah nella difficile e complessa stagione che l’Italia e l’Europa stanno oggi attraversando.
Quale senso ha oggi il mito della Shoah? Quali conseguenze ha prodotto nella coscienza europea? Cosa può dirci nel difficile confronto/scontro con un’immigrazione incontrollabile, la violenza del terrorismo islamico, una crisi economica senza precedenti, una classe politica inadeguata?
La fine dell’uso ideologico della Shoah strumentalizzato, troppo spesso, per invitarci ai buoni sentimenti, alla tolleranza, ad essere comprensivi, a non essere xenofobi, dovrebbe portarci ad assumere la responsabilità di trovare, a tutti i livelli, soluzioni politiche ai problemi.

“I miti secondo lo psicologo”: un manuale per guardarsi dentro – Luciano Masi

I miti sono nati nella notte dei tempi. Ma oggi sono più vivi che mai. Pullulano nella nostra società e a volte convivono dentro di noi, anche se facciamo fatica ad ammetterlo. Sono ben visibili sul lettino dello psicologo e dello psicoterapeuta al punto da scriverci un manuale per guardarsi dentro e scorgere i nostri limiti e le nostre potenzialità, i nostri vizi ma anche le nostre virtù.

“Il cristianesimo al tempo di Francesco”: convegno di studi – Roma 19 e 20 gennaio 2017

Quello su cui papa Francesco lavora di più è una rivoluzione culturale di lungo periodo. La riforma di Bergoglio non ha un disegno organico ed ecclesiologico, ma è un «processo», che, di per sé, non è controllabile. In un processo tutto dipende non da chi lo mette in moto, ma dalla ricezione, da parte di pastori, fedeli, soggetti ecclesiali, e la riforma di papa Francesco sta suscitando «adesioni, resistenze, e anche indifferenze». La miriade di settori del cattolicesimo determineranno in gran parte il successo o l’insuccesso di quello che Papa Francesco inizia.

“La Costituzione fonte di convivenza civile”: XXV Congresso nazionale Uciim – Roma 19-22 gennaio 2017

Il congresso tratta un tema di attuale rilevanza socio-politico-educativa. E’ un momento di sintesi delle riflessioni maturate nelle assemblee sezionali e nei congressi regionali, attraverso il contributo di singoli o di gruppi di soci: un lavoro attento alle realtà odierne raffrontate con i principi ispiratori della nostra Carta costituzionale e prospetticamente orientate al raggiungimento del bene comune.

I valori europei nell’insicurezza e nella paura delle nostre società liquide: un intervista a Z. Baumann

«La sola ma grave ragione per essere preoccupato è la fortunatamente piccola possibilità che l’Europa abbandoni i suoi valori e si pieghi al codice di comportamento dei terroristi, sarebbe il suicidio della casa della moralità e della bellezza dov’è nata l’idea di libertà, eguaglianza e fratellanza»

Una nuova idea di società: il modello diffuso di accoglienza

C’è un grande assente nel dibattito pubblico sull’immigrazione, il tema della convivenza tra europei, italiani e immigrati. Come stiamo insieme noi e loro? Quale idea di società? Come tradurre il motto costitutivo dell’Unione Europea dell’unità nella diversità? Porre questo tema significa incedere in una divagazione intellettualistica? Riproporre in modo stucchevole il dibattito sulla crisi o meno del multiculturalismo? Niente affatto. Si tratta di un tema molto concreto e urgente che va affrontato per rispondere alle emergenze che stiamo vivendo. Il Governo e i Comuni italiani stanno affrontando l’emergenza rifugiati con quello che viene definito “modello diffuso di accoglienza”.

Capire il cambiamento ecclesiale: lasciare la difesa delle formule dottrinali verso un’offerta libera, processuale e relazionale del Vangelo

Dall’enunciazione e della comunicazione, del contenuto dogmatico della fede cristiana, si passa a una concezione processuale e relazionale, incentrata sull’offerta del Vangelo di Dio che implica il riconoscimento della libertà. La Parola di Dio procede nelle coscienze. Avviene sempre nuovamente. Da qui scaturiscono conseguenze profonde sul piano della figura della Chiesa e del suo rapporto col mondo.