• 21/10/2019

ERMES Education

Per capire il cambiamento

Rivista di Pedagogia Ermeneutica Esistenziale

Il nome di Dio è misericordia: papa Francesco

Con parole semplici e dirette, papa Francesco si rivolge a ogni uomo e donna del pianeta instaurando un dialogo intimo e personale. Al centro, c’è il tema che più gli sta a cuore – la misericordia – da sempre fulcro della sua testimonianza e ora del suo pontificato.
Nella conversazione con il vaticanista Andrea Tornielli, Francesco spiega – attraverso ricordi di gioventù ed episodi toccanti della sua esperienza di pastore – le ragioni di un Anno Santo straordinario da lui fortemente voluto. Senza disconoscere le questioni etiche e teologiche, ribadisce che la Chiesa non può chiudere la porta a nessuno.

Insegnamento Religione Cattolica (IRC): nel 2015 se ne avvale l’88% degli studenti italiani

Gli alunni che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica (IRC) nel 2015 sono stati complessivamente poco meno di 7 milioni (esattamente 6.927.849) pari all’87,9% dei 7.883.741 alunni/studenti frequentanti i diversi settori scolastici dall’infanzia agli istituti d’istruzione secondaria di II grado. Il 12,1% (956 mila) ha detto no all’IRC.

Al di là del sole. un confronto sull’enciclica “Laudato sì”: Antonianum Roma – 18 gennaio 2016

Il 18 gennaio alla Pontificia Università Antonianum di Roma giornata di studio sul tema:
Al di là del sole un contributo sull’enciclica “Laudato sì”.

Magistero autorevole e libertà teologica nel post concilio: A.Grillo

Il grande giurista W. Boekenfoerde, già dieci anni fa, sollevava la questione di una “contraddizione” tra lo sviluppo ecclesiologico e teologico postconciliare e la involuzione giuridica nel modo di configurare il rapporto tra autorità magisteriale e libertà della teologia. Poiché oggi ci troviamo in un tempo ecclesiale in cui la “libertà” viene esercitata spesso dal “magistero papale”, ma viene temuta con grande ansia da altre espressioni magisteriali, è opportuno riflettere sui temi di fondo di questa “tensione”.

Misericordia. L’arma di Francesco per la pace nel mondo: E. Scalfari

La misericordia è rivoluzionaria, è il perdono, è la carità, è l’amore. Si dovrebbe vivere dell’esperienza del passato, della speranza del futuro e si dovrebbe utilizzare il presente ed ogni suo attimo come momento per mettere in opera la misericordia. È un discorso che vale per tutti, credenti e non credenti. Francesco vuole: applicare le prescrizioni del Vaticano II e realizzare l’incontro con la modernità. Questa è la sua rivoluzione: fare dell’Occidente secolarizzato il punto di confronto con la Chiesa della Misericordia. Il che comporta una rivoluzione dentro la Chiesa.

Sunniti e sciiti: perché si odiano tanto?: Maria de falco Marotta

I musulmani, divisi in sunniti e sciiti, stanno vivendo oggi quello che successe ai cristiani nel sedicesimo secolo. Essi si considerano alternativi gli uni agli altri e né gli uni né gli altri accettano del tutto i confini nazionali nei quali si ritrovano. Per molti di loro, infatti, la guerra è trasversale agli Stati nazionali, ed è tesa piuttosto a creare un unico grande Medio Oriente islamico, riprendendo quel sogno del Grande Califfato interrotto dalle potenze europee.

L’Istat fotografa l’Italia2015

Il profilo del Paese, così come immortalato dalla fotografia dell’Istat, che come ogni anno tira le fila delle mille statistiche prodotte durante i dodici mesi. Il classico Annuario dell’Istituto, quasi 800 pagine, fa il punto su tutti i diversi aspetti, dall’economia all’ambiente, dalla popolazione all’istruzione.

La misericordia nell’arte: Roma 14, 21,28 gennaio 2015

Nel mese di gennaio 2016, presso il Vicariato di Roma, avrà luogo l’annuale appuntamento delle “Letture teologiche”.
Il tempa prescelto per quest’anno sarà “La misericordia nell’arte”.
L’evento sarà articolato in tre serate

“La memoria dei luoghi. Sulle tracce di don Lorenzo Milani”: testi e immagini

Il volume pubblicato da Ancora editrice (pagine 112, e 22) di Francesca Cosi (testi) e Alessandra Repossi (immagini) propone un viaggio fotografico tra i luoghi del sacerdote come appaiono oggi (gli scatti sono del 2013-2015): la casa di Firenze dell’infanzia, il seminario e soprattutto le parrocchie di San Donato a Calenzano e di Barbiana. Luoghi visitati in compagnia degli allievi di don Milani che hanno condiviso con lui l’esperienza della «scuola popolare». Le testimonianze affiancano le immagini in bianco e nero insieme ai testi scritti dal sacerdote e alla ricostruzione della sua vicenda biografica.

La divisione tra sunniti e sciiti: un’antica storia di contrasti

La divisione tra sunniti e sciiti ha visto altalenanti fasi di riavvicinamento e confronti sanguinosi. I moti di protesta nel clima delle cosiddette primavere arabe dopo il 2011 hanno ulteriormente acuito incomprensioni irrigidendo le autorità saudite.
Allo stesso tempo, la crescita dell’influenza di correnti salafite sempre più avverse allo sciismo presso la corte saudita spinge per colpire la minoranza sciita con divieti e azioni coercitive. In tali condizioni e con le crisi regionali in atto, le possibilità di dialogo sembrano sempre più difficili

Le religioni e l’accordo sul clima:

In “Laudato si’”, come nella prima enciclica di Francesco “Evangelii gaudium”, il capitalismo sfrenato è il nemico della vita. Il papa vede il mondo dal punto di vista di coloro che sono stati resi poveri in America Latina e critica nella politica ambientale il commercio del certificati di CO2 – suscitando la forte disapprovazione dei paesi industrializzati. Ai paesi in via di sviluppo piace che Francesco guardi il problema ambientale dal loro punto di vista: meno come problema ecologico, come lo si guarda volentieri globalmente nel Nord del mondo, bensì come problema di sviluppo e diritto alla crescita.

La riforma della chiesa: rispondere alle esigenze del vangelo

La riforma è evento dello Spirito che avviene in un oggi storico con l’umiltà di chi è cosciente di poter fallire ma per rendere possibile una più adeguata risposta alle esigenze del Evangelo passando anche attraverso un discernimento tra verità e consuetudine. Non si tratta di ripetere un passato mitico ma si tratta di farsi profezia nell’oggi e anticipazione di un futuro.
La riforma non può, quindi, essere l’adeguamento ad un modello morale prefissato e neppure un recupero di forme da cui ci si sarebbe allontanati magari coltivando un “mito delle origini” che conduce di fatto non ad un rinnovamento, ma ad una restaurazione.

Le politiche per l’immigrazione tra racconto e realtà: N. Forlani

La condizione primaria di una buona politica per l’integrazione non è fondata sulla tolleranza, bensì su una condivisa accettazione di tutto ciò che la nostra comunità non ritiene culturalmente tollerabile, soprattutto in tema di rapporti tra religione e Stato, tra genitori e figli, tra uomo e donna.